Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Senza categoria

ECB, Il membro tedesco del Comitato si è dimesso.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-27.

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Che il clima in Ecb fosse teso era cosa nota da tempo. Così come era ben chiara la discrepanza di visioni di politica economica. Nessuno poi potrebbe negare quanto la politica sbandieri a voce alta l’indipendenza del governatore dell’Ecb, ma nel contempo lo riempia di oscure minacce sussurategli nell’orecchio.

ECB. Offerti 100 mld Tltro-III e richiesti 3.4 mld. Deserta l’asta.

Fed ed Ecb. Molti pensano che siano a fine corsa. Vecchie, ragionano da vecchie.

Ecb. Eurozona. Riserva valutaria 836.50 miliardi Usd, 4.52% del pil.

ECB. Rivolta dei Governatori contro i provvedimenti disperati.

Ecb. ‘Rallentamento più duraturo del previsto’.

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La debolezza dell’Ecb è documentabile da pochi dati, ma sono quelli che poi contano davvero.

L’Ecb ha 836.5 miliardi Usd di riserve valutarie, la Cina 3,107 miliardi Usd, il Giappone 1,331.6, la Russia 532.7 e l’India 529.61 miliardi Usd. Le differenze saltano immediatamente agli occhi se si considera il rapporto riserve / pil: Eurozona 4.52%, Cina 23.73%, Giappone 26.26%, Russia 33.80% ed India 19.69%.

L’eurozona è piena di liquidità giacenti inerti in attesa di poter essere investite: ma ripristinare  il clima di fiducia necessario è compito dei politici, non certo dei banchieri centrali.

Nei fatti, l’ultima manovra prospettata da Draghi serve solo a rendere agli stati meno gravoso il peso dei debiti sovrani, ma non solo non concorre a ridurne l’ammontare, ma al contrario li farà levitare.

È del tutto sequenziale che Germania, ed Olanda, per esempio, non possano tollerare una simile situazione.

Ma su tutto spicca l’inconsistenza finanziaria dell’Ecb.

Siamo chiari: il piano Draghi è velleitario: non si possono fare nozze con i fichi secchi, così come è velleitario cercare di risolvere problemi economici e politici con manovre monetarie. Le viti si avvitano ed i chiodi si piantano, non viceversa.

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«Official’s planned departure in October will come two years before term ends»

«The most senior German official at the European Central Bank unexpectedly resigned before the end of her term amid a conflict over a move this month to restart the bank’s giant bond-buying program»

«Sabine Lautenschläger, who sits on the bank’s six-member executive board in Frankfurt, will leave the bank on Oct. 31, more than two years before her eight-year term had been due to end»

«She is the third German-born official to resign from the ECB in just over eight years following policy disputes»

«Her departure underscores deep divisions within the ECB’s 25-member rate-setting committee over how to steer the eurozone economy through a period of slowing growth and mounting external threats»

«They will pose an early challenge for the ECB’s incoming president, Christine Lagarde, who starts on Nov. 1 and will need to mend ties with officials in major eurozone economies, notably Germany»

«The Bundesbank’s current President, Jens Weidmann, has repeatedly criticized the bank’s bond purchases, most recently in an interview this month with German mass-market daily Bild»

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A quanti avessero buona memoria dovrebbe essere inutile ricordare come nel 1930 in Germania i rotoli di banconote da cento miliardi di marchi fossero usate come carta da parati.

Già. Chi mai lo avrebbe mai detto?


WSJ. 2019-09-27. Germany’s Lautenschläger Resigns From ECB Board

Official’s planned departure in October will come two years before term ends.

FRANKFURT—The most senior German official at the European Central Bank unexpectedly resigned before the end of her term amid a conflict over a move this month to restart the bank’s giant bond-buying program.

Sabine Lautenschläger, who sits on the bank’s six-member executive board in Frankfurt, will leave the bank on Oct. 31, more than two years before her eight-year term had been due to end, the ECB said Wednesday.

She is the third German-born official to resign from the ECB in just over eight years following policy disputes.

Her departure underscores deep divisions within the ECB’s 25-member rate-setting committee over how to steer the eurozone economy through a period of slowing growth and mounting external threats. Those divisions have unsettled investors and, some analysts said, hampered the ECB’s response to economic crises.

They will pose an early challenge for the ECB’s incoming president, Christine Lagarde, who starts on Nov. 1 and will need to mend ties with officials in major eurozone economies, notably Germany.

Two other German-born ECB officials—former Bundesbank president Axel Weber and the former ECB chief economist, Jürgen Stark —both stepped down from the bank in 2011 after criticizing its decision to buy eurozone government debt. The Bundesbank’s current President, Jens Weidmann, has repeatedly criticized the bank’s bond purchases, most recently in an interview this month with German mass-market daily Bild.

German public opinion is highly critical of the ECB’s expansionary monetary policy, and senior German officials worry that the ECB’s bond purchases unfairly subsidize spendthrift governments in Southern Europe.

The ECB gave no reason for Ms. Lautenschläger’s departure. But it comes less than two weeks after the ECB unveiled a large new stimulus package aimed at shoring up the eurozone economy that included an open-ended bond-buying program.

In an interview in August, Ms. Lautenschläger, a 55-year-old jurist, warned that it was too early to launch an aggressive stimulus package, pointing to signs of strength in the eurozone economy. She argued that bond purchases should only be used in an emergency, such as when the region was threatened with deflation, or a vicious circle of falling prices.

The ECB’s Italian-born President Mario Draghi, who is also due to leave the bank in October, pushed forward with the stimulus package over objections from at least seven members of the bank’s 25-member rate-setting committee. Opponents included the heads of the Dutch, French and German central banks, representing economies that account for more than half of eurozone economic output.

The very vocal opposition to the ECB’s move “shows how fragile the ECB currently is,” said Carsten Brzeski, chief economist with ING Bank on Germany. Ms. Lagarde “will have some work to do to mend the ties,” he added.

European leaders must now agree on a successor to Ms. Lautenschläger, likely another German. Her resignation caps a period of high turnover on the ECB’s executive board, with five of six board members departing the bank over a period of 18 months.

Ms. Lautenschläger recently helped lead the ECB’s new banking supervisory arm, established during the region’s debt crisis to sever the link between weak governments and banks.

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Caos in BCE: uno dei membri del Comitato si è dimesso. I motivi

La BCE perde pezzi: Sabine Lautenschläger, membro tedesco del Comitato esecutivo, ha rassegnato le dimissioni. I motivi.

La BCE sta perdendo pezzi: Sabine Lautenschläger, uno dei membri del Comitato esecutivo della banca centrale, ha scelto di rassegnare le dimissioni.

Il motivo? Da ricercare nei mai sopiti contrasti con Mario Draghi che in occasione dell’ultima riunione ha scelto di tagliare i tassi di interesse sui depositi e di annunciare un nuovo Quantitative Easing.

Le dimissioni di Lautenschläger dalla BCE sono tra l’altro giunte proprio nel momento in cui l’Italia ha avanzato all’Eurogruppo la candidatura di Fabio Panetta come prossimo membro del Comitato esecutivo.

Tegola BCE: i motivi delle dimissioni di Lautenschläger

Il Comitato esecutivo della BCE è formato da sei persone, compresi il Presidente e il Vicepresidente dell’istituto, tutte nominati dal Consiglio europeo.

Nella serata di ieri, mercoledì 25 settembre, il membro tedesco Sabine Lautenschläger ha scelto di rassegnare le dimissioni senza però fornire indicazioni in merito ai motivi di questa scelta.

Molti hanno puntato il dito contro i rapporti piuttosto tesi tra la donna e Mario Draghi, lo stesso che il 31 ottobre lascerà la BCE nelle mani di Christine Lagarde.

Nell’ultima riunione l’italiano ha tagliato i tassi sui depositi, annunciato un nuovo Quantitative Easing e aperto le porte a un nuovo round di politiche monetarie extra-accomodanti. Il deciso cambiamento di rotta operato dalla banca centrale ha portato gli oppositori del Presidente a storcere il naso.

Tra le maggiori critiche mosse al nuovo Quantitative Easing sicuramente quelle relative alla sua efficacia. La Lautenschläger si è sin da subito scagliata contro la decisione di introdurre un nuovo QE a tempo indefinito che procederà al ritmo di 20 miliardi al mese e ha votato contro le mosse di Draghi. I loro scontri hanno portato poi alle dimissioni della donna, secondo i rumor.

Cosa accadrà adesso?

Le dimissioni di Lautenschläger non avranno alcun impatto sulla rappresentanza del Comitato esecutivo BCE: la donna sarà infatti sostituita da un altro tedesco visto che ai Paesi con il PIL più alto viene in genere accordata una presenza nel Board.

Molto probabilmente il suo successore sarà comunque una donna. D’altronde lo stesso Draghi ha più volte sottolineato la necessità di dare spazio alla componente femminile in ogni tipo di istituzione.

Le dimissioni di Lautenschläger dalla BCE, si noti, sono arrivate con più di due anni di anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato prevista per febbraio 2022.