Pubblicato in: Cina, Devoluzione socialismo

Hong Kong. Potrebbe essere dichiarato lo stato di emergenza.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-05.

Homg Kong - Macau 001

Poco meno di un anno fa la Cina prese netta posizione sul problema dei mussulmani integralisti.

Cinesi, gente pratica. Risolto il problema dell’integralismo islamico.

«Chinese authorities in the far-northwestern region of Xinjiang on Wednesday revised legislation to permit the use of “education and training centers” to combat religious extremism.»

«In practice, the centers are internment camps in which as many as 1 million minority Muslims have been placed in the past 12 months»

«The amended legislation states that Chinese regional governments “can set up vocational education and training centers … to educate and transform those who have been influenced by extremism.”»

«However, besides teaching the Mandarin language and providing vocational skills, the centers are now directed to provide “ideological education, psychological rehabilitation and behavior correction” under the new clause.»

Per fare buon peso:

Cina. L’Islam sarebbe una patologia psichiatrica, e così la si cura.

* * *

Tutte le corde tirate oltre il limite di rottura si spezzano.

«Gli scontri dello scorso weekend a Hong Kong hanno cambiato la natura delle proteste e “qualora si verifichino tumulti incontrollabili che minacciano la sovranità nazionale e la sicurezza a Hong Kong, il governo centrale non resterà inattivo”»

«Pechino può dichiarare lo stato di emergenza in forza dell’art.18 della Basic Law, costituzione di Hong Kong, che cita disordini interni “che mettono in pericolo l’unità e la sicurezza nazionale” e “sono fuori dal controllo del governo locale”.»

«Porre fine alle violenze e al caos, e riportare l’ordine è la cosa più importante per Hong Kong. …. Il governo centrale non permetterà mai che la situazione a Hong Kong prosegua senza sosta»

«La missione della guarnigione è tutelare la sovranità nazionale, la sicurezza e l’integrità territoriale nel rispetto delle leggi»

* * * * * * *

A questo punto il problema parrebbe essere di solo buon senso.

Una cosa è cercare di mettere una spina irritativa nel fianco dei cinesi, ed una ben differente è lo spingere gli eventi fino a passi irreversibili.

Nella cruda realtà dei fatti inizia a far capolino una domanda.

Hong Kong vale ancora quello che aveva rappresentato in passato?


Hong Kong: la Cina può dichiarare lo stato d’emergenza

Gli scontri dello scorso weekend a Hong Kong hanno cambiato la natura delle proteste e “qualora si verifichino tumulti incontrollabili che minacciano la sovranità nazionale e la sicurezza a Hong Kong, il governo centrale non resterà inattivo”. Secondo Xu Luying, portavoce dell’Ufficio sugli affari di Hong Kong e Macao del governo cinese, Pechino può dichiarare lo stato di emergenza in forza dell’art.18 della Basic Law, costituzione di Hong Kong, che cita disordini interni “che mettono in pericolo l’unità e la sicurezza nazionale” e “sono fuori dal controllo del governo locale”.   

Lo stato di emergenza, tra l’altro, comporterebbe vista l’eccezionalità del contesto, l’estensione delle leggi centrali alla regione speciale di Hong Kong. “Porre fine alle violenze e al caos, e riportare l’ordine è la cosa più importante per Hong Kong – ha aggiunto Xu, in una conferenza stampa dedicata alle vicende dell’ex colonia -. Il governo centrale non permetterà mai che la situazione a Hong Kong prosegua senza sosta”.

“Se la situazione dovesse deteriorarsi e muovere verso disordini che mettano a rischio la sovranità nazionale, che è fuori dal controllo del governo locale, il governo centrale non resterà mai inattivo”, ha precisato Xu. L’Esercito di liberazione popolare (Pla) ha una guarnigione permanente a Hong Kong che, nel rispetto della Garrison Law e della Basic Law, può essere schierata, se necessario.

“La missione della guarnigione è tutelare la sovranità nazionale, la sicurezza e l’integrità territoriale nel rispetto delle leggi”, ha osservato la portavoce che, in merito a una esplicita domanda, ha precisato che l’uso della Pla da parte del governo locale, al fine di mantenere l’ordine, non intaccherebbe il modello “un Paese, due sistemi”. “Adesso c’è la visione nella società che l’impiego della Pla sarebbe la fine dello schema ‘un Paese, due sistemi’ e questo è totalmente sbagliato”.

Annunci