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TAR Lazio. Un’altra sentenza politica. I magistrati credono di essere onnipotenti.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-15.


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Il Tribunale del Tar Lazio, nella persona del Presidente Leonardo Pasanisi, si è arrogato il diritto di bloccare una direttiva governativa emettendo una sentenza di carattere squisitamente politico, N. 054791/219 REG. PROV. CAU. N.10780/2019 REG. RJC

«…. DECRETO

sul ricorso numero di registro generale 10780 del 2019, proposto da Foundacion Proa (Pro – Activa Open Arma), in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Arturo Salemi, Mario Antonio Angelelli, Maria Rosaria Damizia, Giuseppe Niooletti, Gaetano Mario Pasqualino, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;

contro

Ministero dell’Interno, in persona del Ministro pro tempore, Ministero della Difsa, in persona del Ministro pro tempore, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in persona del Ministro pro tempore, Presidenza del Consiglio dei Ministri, in persona del Presidente pro tempore non costituiti in giudizio; ….»

*

Il giudice ha sentito la parte ricorrente, i medical report, la relazione psicologica e la dichiarazione del capo missioni. Con il vivo senso della giustizia che contraddistingue i giudici liberal non ha sentito le argomentazioni di controparte.

Tanto la sentenza era già stata decisa: il giudice Pasanisi doveva solo firmarla.

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I recenti fatti del Consiglio Superiore della Magistratura, ove le cariche erano messe in vendita ma concesse solo a persone politicamente vicine. ci danno un significativo quadretto della magistratura italiana, forse la più politicizzata del mondo. Nemmeno ai tempi di Stalin si vedevano cose del genere.

La divisione dei poteri è invocata solo a preservazione dei loro privilegi politici: i magistrati sono politici e politici di parte.

Questa è un’altra sentenza politica.

Se è vero che nel 1943 si era impotenti contro lo strapotere dei nazionalsocialisti e dei fascisti, sarebbe anche vero ricordare come questi furono trattati dopo che gli alleati ci liberarono.

Quanti magistrati dell’epoca finirono con le scarpe al sole!

Beh: occorre avere ancora un po’ di pazienza.


Su Open Arms braccio di ferro tra Salvini e il Tar. Navi marina scortano nave Ong in acque italiane

Braccio di ferro tra il ministro dell’Interno Matteo Salvini e il Tar del Lazio sull’ingresso nelle acque italiane di Open Arms.

Il Tar ha disposto la sospensione del divieto d’ingresso nelle acque territoriali italiane della Open Arms. E’ quanto sostiene la stessa Ong sottolineando che sulla base della decisione dei giudici “ci dirigiamo verso il porto sicuro più vicino in modo che i diritti delle 147 persone, da 13 giorni sul ponte della nostra nave, vengano garantiti”. “Alla luce della documentazione prodotta (medical report e relazione psicologica” e “della prospettata situazione di eccezionale gravità ed urgenza” si giustifica “la concessione della richiesta” per “consentire l’ingresso della nave Open Arms in acque territoriali italiane e quindi di prestare l’immediata assistenza alle persone soccorse maggiormente bisognevoli”. E’ quanto rileva il Tar del Lazio accogliendo il ricorso di Open Arms e sospendendo il divieto di ingresso in acque italiane.

Il Viminale invece contesta la decisione del Tar del Lazio sulla sospensione del divieto di ingresso in acque italiane della Open Arms e proporrà ricorso urgente al Consiglio di Stato. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini inoltre, si apprende, è pronto a firmare un nuovo provvedimento di divieto di ingresso nelle acque territoriali italiane. La decisione di ricorrere al Consiglio di Stato, secondo quanto si apprende, sarebbe motivata dal fatto che agli avvenimenti citati nel provvedimento del Tar se ne sono aggiunti altri. Per giorni, si osserva, “Open Arms si è infatti trattenuta in acque Sar libiche e maltesi, ha anticipato altre operazioni di soccorso e ha fatto sistematica raccolta di persone con l’obiettivo politico di portarle in Italia”.

Intanto, due navi della Marina Militare stanno scortando a distanza verso le acque territoriali italiane la Open Arms, che attualmente naviga a tre nodi in direzione di Lampedusa. Lo si apprende da fonti della Difesa secondo le quali già dalla serata di ieri il ministro Elisabetta Trenta sta seguendo la vicenda. Dopo aver preso contatti con il Tribunale dei minori di Palermo ed essersi accertata delle condizioni dei 32 minori a bordo, il ministro nella giornata di ieri ha dato mandato al capo di stato maggiore dalla Difesa Vecciarelli di far avvicinare le due navi della Marina in modo da essere pronti ad un eventuale trasferimento. Il ministro è stato inoltre in contatto con le altre autorità di governo competenti per poter arrivare allo sbarco dei 32 miniori che si trovano in mare da 13 giorni.

In serata Salvini rincara la dose: “Continuo e continuerò a negare lo sbarco a chi pretende di portare dei clandestini sempre e solo in Italia. Se qualcuno la pensa diversamente se ne assuma la responsabilità”. La Open Arms, “nave spagnola di ong spagnola – aggiunge – era in acque maltesi e non si capisce perché un giudice italiano possa consentire l’ingresso nelle nostre acque”.

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