Pubblicato in: Brasile, Devoluzione socialismo, Stati Uniti, Trump

G7 Biarritz. Un primo resoconto. Evitati i temi caldi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-25.

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A Frau Merkel sono scappati i pruriti di protagonismo. È eluita nel nulla.


Questo potrebbe essere l’ultimo G7 a cui il mondo deve assistere sconcertato ed impotente.

«Larry Kudlow, aveva accusato la Francia di aver “deciso di abbandonare il comunicato finale basato sul consenso e le proposte concrete” e di volere che “il G7 stia zitto su queste questioni economiche fondamentali”»

«Dov’è l’azione sulla crescita, il commercio, la sicurezza energetica o l’occupazione?»

«Sulla questione del comunicato finale, che non ci sarà per la prima volta in 45 anni»

«la Francia guiderà ‘coalizioni’ di ‘chiunque condivida i nostri valori”, coalizioni che “producono banalità politicamente corrette come appelli a bandire tutto, dalle cannucce ai combustibili fossili”.»

«in agenda G7 nulla su crescita, commercio e occupazione»

«Donald Trump che ha nuovamente minacciato di imporre tariffe sui vini francesi in risposta alla digital tax sulle grandi aziende tecnologiche americane approvata da Parigi …. Qualche ora prima, la minaccia di dazi sui vini francesi aveva portato il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ad avvertire: “Proteggerò il vino francese con sincera determinazione, se gli Stati Uniti imporranno delle tasse, l’Ue risponderà sullo stesso piano”»

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Ma tra gli argomenti che spiccano per non essere stati nemmeno trattati figurano il ‘clima’, il gender, lgbt, il problema della recessione economica.

«To avoid a repetition of what happened at the last summit in Canada, in which Trump refused to sign the final communique with the conclusions he had agreed with, Emmanuel Macron decided to dispense with the usual final document containing the conclusions of the summit. ‘These are communiques that no one reads and that result from endless bureaucratic conflicts,’ he said.»

Nota.

Frau Merkel sembrerebbe essere inesistente.

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G7, prove d’intesa su Amazzonia e dazi. Johnson a Ue: Brexit senza backstop o no deal

Il presidente Usa ha minacciato nuove tariffe sui vini francesi in risposta alla digital tax sulle grandi aziende tecnologiche, poi il faccia a faccia con Macron e l’ipotesi di un invito per la Russia al G7 2020. Oggi l’incontro tra Tusk e il premier britannico.

Amazzonia, dazi e Brexit.

Sono tanti i temi caldi sul tavolo del G7 di Biarritz (FOTO), con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che ha nuovamente minacciato di imporre tariffe sui vini francesi in risposta alla digital tax sulle grandi aziende tecnologiche americane approvata da Parigi. Una tensione, questa, stemperata poi dall’incontro privato che lo stesso Trump e Macron hanno avuto nella serata di sabato. Oggi anche l’incontro tra Donald Tusk e Boris Johnson, che chiede all’Ue di eliminare il backstop sull’Irlanda per evitare un divorzio segnato da un no deal. (L’INCONTRO TRA TRUMP E JOHNSON AL G7 – LE FIRST LADY DEL G7 – I LEADER MONDIALI COME GLI AVENGERS: IL VIDEO PARODIA)

La ricetta economica di Trump.

Ed è stato lo stesso presidente americano a sottolineare un rasserenamento nei rapporti con Macron: “Il pranzo che ho avuto con Emmanuel è stato finora il miglior incontro avuto. Allo stesso modo l’incontro serale con i leader del mondo è andato molto bene. Si stanno facendo progressi!”, ha spiegato su Twitter. “La Francia e il presidente Emmanuel Macron hanno fatto un vero grande lavoro finora con un G7 molto importante”, ha aggiunto Trump, sottolineando poi che “la nostra grande economia è il discorso di tutti”: il tycoon, al G7, vuole promuovere la crescita economica basata sulla sua ricetta di taglio delle tasse e deregulation. Un clima di serenità quindi, che secondo il tycoon smentisce le notizie “false e inaccurate” sulle tensioni con gli altri Paesi del G7 e sui rischi di recessione negli Stati Uniti. “Prima che arrivassi in Francia – scrive Trump – notizie false e disgustose sostenevano che le relazioni con gli altri sei Paesi del G7 fossero molto tese e che i due giorni di incontri sarebbero stati in disastro”. Allo stesso modo, prosegue, le fake news “stanno cercando di convincerci di una recessione, stanno tentando di spingere l’America verso tempi economici difficili, tanto peggio, tanto meglio, tutto pur di rendere la mia rielezione più difficile”.

La tensione sui dazi.

Qualche ora prima, la minaccia di dazi sui vini francesi aveva portato il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ad avvertire: “Proteggerò il vino francese con sincera determinazione, se gli Stati Uniti imporranno delle tasse, l’Ue risponderà sullo stesso piano”. Poco dopo, lo stesso Macron aveva rincarato la dose affermando che “le tensioni commerciali sono negative per tutti”. Oggi, invece, interpellato su eventuali pressioni degli alleati nei suoi confronti affinché abbandoni la guerra dei dazi con la Cina, Trump ha risposto: “Penso che rispettino la guerra commerciale con la Cina”.

Trump: Russia potrebbe tornare nel 2020.

Trump è poi intervenuto anche sul tema della Russia, dicendo che è “certamente possibile” che Mosca sia invitata al G7 del 2020 che si terrà in America. Ma, si apprende da fonti diplomatiche, i leader del G7 sono concordi sul fatto che è troppo presto per pensare ad un ritorno della Russia (e quindi a un G8): “C’è un percorso di verifica da effettuare, da qui alla fine dell’anno”. Mosca, dal canto suo, ha fatto sapere che esaminerà un eventuale invito a Vladimir Putin per il summit G7 del 2020. “Il presidente Putin – ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, citato dalla testata online Sputnik – in una conferenza stampa ha già risposto: se arriva” l’invito “certamente lo prenderemo in considerazione”.

Kudlow: in agenda G7 nulla su crescita, commercio e occupazione.

Intanto, sul Wall Street Journal il consigliere economico della Casa Bianca, Larry Kudlow, aveva accusato la Francia di aver “deciso di abbandonare il comunicato finale basato sul consenso e le proposte concrete” e di volere che “il G7 stia zitto su queste questioni economiche fondamentali”. Kudlow aveva osservato che i leader del summit avrebbero dovuto prendere esempio dall’amministrazione Trump per la crescita e che “ciò che più colpisce dell’agenda di quest’anno è ciò che manca”. “Dov’è l’azione sulla crescita, il commercio, la sicurezza energetica o l’occupazione?”, aveva scritto Kudlow. E sulla questione del comunicato finale, che non ci sarà per la prima volta in 45 anni, aveva attaccato: “Invece del consenso, la Francia guiderà ‘coalizioni’ di ‘chiunque condivida i nostri valori”, coalizioni che “producono banalità politicamente corrette come appelli a bandire tutto, dalle cannucce ai combustibili fossili”.

Al-Sisi a Conte: l’impegno sul caso Regeni continua.

Intanto ieri, al G7, si è svolto il bilaterale tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il presidente egiziano, Abdel Fattah al Sisi, che ha ribadito l’impegno “a continuare gli sforzi per scoprire le circostanze” della morte del ricercatore italiano Giulio Regeni “e portare i responsabili davanti alla giustizia”.

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