Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Umbria. Elezioni Regionali del 27 ottobre.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-26.

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Il centrodestra sarebbe stimato in Umbria attorno al 44.8%, il centrosinistra attorno al 28% ed il M5S al 18.1%.

Questi sondaggi erano però stati fatti prima dell’inizio della crisi di governo.

Questa competizione elettorale avrà anche valenze politiche nazionali.

Dal 1970 alla guida dell’Umbria c’è sempre stato il PCI prima e il centrosinistra poi. In vista del prossimo voto però è il centrodestra il grande favorito per una vittoria che sarebbe quindi storica.

Alle recenti elezioni europee è stata quella della Lega la lista più votata con il 38.18%, staccando di molto il Partito Democratico che si è fermato al 23.98% e il Movimento 5 Stelle che non è andato oltre il 14.63%.

Alle politiche del 2018 è stato il centrodestra a fare da padrone in regione con il 36.78%, con il Movimento 5 Stelle finito con il 27.53% di poco sopra la coalizione di centrosinistra arrivata al 27.51%, mentre la sinistra nel complesso si è attestata di poco oltre il 4%.

Questi dati, sempre che si confermino con quelli usciti dalle urne, sembrerebbero fare intravedere una possibile vittoria della Lega in una regione storicamente appannaggio del partito democratico.

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Vista la legge elettorale che non prevede un ballottaggio, se dovessero essere confermate queste tendenze elettorali sarebbe facile ipotizzare una vittoria del centrodestra in queste elezioni regionali in Umbria.

Sicuramente le elezioni regionali risentono molto dei problemi locali e delle personalità che scenderanno in campo. Altrettanto sicuramente l’Umbria non può essere considerata campione stratificato dell’interna Italia.

Tuttavia questo sarebbe un campione di oltre un milione di Elettori, raccolto per di più nel segreto delle urne.

Al momento la Regione Umbria è a guida PD con Fabio Parapelli come Governatore: un vittoria del centrodestra sarebbe una seconda sconfitta del centrosinistra e del M5S.

Ricordiamo come nel 2018 il centrosinistra abbia vinto la Regione Lazio, mentre la Lega aveva vinto la Lombardia, il Molise, il Friuli-Venezia Giulia, la Valle di Aosta (ove il PD era sceso al 5.39%), ed il Trentino.

Nel 2019 il centrodestra ha vinto la Regione Piemonte, la Basilicata, la Sardegna e l’Abruzzo.


Elezioni regionali, Andrea Fora si dimette da presidente dell’Alleanza delle cooperative dell’Umbria.

«Avanti, ancora avanti verso la candidatura a presidente della Regione Umbria. Andrea Fora – il nome in pole per il centrosinistra per Palazzo Donini –  si dimette da presidente dell’Alleanza delle cooperative italiane dell’Umbria. Una ulteriore conferma dell’ingresso nell’agone elettorale. Nei primi giorni di agosto, dopo settimane di sussurri e indiscrezioni, Fora era uscito ufficialmente allo scoperto, lanciando il suo “big bang” (brividi in una certa parte del Pd) e la sua “battaglia di civiltà e di progresso per l’Umbria”. Di fatto forzando la mano al Partito Democratico, aggrovigliato in mal di pancia e lotte tra i ‘104 e il commissario Verini per il timone del partito. E adesso l’addio alla presidenza dell’Aci. Bengala su bengala, nell’azzurro mare di agosto.

A renderlo ufficiale è il vicepresidente, Dino Ricci, che con una nota spiega: “In qualità di vicepresidente Alleanza Cooperative Italiane Umbria comunico di aver ricevuto le dimissioni di Andrea Fora da Presidente”. E anche: “A nome dell’Ufficio Presidenza lo ringraziamo per il lavoro svolto in questi anni e per la sensibilità dimostrata a salvaguardia dell’identità e dell’autonomia politica delle Associazioni di rappresentanza e delle cooperative ad esse associate”.

Ma il presidente di Legacoop Umbria dice di più. Questo, per la precisione: “Con l’occasione ribadiamo la nostra autonomia con i nostri valori, i nostri principi non negoziabili con i quali siamo disponibili al confronto, anche in vista delle prossime elezioni regionali, con tutte le forze politiche e i movimenti civici che si stanno impegnando per rilanciare il futuro della nostra regione”. Una dichiarazione di equidistanza dalla corsa a Palazzo Donini del 27 ottobre?»

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Elezioni regionali, per il centrodestra è il giorno del giudizio: si sceglie il candidato presidente

A Roma probabile incontro fra Matteo Salvini e la senatrice Donatella Tesei per il via libera al ticket con Marco Squarta. Le alternative nella Lega e il “no” di Forza Italia. Incognita “Cambiamo”.

La partita che porterà il centrodestra a individuare il candidato presidente per le Regionali di ottobre si gioca lungo l’asse Perugia-Roma. Perché le scelte del territorio sono direttamente collegate agli sviluppo della crisi di governo che oggi, con le dichiarazioni del premier Giuseppe Conte in Senato, dovrebbe entrare nella sua fase più cruciale.

E proprio oggi, nella Capitale, si dovrebbe tenere il faccia a faccia tra Matteo Salvini e la senatrice Donatella Tesei. Un incontro che, nelle previsioni, dovrebbe dare il via libera alla candidatura dell’ex sindaco di Montefalco e alla costituzione del ticket con Marco Squarta, esponente dei Fratelli d’Italia.

Le incognite, però, non mancano. Anzitutto, la crisi politica nazionale. Che potrebbe scompaginare i piani della Lega, almeno in Umbria, e portare ad indicare la presidente della commissione difesa della Camera come papabile per un posto in prima fila su Roma. Posizione questa che risulterebbe di difficile gestione con la contemporanea presidenza della Regione e che dunque costringerebbe il Carroccio ad un’altra scelta. In questo caso, il nome da giocare potrebbe essere quello di Virginio Caparvi, parlamentare e segretario regionale del partito, che già in tempi non sospetti era stato indicato come possibile candidato alternativo a Tesei. Il ventaglio di opzioni potrebbe completarsi con un altro candidato. Il nome non è di pubblico dominio, ma l’identikit sì: imprenditore, lontano dalla politica. Un volto nuovo, dunque, che potrebbe aiutare a risolvere più di un grattacapo.

Anzitutto, i mal di pancia di Forza Italia che, come riporta l’Ansa, sarebbe contraria a un ticket Lega-FdI. Secondo gli azzurri, una candidatura espressa dalla Lega per la guida dell’Umbria, con un vice di Fratelli d’Italia, sposterebbe “troppo a destra” la coalizione. Finendo per “non intercettare” i voti del centro, avvantaggiando indirettamente l’eventuale candidatura del centrosinistra che con Andrea Fora, attuale presidente di Confcooperative Umbria, potrebbe invece pescare – e molto bene – in quell’area.

Forza Italia intende dunque giocare un ruolo importante in questa fase decisiva, sedendo al tavolo delle trattative e cercando di incassare posizioni buone in caso di vittoria. L’impressione è anche che gli azzurri siano intenzionati ad invertire la rotta dei sondaggi che oggi li vedono galleggiare attorno ad uno stanco 6%. Forse anche per questo l’idea è quella di schierare candidati di peso, scommettendo sul “partito dei sindaci”: da Nicola Alemanno di Norcia fino ad Antonino Ruggiano di Todi, passando per il primo cittadino di Amelia, Laura Pernazza, o il vice di Foligno Riccardo Meloni. Mettendo sul piatto, chissà, anche un possibile “baratto” fra Regione e municipi, visto che i sindaci che dovessero venire in eletti a Palazzo Cesaroni – o addirittura finire in giunta – sarebbero costretti a dimettersi, aprendo alla possibilità di elezioni anticipate già nel maggio 2020.

Un conto strettissimo, visto che i posti a disposizione sono comunque pochi: tredici. E potrebbero non bastare per tutti, soprattutto se della partita dovessero entrare a far parte eventuali “civici” così come i “ribelli” di Forza Italia confluiti nel “Cambiamo” di Giovanni Toti.  

“Mentre ancora non sappiamo cosa succederà in Italia, abbiamo una certezza: alla fine del mese di ottobre si voterà in Umbria e per la prima volta i cittadini avranno modo di voltare pagina, affidando a una nuova politica e a una nuova classe dirigente la guida di una regione che tanto ha sofferto sotto il governo del Pd. Nel mio recente incontro con il segretario della Lega, Matteo Salvini, ho garantito che la lista di Cambiamo ci sarà e sarà al fianco del candidato che verrà scelto dalle forze politiche del territorio”. Lo scrive in una nota Giovanni Toti. “In tale senso abbiamo già chiesto agli amici del territorio, a partire da Pietro Laffranco, di muoversi in tal senso. Mai si è parlato di veti alla nostra presenza che vuole essere di sostegno alla voglia di cambiamento dei cittadini umbri”.

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