Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. La via teutone al debito. Porta ad Aquae Sextiae.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-12.

Incidente contro il muro

La Germania è entrata in depressione, e, se continuasse così, finirebbe come è finita nel 1929.

La sua classe media è stata annichilita: quasi non ce ne è più traccia.

Germania, tutti contro gli investimenti pubblici

«Mentre l’economia tedesca cola a picco da nove mesi, e mentre il governo resta ostinato nell’applicare non solo a noi, ma anche a sé, l’austerità di cui sta morendo – per far fronte alla recessione ha stanziato 50 miliardi di euro, cifra ridicola rispetto al necessario e rispetto alle possibilità di chi ogni anno ha accumulato 250 in esportazioni – ecco che tutti stanno criticando il progetto di Peter Altmaier, il loro ministro all’economia, per far tornare competitiva l’industria tedesca oggi ormai arretrata rispetto a Cina, Giappone, Corea e Stati Uniti.»

«Altmaier ha annunciato che, grazie al suo grandioso progetto “National Industrial Strategy 2030″, emergeranno campioni nazionali ed europei, che potranno competere con Apple, Google e altre società asiatiche”. Ha dunque deciso di stanziare finanziamenti pubblici – eh sì, proprio così – definendo nel programma “in quali casi l’intervento statale può essere eccezionalmente giustificato o addirittura necessario al fine di evitare gravi svantaggi per l’economia nazionale e lo stato nel suo insieme.”»

«Il progetto è stato fortissimamente criticato – da tutte le Confindustrie germaniche.»

«A cominciare dalla maggiore, la BDI (Bundesverband der Deutschen Industrie), che rappresenta 40 settori e un migliaio di imprese che occupano 8 milioni di dipendenti.»

«Il ministro federale Peter Altmaier e il Ministero federale dell’economia e dell’energia hanno finora trascurato l’importanza delle PMI per la Germania. Il successo del sistema economico tedesco è dovuto più all’interazione di piccole e medie imprese di successo internazionale che alle grandi società»

«Piuttosto, che il governo federale risolva i problemi “fatti in casa” che penalizzano le piccole industrie, “prezzi dell’energia troppo alti e in aumento, un onere fiscale eccessivo, burocrazia troppo grossa e impicciona, infrastrutture sottosviluppate, scarso sviluppo rurale e mancanza di manodopera qualificata”»

«Le piccole e medie imprese generano più di ogni un euro su due di valore aggiunto netto e creano quasi il 60 percento dei posti di lavoro soggetti a contributi previdenziali. Ben oltre il 90 percento delle domande di brevetto proviene da PMI.»

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«la domanda repressa di investimenti pubblici da città e paesi in tutto il paese è stimata a 138 miliardi di euro”, scrive Reuters»

«Quindi creerà le agenzie che si indebiteranno per conto loro, e il loro debito non comparirà nel bilancio federale – il quale così potrà continuare a fare la lezione ai Paesi indebitati, Italia in primis, obbligandoli a non sforare anche in piena recessione. Naturalmente il fatto che le agenzie tedesche oggi s’indebitano a tassi negativo – ossia che gli investitori vogliono perderci, pur di prestare alla Germania il cui debito appare così “sicuro”, dovrebbe far capire che indebitarsi oggi non solo non costa, ma rende.»

«Ed ecco che la Germania, malata di tirchieria patologica, affronta la crisi recessiva epocale del capitalismo globale – con il freno a mano tirato. Fino ed oltre ai prossimi milioni di disoccupati?»

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Costituire agenzie indipendenti, che si indebitino fino al naso, alla faccia del rapporto debito / pil. Gran bella pensata!

Ecco arrivata un’ottima idea per il nuovo governo rossogiallo.