Pubblicato in: Arte, Devoluzione socialismo, Fisco e Tasse

Francia. Macron strozza persino il Crazy Horse.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-16.

2019-08-10__Crazy Horse

Il Crazy Horse è un qualcosa di unico al mondo.

Le ragazze del corpo di ballo hanno superato una selezione che ne accoglie solo una su cinquecento che vorrebbero lavorarvi. Provengono tutte dalla danza classica e dalla ginnastica artistica.

Infatti, se è vero che le ballerine danzano vestite di una parrucca, sarebbe altrettanto vero notare come già dopo pochi minuti si resta esterrefatti delle prestazioni professionali ginniche: più che ad uno spettacolo di varietà si starebbe assistendo a delle selezioni olimpiche.

La grazie tuttavia è tale che non permette di individuare immediatamente il severo sforzo muscolare, che deve essere dispiegato senza che trapeli il minimo senso di fatica. Anni di esercizi per realizzare show di pochi minuti primi.

Alla fine dello spettacolo ci si domanda come sia stato possibile raggiungere un simile grado di perfezione. Gli allineamenti non sgandano per più di un millimetro, nemmeno sotto sforzo massimo. Ed i volti sono costantemente sorridenti.

In poche parole, nel suo genere, è il top mondiale.

A fine carriera, ciascuna di quelle ballerine ha ottime credenziali per aprire una scuola di danza.

* * *

Ma il Crazy Horse ha un implacabile nemico,

una satanica belva assetata di sangue umano, mai sazia.

Mr Macron ed il fisco francese.

Su cento euro che entrano, settantuno devono andare al fisco. E mica che questi si dimentichi di taglieggiare poi a man bassa gli onorari delle ragazze, peggio dei magnaccia dell’angiporto di Marsiglia.

Come risultato, il Crazy Horse si è trovato a dover ridurre i prezzi dei biglietti, cercando di ripianare i conti aumentando il numero della clientela.

Ma il termometro della crisi ha condotta persino a prospettare dei

«ONLY THE SHOW/NO DRINKS

Special offer on Mondays & Tuesdays at 11 pm»

ad 87 euro a testa.

Poi, ci sono anche ingressi last minute.

* * *

Nota per futura memoria.

«Il 12 dicembre 2012, in ragione dell’elevata tassazione (75%) sui redditi più alti introdotta dal Governo di François Hollande, ha annunciato di aver trasferito la sua residenza a Néchin, un paesino in Belgio a pochi chilometri dal confine con la Francia. Fortemente criticato per la sua scelta (che segue una decisione analoga di altri ricchi francesi), il 16 dicembre ha dichiarato che avrebbe restituito il passaporto francese per prendere, oltre alla residenza, la cittadinanza belga e ha messo in vendita per 50.000.000 € la sua casa di Parigi; due giorni dopo ha anche fatto balenare la possibilità di acquisire la doppia cittadinanza italiana.

Sempre nello stesso periodo il presidente russo Vladimir Putin si è detto disponibile a consegnare a Depardieu il passaporto russo e ha successivamente firmato il decreto per la concessione della nazionalità russa il 3 gennaio 2013. Il 6 gennaio Depardieu ha effettivamente raggiunto la Russia nella quale, oltre a ricevere il passaporto russo, ha avuto l’occasione di pranzare con lo stesso Putin sul Mar Nero in vista delle festività natalizie ortodosse»

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