Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Poteri forti e nuovo governo M5S – PD.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-02.

Gufo_017__

Il termine ‘poteri forti’ è quanto mai vago ed indeterminato: parla molto al cuore e ben poco alla mente.

La storia evidenzia come accanto ai governanti di turno vi siano invariabilmente una larga serie di ambienti che da una parte li supportano e dall’altra cercano di condizionarli. Sotto questo punto di vista, i politici altro non sarebbero che strumenti nelle loro mani. Ben pochi sono stati i governanti che hanno messo sotto controllo i poteri forti delle loro rispettive epoche: Ivan IV oppure Ekaterina I Alekseevna ne sarebbero due ragionevoli esempi.

Il potere e la sua gestione sono questioni troppo importanti per lasciarle gestire ai soli politici. Come correttamente asseriva il Machiavelli, il principe agisca sempre tramite un ministro, attribuendosene i successi e decapitandolo in caso di insuccessi.

La definizione di poteri forti è vaga perché essi stessi sono tali. Non solo, possono anche mutare molto rapidamente nel tempo. I risultati finali sono la conseguenza di delicatissimi equilibri.

In primo luogo, poteri forti sono un insieme di gruppi di interesse, schieramenti d’individui o imprese (sindacati, associazioni di consumatori, federazioni di produttori …) che uniscono le proprie forze per perseguire uno o più obiettivi comuni. Questi sono coacervi funzionali, non istituzionalizzati. Tuttavia non tutti i poteri forti sono anche lobby, così come non tutte le lobby sono poteri forti.

In secondo luogo, potrebbero essere annoverati trai poteri forti quelli che più correttamente dovrebbe essere definiti come contropoteri. Quasi invariabilmente i poteri forti di questa categoria sono istituzioni, per esempio la Banca Centrale Europea oppure la Commissione Europea. Questa tipologia di potere non persegue fini immediati e specifici, bensì obiettivi strategici generali nell’ambito dei quali talvolta potrebbe anche essere opportuna una azione apparentemente contrastante. Inutile dire come il controllo di tali entità sia formalmente affidata ad una personalità, ma il vero controllo è quello costituito dagli elettori. Per esempio, il Governatore della Ecb è sicuramente un potere forte, ma quanti lo abbiano espresso lo condizionano, ed anche severamente.

In terzo luogo, molti tendono ad annoverare tra i poteri forti tutti i potenti che non siano tenuti a pubblicizzare il proprio operato. Cerchiamo si spiegarci. Cosa faccia un governo lo si evince leggendone la gazzetta ufficiale: il governo agisce tramite l’emissione di leggi, elementi pubblici. Al contrario, un gruppetto di amici che si vedano, parlino e quindi agiscano di conseguenza, non è per nulla tenuto a rendere pubblico quanto detto e cosa si intenda fare. Questa naturale riservatezza è elemento mitizzante: alimenta una congerie di illazioni interpretative che alla fine risultano essere avulse da ogni rapporto con la realtà. Si determina nei fatti la cultura dell’orco, orco che spesso nemmeno esiste.

In quarto luogo, tranne casi davvero molto particolari, i poteri forti sono sicuramente collegati, ma altrettanto sicuramente non coordinati. In altri termine, non sono quel blocco monolitico che l’immaginario collettivo presuma debba esistere. Al contrario, molte delle loro componenti sono in lotta tra di loro

In quinto luogo, un tema particolarmente delicato e complesso. I poteri forti che operano in Occidente negli scorsi decenni potevano fare il bello ed il cattivo tempo: erano il power that be. Ma la rinascita della Russia di Mr Putin e la strabiliante crescita economica e politica della Cina, e dietro loro si intravedono India e Brasile, ha spostato gli equilibri mondiali. I poteri forti non governano più il mondo, ma solo l’Occidente. Una porzione che vale grosso modo il 30% del pil ppa mondiale, ma nulla di più e, soprattutto, che non è riuscita a colonizzare né la Russia né la Cina, che si presentano a buon diritto come poteri forti in proprio, ma opposti a quelli occidentali

In sesto luogo, gran parte della forza dei poteri forti risiede nel fatto che in essi la scalata ai vertici avviene con durissima selezione meritocratica. La loro preparazione culturale è incomparabilmente maggiore di quella dei politici, fattore questo che alla lunga ne determina la vittoria su di una componente politica inadeguata, che occupa le posizioni che occupa solo per la loro benevolenza. Ma ciò non basta nella contrapposizione con le forze orientali.

* * * * * * *

Cosa sta accadendo?

Da un punto di vista pratico, per quanto davvero molto riduttivo, si potrebbe definire ‘forte‘ quel potere che possa mettere sul tavolo, a vista, almeno trecento miliardi, ovvero condizionare i governi un ammontare tale oppure superiore.

Il concetto di potere forte è tipico del mondo occidentale, che in estrema sintesi prevede una compagine statale debole ma governata da tali poteri.

Da questo punto di vista, l’assunzione occidentale di definire la democrazia come esercizio di un suffragio elettorale mostra tutti i suoi limiti logici: il suffragio universale è un mezzo, non un fine, ed il mezzo usato non connota per definizione chi e perché lo usa. Un esempio storico potrebbe essere la Bulgaria sotto l’influenza russa.

*

Tuttavia in Occidente i poteri forti stanno perdendo rapidamente smalto: in politica estera non sono più in grado di contenere la sfida con Russia e Cina ed in politica domestica di contenere lo scontento. A ciò consegue un irrigidimento che porta al confronto, sia pure al momento senza l’uso diretto delle armi, ed al sorgere negli stati che gestiscono di larghe fette di scontento che sta sfuggendo al loro controllo.

Sono i motivi di scontento, in primis quello per la situazione economica, ad indurre la a formazione d affermazione dei movimenti così detti ‘populisti’, non l’opposto.

Passato il livello di soglia, anche il controllo del sistema burocratico e dei media diventa ininfluente. La storia è piena di esempi di classi dirigenti che siano state scalzate solo da rivoluzioni oppure da disastri economici. L’Unione Sovientica sarebbe in questo un caso da manuale.

*

Non essendo un sistema monolitico la sua devoluzione non può essere istantanea, ma articolata a lungo nel tempo. Il ricorso alla piazza tende ad aumentare, nel tentativo di surrogare il potere elettorale. Similmente, episodi alla Strache mirano a silurare le personalità emergenti.

Sono tutte vittorie tattiche, ma non di tale portata da poter influire strategicamente.

*

Sarebbe davvero ingenuo credere che questa crisi di governo nazionale sia solo italiana. È a tutti gli effetti una crisi europea

Tutti hanno interesse ad interferire a loro vantaggio. Ed infatti America, Unione Europea, Russia e Cina stanno intervenendo, sommessamente, ma potentemente.

I poteri forti in Europa hanno adottato l’ideologia liberal socialista ed i partiti politici che vi aderiscono, e vi si aggrappano. In vista della depressione economica che sta abbattendosi sull’Unione Europea, è questione vitale che l’Italia resti nella loro orbita. Nel contempo, i loro avversari sanno più che bene che il miglior modo per combatterli è quello di lasciarli governare, sfruttandone poi gli errori.

«Macron ha soddisfatto le richieste di Trump al G7, gli ha fatto un grande favore. E Macron ha chiesto a Trump, con i tedeschi e tutti gli europei, di appoggiare la formazione rapida di un governo in Italia»

«Nessuna sorpresa …. Il presidente degli Stati Uniti è andato al G7. Il presidente francese Macron ha organizzato tutto e soddisfatto tutte le richieste di Trump. In più, Macron ha efficacemente eliminato tutti i potenziali tranelli per Trump …. Riassumendo, Macron ha fatto un grande favore a Trump. E ha chiesto, con i tedeschi e tutti gli europei, che il presidente degli Stati Uniti appoggiasse la formazione di un governo in Italia velocemente»

«Fuori dalla politica italiana tutti capiscono che l’economia italiana sta per scivolare indietro. Se la Germania e l’Italia perdono terreno, tutti gli europei sono nei guai economicamente. I tedeschi però sono testardi e non fanno quello che dovrebbero fare. Non spendono 2 lire per la Difesa, non fanno le infrastrutture… La situazione italiana è critica: quando un paese ha un enorme debito e un’economia ferma, è un problema per tutti»

Questo è quanto.


Luttwak: “Macron ha chiesto a Trump di appoggiare Conte”

“Macron ha soddisfatto le richieste di Trump al G7, gli ha fatto un grande favore. E Macron ha chiesto a Trump, con i tedeschi e tutti gli europei, di appoggiare la formazione rapida di un governo in Italia”. Edward Luttwak, economista e politologo americano, all’Adnkronos risponde così sull’endorsement del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a favore di Giuseppe Conte. “Spero rimanga presidente del Consiglio”, ha scritto Trump su Twitter dopo il G7 andato in scena lo scorso weekend a Biarritz.

“Nessuna sorpresa”, dice Luttwak commentando la posizione assunta da Trump. “Il presidente degli Stati Uniti è andato al G7. Il presidente francese Macron ha organizzato tutto e soddisfatto tutte le richieste di Trump. In più, Macron ha efficacemente eliminato tutti i potenziali tranelli per Trump”, aggiunge. “Riassumendo, Macron ha fatto un grande favore a Trump. E ha chiesto, con i tedeschi e tutti gli europei, che il presidente degli Stati Uniti appoggiasse la formazione di un governo in Italia velocemente”, prosegue Luttwak.

“Fuori dalla politica italiana tutti capiscono che l’economia italiana sta per scivolare indietro. Se la Germania e l’Italia perdono terreno, tutti gli europei sono nei guai economicamente. I tedeschi però sono testardi e non fanno quello che dovrebbero fare. Non spendono 2 lire per la Difesa, non fanno le infrastrutture… La situazione italiana è critica: quando un paese ha un enorme debito e un’economia ferma, è un problema per tutti”.

Annunci

Un pensiero riguardo “Poteri forti e nuovo governo M5S – PD.

I commenti sono chiusi.