Pubblicato in: Cina, Commercio, Economia e Produzione Industriale, Stati Uniti

Cina. Dazi Usa e falsi formaggi italiani imitati in Cina ed esportati.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-12.

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Come dovrebbe essere buona abitudine, prima di parlare informarsi non dovrebbe nuocere troppo. Spesso si ottengono informazioni sconcertanti.

L’Italia esporta molti prodotti alimentari negli Stati Uniti.

«settori di punta dell’agroalimentare nazionale in Usa a partire dal vino che con un valore delle esportazioni di 1,5 miliardi di euro nel 2018 è il prodotto Made in Italy più colpito»

«l’olio di oliva le cui esportazioni nel 2018 sono state pari a 436 milioni, la pasta con 305 milioni, formaggi con 273 milioni»

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«Nell’elenco dei prodotti provenienti dalla Cina colpiti dai superdazi Usa c’è anche una lunga lista di formaggi di imitazione del Made in Italy, dal Reggiano al Provolone, dal Parmesan al Romano ottenuto però con latte di mucca e non di pecora»

«La decisione di inserire nella lista anche le imitazioni dei formaggi nazionali – sottolinea la Coldiretti – risponde alle sollecitazioni della lobby americana del falso formaggio italiano che si vuole difendere dalla concorrenza cinese»

«Infatti il falso Made in Italy fattura 23 miliardi negli Usa dove le brutte copie dei prodotti caseari nazionali ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi 30 anni ed è realizzata per quasi i due terzi in Wisconsin e California mentre lo Stato di New York si colloca al terzo posto»

«In termini quantitativi in cima alla classifica – precisa Coldiretti – c’è la mozzarella con 1,89 miliardi di chili all’anno, seguita dal Parmesan con 204 milioni di chili, dal provolone con 180 milioni di chili, dalla ricotta con 108 milioni di chili e dal Romano con 26 milioni di chili realizzato però senza latte di pecora»

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Con i nuovi dazi al 15% entrati in vigore su circa 112 miliardi di dollari di prodotti cinesi risulterebbero essere colpiti import per ben 23 miliardi Usd di prodotti alimentari artefatti fabbricati in Cina, brutta copia di prodotti italiani.

In termini di fatturato, i prodotti falsi cinesi hanno un volume superiore a quello nostrano esportato negli Stati Uniti, che non è intaccato dal provvedimento.

Questo fatto pone un problema di ampio respiro.

Sicuramente l’Italia può proteggere i propri prodotti sul suo suolo nazionale, ma altrettanto sicuramente essa è impotente nel bloccare i paesi che ne falsificano i prodotti e quindi li esportano all’estero.

I ricorsi agli enti internazionali lasciano il tempo che trovano, ed anche un’accurata propaganda sulla grande differenza qualitativa tra prodotti originale e quelli falsificati non prospetta risultato alcuno.

Un problema non da poco è quello dei prezzi.

Pur ammettendone l’ottima qualità, molti prodotti italiani sono commercializzati a prezzi troppo superiori ai relativi falsi. A ciò consegue invariabilmente la spinta ad un ulteriore aumento di prezzo con relativo transito nei cibi di élite per occupare nicchie nella fascia alta del mercato, oppure soccombere alla concorrenza.


Ansa. 2019-09-02. Coldiretti, tra Usa e Cina anche falsi formaggi italiani

Nell’elenco dei prodotti provenienti dalla Cina colpiti dai superdazi Usa c’è anche una lunga lista di formaggi di imitazione del Made in Italy, dal Reggiano al Provolone, dal Parmesan al Romano ottenuto però con latte di mucca e non di pecora. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sui nuovi dazi al 15% entrati in vigore su circa 112 miliardi di dollari di prodotti cinesi, che colpiscono anche molti beni alimentari.

“La decisione di inserire nella lista anche le imitazioni dei formaggi nazionali – sottolinea la Coldiretti – risponde alle sollecitazioni della lobby americana del falso formaggio italiano che si vuole difendere dalla concorrenza cinese.
Infatti il falso Made in Italy fattura 23 miliardi negli Usa dove le brutte copie dei prodotti caseari nazionali ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi 30 anni ed è realizzata per quasi i due terzi in Wisconsin e California mentre lo Stato di New York si colloca al terzo posto. In termini quantitativi in cima alla classifica – precisa Coldiretti – c’è la mozzarella con 1,89 miliardi di chili all’anno, seguita dal Parmesan con 204 milioni di chili, dal provolone con 180 milioni di chili, dalla ricotta con 108 milioni di chili e dal Romano con 26 milioni di chili realizzato però senza latte di pecora, secondo l’analisi Coldiretti su dati Usda”. “Dalle prossime mosse protezioniste di Trump sono in gioco – conclude la Coldiretti – settori di punta dell’agroalimentare nazionale in Usa a partire dal vino che con un valore delle esportazioni di 1,5 miliardi di euro nel 2018 è il prodotto Made in Italy più colpito, l’olio di oliva le cui esportazioni nel 2018 sono state pari a 436 milioni, la pasta con 305 milioni, formaggi con 273 milioni”.