Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Umbria. Elezioni Regionali. Il parere dell’on Di Maio.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-18.

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Di Maio si insedia agli Esteri, i dubbi di Nuova Cina: «Scelta insolita»

«Anche se il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Geng Shuang, ribadisce la volontà di collaborare per lo sviluppo delle relazioni con l’Italia, molti tremano al ricordo di Di Maio che chiamava, goffamente, «Ping» il leader cinese Jinping durante una sua visita a Shangai»

«Luigi Di Maio, a capo del M5S, è una scelta insolita come ministro degli Affari esteri. Il 33enne non si è mai laureato, ha scarsa dimestichezza con le lingue, e ha mostrato poco interesse nei confronti delle tematiche internazionali nel corso della sua carriera politica»

«Lo scorso anno scatenò la più grave crisi diplomatica tra Italia e Francia nella storia moderna offrendo sostegno ai gilet gialli e spingendo il presidente francese Emmanuel Macron a richiamare temporaneamente l’ambasciatore a Roma»

«Dalle accuse a Renzi di aver occupato la cosa pubblica «come ai tempi di Pinochet in Venezuela» (invece che in Cile), alle promesse di riconoscere lo Stato di Palestina, dalla «Francia democrazia millenaria» alla «mediazione a Cuba per la Libia», sono comunque diversi gli scivoloni sul fronte internazionale che hanno fatto arricciare il naso.»

Non si può certo dire che l’on Di Maio abbia una buona cultura generale, per quanto questa sarebbe ben utile per affrontare i tempi attuali.

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Umbria. Elezioni. Donatella Tesei candidata del centrodestra.

«Durante le ultime elezioni europee, tenute lo scorso 26 maggio (fonte Eligendo), la Lega ha conquistato il 34.26% delle preferenze degli elettori. Il dato si riferisce ai votanti in Italia e all’estero. Il Partito Democratico si è attestato al 22.74% mentre il Movimento 5 Stelle ha superato il 17%. Forza Italia, domenica 26 maggio, ha sfiorato il 9%, Fratelli d’Italia il 6.44% e +Europa il 3.11%.

Corrono voci che PD e M5S potrebbero unirsi e formare un’unica lista oppure un’unica coalizione: sulla carta otterrebbero il 39.74% dei voti.

In ogni caso, ci sarà modo di valutare l’impatto del nuovo governo sugli Elettori. Se i rosso-gialli non aumentano le percentuali, hanno perso.»

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Il Ministro degli Esteri on Luigi Di Maio ha rilasciato in tema delle elezioni regionali umbre una serie di interessanti considerazioni, che potrebbero essere il preludio ad un cambiamento di atteggiamento del M5S nelle elezioni locali.

«Per rigenerare il patto di fiducia cittadini-istituzioni, secondo me c’è bisogno che tutte le forze politiche di buon senso facciano un passo indietro e lascino spazio a una giunta civica, che noi saremmo disposti a sostenere esclusivamente con la nostra presenza in consiglio regionale, senza pretese di assessorati o altri incarichi. Ovviamente ci aspettiamo che tutti gli altri facciano lo stesso»

«Qualcuno parlerà di alleanze o coalizioni, ma non si tratta di questo …. Ognuno correrà con il proprio simbolo in sostegno di un presidente civico e con un programma comune. Ma senza pretendere nulla sulla composizione della giunta e sulle dinamiche del governo regionale. Le forze politiche saranno solo in consiglio regionale con i propri gruppi»

«Le elezioni regionali in Umbria sono un appuntamento importante anche perché si arriva in anticipo a questa data in seguito a uno scandalo che ha coinvolto direttamente la giunta uscente, ma che, soprattutto, ha colpito i cittadini che si affidavano a una sanità travolta da uno scandalo di corruzione. Va da sé che la fiducia nelle istituzioni da parte dei cittadini sia crollata. E questo crea una ulteriore emergenza in questa regione. Dobbiamo trovare un nuovo modo d’immaginare la politica al servizio dei cittadini»

«Non sono un cittadino umbro e con molta umiltà ho cercato di ascoltare con attenzione le proposte delle forze politiche e le richieste degli umbri. Tutte queste forze sono legittimamente impegnate a formare coalizioni, programmi e a trovare candidati. Ma, se mi permette, non sembra sia ben chiara la gravità del momento che sta attraversando questa regione. Lo scandalo che ha colpito la sanità non è un tema da usare in campagna elettorale, bensì un momento da tenere ben presente per capire che cosa vogliamo non accada più»

«Tutte le forze che credono nel bene comune di questa regione facciano un passo indietro, rinunciando ai propri candidati presidente, e mettano fuori dalle liste quei candidati che hanno avuto a che fare con il passato di questa regione e gli impresentabili. Chiediamo che sottoscrivano insieme a noi un appello ai cittadini, proponendo alle migliori risorse di questa regione di farsi avanti. Queste risorse ci sono. Chiedendo a una personalità all’altezza di proporsi come candidato presidente. Sosteniamolo e diamogli autonomia piena per formare una squadra di super-competenti, senza interferenze della vecchia politica. Noi svolgeremo il nostro ruolo in Consiglio regionale. Di fronte a un’emergenza come quella che sta attraversando l’Umbria, è tempo di volare alto e d’iniziare a progettare il futuro fuori dagli schemi, per un piano coraggioso e innovativo che garantisca la moralità e l’onestà delle istituzioni, che sappia lanciare il cuore oltre l’ostacolo. L’Umbria può essere la culla di un nuovo modo di innovare la politica a partire dal locale, di un nuovo modo di fare imprenditoria coinvolgendo i giovani e il territorio»

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Il discorso dell’on Di Maio meriterebbe una approfondita rilettura.

Le situazioni eccezionali richiederebbero soluzioni eccezionali.

È nella logica delle cose che ogni formazione politica ambisca a posti direttivi – le famose ‘poltrone’ – perché esse sono lo strumento indispensabile per poter attuare i propri programmi politici. Senza corsa alle poltrone i partiti politici si destinerebbero alla estinzione.

Il Movimento Cinque Stelle evidenzia tutti i problemi legati ad una crescita troppo rapida.

Nel caso di Torino e di Roma o suoi sindaci hanno dato prove deludenti e la decisione di non partecipare alle elezioni amministrative, capibile data la carenza di personale preparato, è un handicap severo: impedisce la formazione di uomini politici che abbiano vissuto le esperienze politiche dei consiglieri comunali prima e regionali dopo. Sono formazioni che non si improvvisano. Poi, M5S ha una straordinaria carenza di persone allineate da immettere nei ruoli direttivi del parastato: ed anche questa sono figure professionali che non si improvvisano.

Il M5S ha avuto un grande successo, oltre il 34% dei voti, cavalcando una politica dei ‘No’. Ma gli urlatori e contestatori professionisti sono inidonei ad assumere ruoli governativi. Non a caso nel nuovo Governo i pidiini sono numericamente più rappresentati dei grillini, pur essendo percentualmente di gran lunga inferiori.

In ogni caso, le elezioni sono vicine e ci sarà modo di esprimere valutazioni sui numeri elettorali, ma dai sondaggi sembrerebbe emergere la concreta possibilità di un’altra sconfitta delle sinistre, passando così la quasi totalità dei governi regionali a formazioni di centrodestra.


Adnk. 2019-09-15. Di Maio: “In Umbria passo indietro partiti e sostegno a giunta civica”

In Umbria “per rigenerare il patto di fiducia cittadini-istituzioni, secondo me c’è bisogno che tutte le forze politiche di buon senso facciano un passo indietro e lascino spazio a una giunta civica, che noi saremmo disposti a sostenere esclusivamente con la nostra presenza in consiglio regionale, senza pretese di assessorati o altri incarichi. Ovviamente ci aspettiamo che tutti gli altri facciano lo stesso”. Lo afferma il leader M5S e ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in una lettera pubblicata da La Nazione – Qn, dove affronta il tema delle elezioni in Umbria.

“Qualcuno parlerà di alleanze o coalizioni, ma non si tratta di questo – prosegue Di Maio – Ognuno correrà con il proprio simbolo in sostegno di un presidente civico e con un programma comune. Ma senza pretendere nulla sulla composizione della giunta e sulle dinamiche del governo regionale. Le forze politiche saranno solo in consiglio regionale con i propri gruppi”.

Le elezioni regionali in Umbria sono, argomenta Di Maio, “un appuntamento importante anche perché si arriva in anticipo a questa data in seguito a uno scandalo che ha coinvolto direttamente la giunta uscente, ma che, soprattutto, ha colpito i cittadini che si affidavano a una sanità travolta da uno scandalo di corruzione. Va da sé che la fiducia nelle istituzioni da parte dei cittadini sia crollata. E questo crea una ulteriore emergenza in questa regione. Dobbiamo trovare un nuovo modo d’immaginare la politica al servizio dei cittadini”.

“Non sono un cittadino umbro e con molta umiltà ho cercato di ascoltare con attenzione le proposte delle forze politiche e le richieste degli umbri – spiega ancora -. Tutte queste forze sono legittimamente impegnate a formare coalizioni, programmi e a trovare candidati. Ma, se mi permette, non sembra sia ben chiara la gravità del momento che sta attraversando questa regione. Lo scandalo che ha colpito la sanità non è un tema da usare in campagna elettorale, bensì un momento da tenere ben presente per capire che cosa vogliamo non accada più”.

A questo giro non può risolversi tutto con una campagna elettorale in cui ci si lancia accuse reciproche su chi ha fatto peggio. Per noi sarebbe facile accusare qualcuno, ma vedere l’Umbria colpita da un male endemico come la corruzione, deve portarci a un ragionamento molto più alto”, ribadisce Di Maio a motivare l’indicazione di lasciare spazio a una giunta civica attraverso “un patto civico, che veda un candidato presidente fuori dalle appartenenze partitiche e che possa mettere al centro un programma innovativo, di punti veri e realizzabili. Un programma che possa ispirare serietà, fiducia e competenza. Credo sia ora di dare una sterzata e cambiare del tutto le persone chiamate a gestire questa Regione.”

“Tutte le forze che credono nel bene comune di questa regione facciano un passo indietro, rinunciando ai propri candidati presidente, e mettano fuori dalle liste quei candidati che hanno avuto a che fare con il passato di questa regione e gli impresentabili. Chiediamo che sottoscrivano insieme a noi un appello ai cittadini, proponendo alle migliori risorse di questa regione di farsi avanti. Queste risorse ci sono. Chiedendo a una personalità all’altezza di proporsi come candidato presidente. Sosteniamolo e diamogli autonomia piena per formare una squadra di super-competenti, senza interferenze della vecchia politica. Noi svolgeremo il nostro ruolo in Consiglio regionale. Di fronte a un’emergenza come quella che sta attraversando l’Umbria, è tempo di volare alto e d’iniziare a progettare il futuro fuori dagli schemi, per un piano coraggioso e innovativo che garantisca la moralità e l’onestà delle istituzioni, che sappia lanciare il cuore oltre l’ostacolo. L’Umbria può essere la culla di un nuovo modo di innovare la politica a partire dal locale, di un nuovo modo di fare imprenditoria coinvolgendo i giovani e il territorio”.

Conclude Di Maio affermando: “Ho lanciato un appello chiaro a tutte le forze politiche che hanno a cuore il bene comune: facciamo tutti un passo indietro. E ne ho lanciato un altro a tutti gli umbri di buona volontà che vogliono mettersi in gioco: fate un passo avanti. C’è bisogno di voi”.

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