Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Italia. E mo che famo? Se va’ a magna’. Benvenuti nel chaos stabilizzato.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-19.

Camera. 630.

Senato. 320.

M5S

216

107

Lega

125

58

Misto

6

4

PD

111

51

FI

104

62

FdI

33

18

Misto

21

13

LeU

14

Autonomie

8

Cerchiamo di ragionare, nei limiti del possibile.

Il Governo attuale ha 216 + 125 + 6 = 347 deputati, contro una maggioranza di 315; ha 107 + 58 + 4 = 169 senatori, contro una maggioranza di 169.

Questi numeri non tengono conto degli spostamenti già fatti o in via di esecuzione.

Un eventuale Governo M5S e Pd avrebbe 216 + 111 = 327 deputati e 107 + 51 = 158 senatori. Avrebbe la maggioranza alla Camera, ma non quella nel Senato.

L’unica alternativa numericamente possibile potrebbe essere un Governo che raggruppasse M5S, PD più tutte le altre formazioni minori della sinistra, LeU alla Camera Misto ed Autonomie al Senato.

La condizione necessaria sarebbe che tutti i parlamentari votassero in accordo alle scelte delle rispettive dirigenze.

* * *

Tuttavia, una cosa è la mera possibilità numerica ed una totalmente differente è il riuscire a coagulare una coalizione politicamente stabile o, quanto meno, non troppo litigiosa.

Nell’impossibilità di costituire una simile coalizione, le elezioni anticipate sarebbero l’unica soluzione possibile.

* * *

Nessuno può prevedere il futuro, specie poi tenendo conto della personalità dei nostri parlamentari, per non parlare poi di quella dei dirigenti dei partiti politici.

Si leggono quindi con molta perplessità le dichiarazioni rilasciate da alcuni importanti ministri.


Ministri M5s, mai al tavolo con Renzi

«C’è una forza politica in Italia che ha sempre mantenuto la sua coerenza e ferma la bussola sull’interesse dei cittadini, non delle banche né dei comitati d’affare. Il M5S non si siederà mai al tavolo con Renzi e/o Boschi …. La questione non è personale – scrive Bonafede – il Paese ha ancora bisogno di un cambiamento che è totalmente incompatibile con certi nomi. È un momento delicato per il Paese. Ora basta con le bufale, siamo seri per piacere. Grazie» [Ministro Alfonso Bonafede]

«Voglio dirlo chiaramente …. noi non faremo accordi con Renzi e Boschi, è la bufala dell’estate che la Lega sta diffondendo dopo aver fatto cadere il Governo. Il nostro obiettivo è tagliare 345 parlamentari, chi il 20 agosto voterà contro il presidente Conte lo farà solo per impedire la riforma. Questa è la verità» [Ministro Riccardo Fraccaro]

*


M5s: ‘Salvini non affidabile’

«Luigi Di Maio, Beppe Grillo, Davide Casaleggio, Roberto Fico, Alessandro Di Battista, Paola Taverna e i capigruppo Patuanelli e D’Uva sono compatti nel definire il leader leghista, “un interlocutore non più credibile”, e “inaffidabile”»

«Prima …. la sua mossa di staccare la spina al Governo del cambiamento l’8 agosto tra un mojito e un tuffo. Poi questa vergognosa retromarcia in cui tenta di dettare condizioni senza alcuna credibilità, fanno di lui un interlocutore inaffidabile, dispiace per il gruppo parlamentare della Lega con cui è stato fatto un buon lavoro in questi 14 mesi. Il Movimento …. sarà in Aula al Senato al fianco di Giuseppe Conte il 20 agosto»

*


Roberto Casaleggio “redivivo” : “Accordo M5s-Pd? Lascerei il Movimento”

«Chissà cosa hanno promesso i dem ai dirigenti del M5* per convincerli a schierarsi con loro…..a parte questo, per coerenza (parola sconosciuta in Italia), dovrebbero abbandonare il partito tutto quelli contrari alle sinistre. Questo significherebbe la perdita di buona parte dei voti del M5*….e mi chiedo….a questo punto sarebbe legale un governo presieduto da partiti di minoranza ??????»

*


Governo M5S-Pd, il programma: tasse, salario minimo, giustizia e… ESCLUSIVO

«Esclusivo: su Affaritaliani.it il programma del governo M5S-Pd. I dem freddi sull’ipotesi di un Conte bis. Inside

Mentre i vertici del Movimento 5 Stelle, riuniti da Beppe Grillo, chiudono definitivamente a Matteo Salvini, gli sherpa del Pd e dei pentastellati proseguono nelle discussioni per la stesura del programma del nuvoloso governo, che, a detta di entrambi, dovrà avere come orizzonte la scadenza naturale della legislatura.

Il primo punto di intesa è il rapporto con l’Unione europea declinato nella coalizione Orsola da Romano Prodi (ovvero le forze politiche che hanno votato sì a Ursula Von der Leyen). Critiche a Bruxelles troppo rigida sull’austerità e sul rispetto dei vincoli, ma nessuna guerra e soprattutto nessuna ipotesi di uscita dall’euro. A proposito di Europa fonti dem tengono ad escludere che il commissario italiano posso essere il senatore Matteo Renzi, così come scritto stamattina da La Verità. Non a caso in queste ore due big del M5S come Bonafede e Fraccaro hanno escluso ogni possibilità di sedersi “al tavolo con Renzi e la Boschi”. 

Sul fronte delle tasse la via maestra è quella del taglio del cuneo fiscale, punto sul quale non sarà difficile trovare un accordo tra M5S e Pd. Accantonata definitivamente la flat tax leghista. Per quanto concerne il salario minimo i dem sono disposti ad aprire alla proposta dei pentastellati purché, come dicono anche le principali organizzazioni sindacali, resti una parte di autonomia da lasciare alla contrattazione tra le parti.

Passando all’autonomia regionale l’ipotesi di lavoro è quella dell’Emilia Romagna ovvero la concessione anche a Lombardia e Veneto dell’autonomia chiesta dalla Regione a guida Pd, quindi molto meno spinta rispetto alle richieste di Luca Zaia e Attilio Fontana.»

* * *

Lungi da noi l’idea di commentare una simile situazione.

Constatiamo soltanto come ciascuna di codeste dichiarazioni contrasti con una possibile soluzione numerica, ma alla fine delle fine si dovrà bene andare alla conta.

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