Pubblicato in: Devoluzione socialismo

M5S. Altri parlamentari in fuga. Nomi, cognomi ed indirizzi. Transumanza.

Mela Giuseppe Sandro.

2019-09-27.

Profughi 001

Zingaretti e Di Maio sono i più fidati e sicuri alleati e supporter della Lega e di Salvini. Odiano il PD ed il M5S ancor più di quanto odino Salvini.

Non è tanto Salvini che vince, quanto piuttosto il PD ed il M5S e si stanno disgregando.

Hanno appoggiato la svolta drastica voluta dai comunisti ed adesso se ne godono le conseguenze. Le persone moderate non sono solo tra gli Elettori ma anche tra i parlamentari.

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M5S, rivolta in Senato, Di Maio: «Segreteria a 12»

Gli 8 sms inviati da Di Maio a Silvia Vono prima dell’addio. E lei lo umilia

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Prosegue la transumanza.

Mr Di Maio mastica amaro: sale fossile e bile stantia. Si rode di rabbia impotente. E dire che dimezzando il numero dei parlamentari ne avrebbe lasciato a casa la metà. Ma chieder loro di usicidarsi era davvero troppo.

«Più che una scissione nel Movimento 5 stelle è in atto una fuga di massa»

«Dopo Silvia Vono, passata con Matteo Renzi a Italia Viva, altri tre grillini sono pronti a lasciare il Movimento guidato da Luigi Di Maio»

«Tanti i fattori che stanno determinando l’esodo: il dimezzamento dei voti dalle Europee, il taglio dei parlamentari preteso dallo stesso ministro degli Esteri per il 7 ottobre e la regola interna del secondo mandato.»

«settanta senatori hanno chiesto di modificare lo Statuto invocando un direttorio da affiancare a Di Maio»

«Ma la realtà è che ci sono altri tre nomi di pentastellati pronti a lasciare.»

«In primis quello del senatore Cataldo Mininno, pugliese, classe 1975, che intende passare alla Lega. Matteo Salvini precisa: “Io non vado a cercare nessuno, non è il calcio mercato, ma è vero che in tanti si sentono traditi. Se vedono nella Lega la possibilità di portare avanti battaglie di onestà e concretezza, io non dico no a nessuno”. Gli altri due nomi sono quello di Ugo Grassi, senatore napoletano e docente universitario, ed di Lello Ciampolillo, barese, senatore pure lui. Sarebbero in fuga verso Renzi»

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“Il mio regno per un cavallo!”

Caro re Riccardo, l’arte di conquistarti gli amici ti è davvero aliena.


Luigi Di Maio e l’esodo dal M5s: altri tre addii per Lega e Renzi, ecco i nomi

Più che una scissione nel Movimento 5 stelle è in atto una fuga di massa. Dopo Silvia Vono, passata con Matteo Renzi a Italia Viva, altri tre grillini sono pronti a lasciare il Movimento guidato da Luigi Di Maio. Tanti i fattori che stanno determinando l’esodo: il dimezzamento dei voti dalle Europee, il taglio dei parlamentari preteso dallo stesso ministro degli Esteri per il 7 ottobre e la regola interna del secondo mandato.

Insomma, riporta La Repubblica in un retroscena, lo scontento cresce, tanto che settanta senatori hanno chiesto di modificare lo Statuto invocando un direttorio da affiancare a Di Maio. “C’è bisogno di una stretta, avvierò la procedura per i parlamentari che passano in altri gruppi come previsto dal regolamento e chiederò il risarcimento di 100 mila euro”, sbotta Di Maio.

Ma la realtà è che ci sono altri tre nomi di pentastellati pronti a lasciare. In primis quello del senatore Cataldo Mininno, pugliese, classe 1975, che intende passare alla Lega. Matteo Salvini precisa: “Io non vado a cercare nessuno, non è il calcio mercato, ma è vero che in tanti si sentono traditi. Se vedono nella Lega la possibilità di portare avanti battaglie di onestà e concretezza, io non dico no a nessuno”. Gli altri due nomi sono quello di Ugo Grassi, senatore napoletano e docente universitario, ed di Lello Ciampolillo, barese, senatore pure lui. Sarebbero in fuga verso Renzi.  

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M5S perde un altro senatore. Di Maio: «Multa da centomila euro agli scissionisti»

La prima reazione è muscolare: «Multa da 100mila euro per danni d’immagine a chi se ne va». Con tanto di proposta dirompente: «Va introdotto il vincolo di mandato per i parlamentari». Luigi Di Maio mastica amaro e anche le ultime ore della sua missione a New York le passa a parlare del caos del M5S che lo attende oggi in Italia. A partire dal «mercato delle vacche», come lo chiama. L’addio della senatrice Gelsomina Vono (a cui il capo politico ha mandato un messaggio di fuoco: se te ne vai ti massacrano) verso i lidi renziani di Italia Viva rischia di non essere l’unico strappo a Palazzo Madama. Anche il napoletano Ugo Grassi conferma di vivere una situazione di «disagio» che potrebbe portarlo fuori: «Non si può pretendere la tolleranza zero quando puoi non tolleri le minoranze: sto riflettendo». Con Renzi? «Al momento – dice ancora Grassi a Il Messaggero – con lui ho rapporti normali».

I vertici di Italia Viva confermano che sono in corso contatti anche con altri senatori: c’è una pista che porta al Lazio. Ma non è per esempio Elena Fattori, la dissidente sotto procedimento disciplinare. Che confessa: «Non so se rimarrò dove sto, aspetto ancora il giudizio dei probiviri. Do tempo al M5S fino a novembre, poi se non sarò stato riammessa me ne andrò». Nel clima di veleni e sospetti si inserisce ancora una volta la Lega. Gian Marco Centinaio parla di «due senatori» pronti a passare con il Carroccio. Il malcontento è vasto. L’ex ministro Barbara Lezzi: «Sono arrabbiatissima, ma lavoro per migliorare il Movimento». Dunque non se ne andrà. Tra i malpancisti ci sono anche Michele Giarrusso e Vincenzo Santangelo che rimangono in stand by. Anche alla Camera si rincorrono voci di fuoriuscite grilline. Il vicecapogruppo Francesco Silvestri: «Parliamo di quattro o cinque insofferenti, non so come andrà a finire».