Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Finanza e Sistema Bancario

Borse occidentali tutte in profondo rosso. Fine delle illusioni.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-14. h 17:05.

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Borse giù, allarme recessione Usa: si inverte curva rendimenti bond 2-10 anni, prima volta dal 2007

«La Borsa di New York ha avviato le contrattazioni in calo, risentendo dei nuovi timori di un rallentamento dell’economia a stelle e strisce, dopo l’inversione della curva dei rendimenti dei titoli di Stato Usa. Intanto, le Borse europee si confermano deboli, non riuscendo a mantenere il trend positivo che ieri le aveva portate a chiudere in buon rialzo sulla scia del rinvio a dicembre di alcuni dazi Usa sui prodotti cinesi. I listini sono penalizzati da una serie di dati macroeconomici negativi pubblicati in Cina e in Germania. A questi fattori, appunto, si è aggiunta la preoccupazione per l’inversione della curva dei rendimenti dei titoli di Stato Usa tra la scadenza a 2 anni e quella a 10, situazione che torna a verificarsi per la prima volta da maggio 2007 e che, negli ultimi 40 anni, è sempre stata anticipatrice di una recessione dell’economia americana.»

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Germania: Pil in calo nel II trimestre, ‘fine del decennio d’oro’

«In Francia boccata d’ossigeno per Macron dal mercato lavoro (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)- Milano, 14 ago – La locomotiva tedesca e’ (quasi) in panne. Sotto il peso del rallentamento globale del commercio, il Pil della Germania ha accusato una contrazione dello 0,1% nel secondo trimestre dell’anno, che alimenta ancor piu’ i timori di recessione che la maggiore economia della zona euro aveva evitato di stretta misura nella seconda meta’ dello scorso anno. I dati sono in linea con le attese, sulla scia degli sfavorevoli indici settoriali dei mesi scorsi e giungono dopo il rimbalzo dello 0,4% nel primo trimestre. Resta il fatto che a livello annualizzato la crescita e’ dello 0,4%, il ritmo piu’ lento da sei anni a questa parte ed e’ un andamento nettamente peggiore rispetto alla media dell’Eurozona, che – sia pure in rallentamento – ha registrato nel suo insieme una crescita dello 0,2% nel secondo trimestre. Stretta tra la crisi dell’auto, la guerra commerciale tra Usa e Cina e la prospettiva di un’uscita caotica della Gran Bretagna dalla Ue, la locomotiva tedesca rischia cosi’ di deragliare nella recessione»

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No.

La Germania è già in depressione, chiamando le cose con il loro nome.

 Tittillare la Cina non porta nulla di buono.

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