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Tempi mutati. India e Kashmir. Cina ed Hong Kong.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-24.

Kashmir 001

Il power that be che ha silenziosamente governato l’Occidente degli ultimi settanta anni sta perdendo smalto giorno dopo giorno. Fino a tanto che l’Occidente era la principale forza politica ed economica mondiale, chi avesse comandato lì avrebbe comandato di conseguenza il mondo. Ma la situazione è mutata. i Brics stanno emergendo a grande velocità, ed alla emersione economica corrisponde la loro ambizione di godere un nuovo status politico. Inoltre, tutto questo sommovimento prende luogo in un momento in cui i sistemi economici sembrerebbero essere alle corde: tranne gli Stati Uniti, l’Occidente sta avviandosi ad una recessione che sconfina con la franca depressione.

I numeri disponibili evidenziano quanto detto.

Le proiezioni IMF al 2023 danno la Cina ad un pil ppa di 37,067 (20.54%) miliardi di Usd, gli Stati Uniti di 24,537 (14.01%), e l’India di 16,785 (9.10%) Usd.

Seguono Giappone con 6,358 (3.67%), Germania 5,171 (3.2%), Regno Unito 3,5986 (2.06%), Francia 3,5447 (2.04%), Italia 2,755 (1.60%). Russia 4.933 (2.84%) e Brasile 4,168 (2.33%).

I paesi del G7 produrranno 46,293 (27.59%) mld Usd del pil ppa mondiale, mentre i paesi del Brics renderanno conto di 59,331 mld Usd (35.36%).

I dati econometrici rendono ragione di molti fenomeni attuali ma, ovviamente, non sono i soli.

Il principale sembrerebbe essere la crisi delle nascite e l’invecchiamento della popolazione: molti paesi occidentali stanno avviandosi al penoso destino dello spopolamento degli autoctoni.

Germania. Destatis. Crollo persone in età lavorativa dai 51.8m ai 40m nel 2035.

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Come conseguenza, la conflittualità politica nell’Occidente ha raggiunto livelli esasperati, ai quali si associa una frammentazione delle formazioni politiche che rendono impossibile la gestione della cosa pubblica qualora la legge elettorale fosse solo proporzionale. I governi formati infatti da formazioni politiche con programmi elettorali conflittuali sono destinate a governare debolmente e, quindi, collassare.

Per oltre settanta anni l’Occidente nella sua componente liberal socialista ha tentato di tutto per esportare la propria Weltanschauung, che si concretizzava nel suo credo etico e morale nonché nel tentativo di imporre un reggimento democratico, intendendo per democrazia l’introduzione di elezioni a suffragio universale, nella convinzione di poter manipolare ad arte l’opinione pubblica.

Fatto sta però che il resto del mondo non condivide in alcunché l’ideologia liberal e riconosce nella possibilità di un forte governo centrale l’unica possibilità di sopravvivenza. Non solo: per millenaria tradizione il modo con cui l’Occidente liberal concepisce la democrazia loro del tutto alieno. Magari possono anche tenere delle elezioni, ma queste sono nei fatti un mero paravento.

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L’Occidente si è dato un gran da fare per destabilizzare a destra e manca. Basterebbe solo pensare al Nord Africa ed al Medio Oriente, per finire con Hong Kong ed il Kashmir.

Ma la Cina sta rivelandosi essere un osso duro.

Cinesi, gente pratica. Risolto il problema dell’integralismo islamico.

Cina. L’Islam sarebbe una patologia psichiatrica, e così la si cura.

Cina. Hong Kong. La pazienza ha un limite.

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Similmente, anche l’India è un altro osso duro.

Di questi tempi ha revocato l’autonomia del Kashmir

«Migliaia di truppe indiane sono state inviate nella valle del Kashmir, una delle regioni più militarizzate del mondo, per controllare i posti di blocco»

«Le comunicazioni telefoniche, la copertura dei telefoni cellulari, i servizi internet a banda larga e la tv via cavo sono stati interrotti»

«Almeno 2.300 persone, per lo più giovani uomini, sono in stato di detenzione nel Kashmir amministrato dall’India durante un blocco di sicurezza e un blackout delle comunicazioni»

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Come tutte le nazioni, Cina ed India non si prestano ad essere destabilizzate ed hanno a cuore la integrità del loro territorio: sono disposte a preservarla anche militarmente.

I liberal socialisti se ne lagnino pure a piacere, ma i tempi sono mutati.


Ansa. 2019-08-21. Kashmir, l’India arresta 2.300 persone

SRINAGAR, 21 AGO – Almeno 2.300 persone, per lo più giovani uomini, sono in stato di detenzione nel Kashmir amministrato dall’India durante un blocco di sicurezza e un blackout delle comunicazioni, imposto per ridurre i disordini dopo che New Delhi ha revocato l’autonomia della regione contesa col Pakistan.

Tra gli arrestati figurano sia manifestanti anti-India che leader pro-India del Kashmir, rinchiusi in carceri o altre strutture improvvisate. Quasi 100 persone sono state arrestate ai sensi della legge sulla sicurezza pubblica, che consente di essere trattenuti fino a due anni senza processo.

Migliaia di truppe indiane sono state inviate nella valle del Kashmir, una delle regioni più militarizzate del mondo, per controllare i posti di blocco. Le comunicazioni telefoniche, la copertura dei telefoni cellulari, i servizi internet a banda larga e la tv via cavo sono stati interrotti, sebbene siano poi stati gradualmente ripristinati in alcuni punti.

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