Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Fisco e Tasse, Unione Europea

EU. Evasione Iva (Vat). 147.146 mld, ma solo il 3.1% è recuperato.

Giuseppe Sandro Mela

2019-07-27.

Banche 016. Marinus Van Reymerswaele, Prestatori di denaro, 1542.

«il Vat Gap. Significa, quindi, che lo Stato italiano incassa ogni anno (l’ultimo dato è del 2016, il più recente ufficiale disponibile), 35,9 miliardi di euro in meno di quanto dovrebbe»

«147 miliardi e 146 milioni di Iva evasa in tutta Europa»

«Comunque a Berlino e dintorni si evadono ogni anno 22,6 miliardi di euro. Segue la Gran Bretagna con poco più di 22 miliardi, e poi la Francia, con 20,8»

«l’Italia non è più prima: è superata dalla Romania con il suo 35,9% di evasione, e dalla Grecia, con il 29,2%. noi scendiamo in terza posizione con un comunque ragguardevole 25,9% e siamo seguiti dalla Slovacchia con il 25,7%, e poi altri Paesi dell’Est come Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Ungheria, tutti al di sopra della media Ue del 12,3%.»

«in tutta la Ue si è recuperato 21 miliardi e 392 milioni in tutto. In Italia parliamo di 2 miliardi e 797 milioni»

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Riassumiamo.

– Nell’Unione Europea si evadono ogni anno 147.146 miliardi di euro.

– In Italia si evadono ogni anno 35.9 miliardi di euro.

– Unione Europea e stati nazionali riescono a recuperare solo 21.192 miliardi e 2.797 miliardi, rispettivamente.

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Vi sarebbero molte ed importanti considerazioni da fare, ma alcune sarebbero di maggiore importanza.

– La discrepanza tra un’evasione stimata di 147.146 miliardi ed una accertata nei tribunali tributari di 21.192 miliardi è davvero troppo alta per non porre in serio dubbio la modalità con la quale si calcola la presunta evasione.

– Nei fatti è ben facile accusare qualcuno, persona fisica oppure giuridica, di evasione dell’Iva mentre è davvero ben più difficile il dimostrarlo.

– Si deve constatare una costosissima faciloneria nell’accusa ed una impressionante incapacità nella dimostrazione on sede di giudizio.

– In una dimensione globale o, quanto meno, europea, vi è una tale massa di leggi, normativi e regolamenti, siano essi comunitari siano essi nazionali, da rendere impossibile l’emergenza di contraddizioni di termini, che in ultima analisi portano alla soccombenza in sede di giudizio.

– È conflittuale il permettere accertamenti induttivi ed imporne poi la dimostrazione in giudizio. Le fantasie non ammettono dimostrazione.

– Tranne rare e lodevoli eccezioni, gli accertamenti sono fatti da parte di personale impreparato, anche tenendo conto di quanto sia difficile conoscere cosa sia legale od illegale in tutti i singoli stati. Ma una società che operi almeno a livello comunitario ha operazioni fatte in molti stati differenti, ciascuno con le sue proprie leggi e regolamenti. Ben difficilmente un funzionario a duemila euro al mese potrà mai competere con un agguerrito studio commercialista a dimensione europea, con onorari milionari.

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Di norma, più che evasione sono fenomeni elusivi, condotti nell’alveo delle leggi vigenti.

Ma le leggi nell’Unione Europea sono promulgate dai relativi parlamenti: la responsabilità è quindi politica, non di quanti applicano le leggi disponibili.


Evasione Iva: in 5 anni recuperato solo il 2,8%

Ogni anno se ne vanno 35,9 miliardi e la lotta ai “furbetti” non dà risultati. Il confronto con l’Europa

La linea azzurra che svetta sopra tutte le altre. Ecco: quella linea azzurra è l’Italia che svetta sopra tutti gli altri Paesi europei nella classifica dell’Iva evasa in termini di valore assoluto. E non è questo il dato peggiore.

L’Iva evasa in Europa

Il grafico sopra, per l’esattezza, mostra il Vat Gap, cioè la differenza tra quanto lo Stato dovrebbe incassare dall’Iva e quanto incassa davvero. Quella differenza è, appunto, il Vat Gap. Significa, quindi, che lo Stato italiano incassa ogni anno (l’ultimo dato è del 2016, il più recente ufficiale disponibile), 35,9 miliardi di euro in meno di quanto dovrebbe. Una marea di soldi… Basti pensare che l’Iva evasa in Italia, sempre in termini assoluti (cioè in euro) rappresenta la maggioranza relativa dei 147 miliardi e 146 milioni di Iva evasa in tutta Europa.

Al secondo posto c’è la Germania, ma è quasi ovvio che sia così dato che quella tedesca è l’economia più grande del Continente. Comunque a Berlino e dintorni si evadono ogni anno 22,6 miliardi di euro. Segue la Gran Bretagna con poco più di 22 miliardi, e poi la Francia, con 20,8.

L’Iva evasa in percentuale

La classifica è abbastanza “normale”: più è ampia l’economia, più si evade l’Iva, quindi è ovvio che in testa ci siano i 4 Paesi più grandi, con l’Italia in testa che comunque non ha un’economia pari a quella tedesca. Guardiamo allora le percentuali: cioè quanta Iva si evade in percentuale sul totale incassabile da ogni singolo Stato. Ecco il grafico:

sorpresa: l’Italia non è più prima: è superata dalla Romania con il suo 35,9% di evasione, e dalla Grecia, con il 29,2%. noi scendiamo in terza posizione con un comunque ragguardevole 25,9% e siamo seguiti dalla Slovacchia con il 25,7%, e poi altri Paesi dell’Est come Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Ungheria, tutti al di sopra della media Ue del 12,3%. I Paesi più virtuosi sono Croazia, Svezia e Lussemburgo, con solo il 1,2, 1,1 e 0,9% di evasione nel 2016. Da notare la performance della Spagna dove pare che l’Iva sia una tassa pagata praticamente da tutti. Nel 2016, infatti, la percentuale di evasione sul totale è stata di appena del 2,7%, tanto che in valore assoluto (prima tabella) il suo miliardo e 966 milioni di Vat gap è superato da quello di Paesi come Grecia, Danimarca, Austria, che sono anche 5-6 volte meno popolosi.

L’evasione Iva cala

Il quadro generale però negli anni è cambiato in modo significativo, ed è giusto parlare di come vi sia stata in generale una diminuzione dell’evasione. Rispetto al 2012, per esempio, in tutta la Ue si è recuperato 21 miliardi e 392 milioni in tutto. In Italia parliamo di 2 miliardi e 797 milioni. Ma a mettere a segno il maggior calo dell’evasione in questo intervallo di tempo è stata proprio la Spagna con 4 miliardi e 306 milioni in meno. In controtendenza alcuni Paesi in cui invece il Vat gap è aumentato. In primis la Gran Bretagna con un aumento dell’evasione di 2,7 miliardi. Poi la Grecia, 151 milioni in più, la Finlandia, 734 milioni, e la Lituania.

A livello di percentuale sul totale dell’incassabile il calo è stato in media del 3,1% nella Ue, con i maggiori progressi a Malta, dove si è passati da un’evasione del 29% del totale a una solo del 2,7%, poi in Lettonia, dal 24,2% al 12,9%, e in Slovacchia, dal 36,7% al 25,7%.

Chi ha vinto la guerra all’evasione

L’ultimo grafico mostra in che percentuale i Paesi sono riusciti a diminuire (o, al contrario, hanno visto aumentare) l’evasione Iva sempre tra il 2012-2016.

Risultato? Tra il 2012 e il 2016 l’Italia ha migliorato la sua performance in quanto a lotta all’evasione Iva del 2,9%. Pochissimo se si guarda, per esempio, la Malta, e, comunque, meno della media europea del 3,1%.

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