Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo, Medicina e Biologia

Germania. 5.3 milioni di depressi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-26.

Mendicanti 012 Pietr Brueghel. Ciechi che guidano ciechi. Louvre

The social media platforms with the most negative effects on mental health

5.3 million Germans suffer from depression each year

«Depression can take a massive toll not only on the sufferers, but also on their loved ones. A study by the German Depression Foundation found the illness caused relationship breakdowns for almost half of those affected.

Eighty-four percent of respondents stated that depression caused them to completely withdraw from social life, 72 percent experienced feeling disconnected from people in general, and 45 percent broke up with their romantic partner»

More German students suffering from depression, anxiety, panic attacks

«Some 470,000 German students suffer from a mental disorder and this number is likely to grow, according to German health insurance company Barmer. Depression cases among young people are increasingly common»

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Quos Deus perdere vult, dementat prius.

Dio fa uscire di senno le persone che vuole distruggere.

L’essere umano differisce dal resto del mondo animale per la sua capacità raziocinante, che trova la sua massima espressione nel pensiero astratto. Se questo poi è condotto in accordo al principio di non contraddizione, assume la caratteristica peculiare che ogni ragionamento può fondarsi su altri precedenti.

Un classico esempio è la matematica, ove si fatica, e non poco, per stabilire un teorema robustamente dimostrato, ma che può essere proprio per questo utilizzato negli sviluppi successivi.

Ragionare significa possedere una integra percezione del reale: questo è il primo e fondamentale passo sul quale costruire ogni ragionamento. È proprio la corretta percezione del reale che consente di individuare fatti nuovi, di comprenderli ed infine di risolverne le sfide. In fondo, ciò che denominiamo ‘intelligenza’ altro non è che l’arte di risolvere problemi nuovi.

Se l’intelletto è caratteristica di tutti gli esseri umani, taluni ne sono ampiamente dotati, altri meno: è questa una realtà che dobbiamo accettare con grande umiltà. Nei loro rispettivi settori di azione, Michelangelo, Mozart, Newton erano dei possenti geni, ma di persone di tal fatta la storia è molto avara.

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Usualmente, nessuno si stupisce che un atleta si sottoponga ad intensi e faticosi allenamenti e pratichi una vita oltremodo regolata. L’atleta è regolare nei pasti così come nell’alternanza degli allenamenti con il riposo. In parole povere, si assoggetta ad una rigida disciplina.

Per contro, la quasi totalità si stupisce quando si fa loro presente come la mente sia come un muscolo, che solo se esercitata in modo continuo e regolare, e con grande criterio, riesce a dare il meglio di sé stessa. Una intelligenza media ma bene allenata e curata può raggiungere vette notevoli.

Ma come sono poche le persone che allenano il proprio corpo, così sono altrettanto poche quelle che allenano la loro mente.

Come un corpo non addestrato ed allenato non è in grado di sopportare sforzi peraltro anche modesti, così è anche per la mente. La logica è la palestra della mente.

Ma per la mente il problema può diventare anche molto serio.

L’intelletto supervisiona la percezione, vagliandola ed accettandola solo se coerente, e porta ad elaborare pensieri di solido costrutto, che molto spesso sono molto onerosi da sopportarsi.

Fatto si è che la mente supervisione, o dovrebbe farlo, il comportamento umano: è la mente che da il via libera all’azione volontaria. Ma se tale azione è intrinsecamente logica, di norma è ben poco entusiasmante. Similmente, la mente governa le pulsioni, reprimendole ed incanalandole.

Una mente debole non sa resistere alle proprie pulsioni. Ma così facendo la persona diventa di fatto schiava dei propri moti sentimentali. Di fatto l’essere umano abdica alla propria libertà: dapprima nel piccolo, quindi nel grande.

Le fantasie troppo sbrigliate inducono a rimuginare e desiderare cose impossibile. Ma se si desiderano cose impossibili, inevitabilmente si cozza contro la realtà. E questo è evento anche molto doloroso. L’esercizio della fantasia richiede un notevole autocontrollo.

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Il nostro sistema di vita risente di una malefica affermazione: “vietato vietare”.

Ma la libertà asserita come se fosse senza limite, intanto è una licenza perché eradicata dal concetto del giusto e dell’equo, poi, immancabilmente, cozza contro quella degli altri.

Immediatamente si finisce nei triboli, ed anche di quelli neri: la persona umana vorrebbe poter far sempre ciò che vuole, ma c’è sempre qualcuno o qualcosa che glielo impedisce. La persona percepisce nettamente che la sua libertà è disgiunta dal potere volontario, e ne soffre. È costretta ad ammettere di non essere onnipotente.

È una forma di sofferenza dapprima psicologica, ma che alla fine straborda in quella francamente psichiatrica.

Gran brutta patologia la depressione. Il sintomo soggettivo prevalente è la sensazione di essere inutile, negativo o continuamente colpevole, che può arrivare all’odio verso di sé. Vengono meno gli interessi: che senso avrebbe coltivarli se poi nulla può essere realizzato?

Ma al peggio non vi è mai limite.

Spesso il depresso è convinto che la colpa sia degli altri, della vita, della sfortuna e si sente arrabbiato con tutto e tutti: arriva anche a farsi terra bruciata intorno.

Il depresso è una persona sostanzialmente sola.

Ad un certo qual punto anche l’etile oppure le droghe psicoattive non gli leniscono in nulla le sofferenze.

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Bene.

La grande Germania inizia a prendere atto che un po’ più di un quarto della sua popolazione attiva soffre di sindrome depressiva, ed anche di grado così elevato da l’efficienza lavorativa.

«It is estimated that around 5.3 million Germans suffer from depression each year»

Ma questi sono coloro che sono andati dal medico: poi ci sono le forme più lievi o quelli che non ne vogliono sapere di curarsi, perché i pazzi sarebbero gli altri.

Questa Germania che esalta la propria socialità ha larga quota di persone asociali.

Se la situazione dei giovani è drammatica:

«Some 470,000 German students suffer from a mental disorder and this number is likely to grow, according to German health insurance company Barmer. Depression cases among young people are increasingly common»,

quella delle femmine è ancor peggio. La depressione colpisce in larga quota il sesso femminile, specie poi al sopraggiungere della menopausa.

Fa specie vedere la metamorfosi di quelle che nella giovinezza furono walchirie: raccolgono in età matura ciò che hanno seminato da giovani.

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Né si pensi che il fenomeno sia statico.

“the instances of mental illness have risen by 38 percent between 2005 and 2016. Specifically, depression cases have increased by 76 percent in the same time frame.”

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Concludiamo ponendoci una domanda.

Che senso ha vivere nella prospera Germania se poi si sia così infelici da scivolare nella sindrome depressiva?


Deutsche Welle. 2019-07-25. Germany: Sick days due to mental health problems on the rise

German health insurance provider DAK has said the number of people taking time off due to mental health tripled in the last 20 years. Employees said depression was the factor most likely to cause them to take time off.

Calling in sick over depression, anxiety or stress has risen sharply in Germany, according to a new report published by the biggest health insurance company in the country.

DAK Gesundheit’s “Psychoreport 2019,” which was released on Thursday, said the number of workers calling in sick had tripled over the last twenty years. One in eighteen people took at least one day off work over mental health concerns in 2018, the report said.

The number of people calling in sick for any health reason increased by around 31%.

In 1997, workers took on average 0.7 days a year off work because of mental health concerns, which rose to 2.5 days in 2017. The report highlighted depression as the most prevalent mental health issue to cause workers to take days off, followed by “adjustment disorders.”

These include needing to adjust to a distressing event in one’s personal life, for example. Cases of burnout have dropped by almost half since 2012, the report also showed.

No longer a taboo

Company researchers said their report highlighted a growing openness over mental health.  “Mental health issues are no longer a taboo in conversations between a doctor and their patients,” DAK Chairman Andreas Storm said.

But he called on employers to “drag mental health issues out of the taboo-zone and to offer help to their colleagues [experiencing mental health difficulties].”

Stress induced illness

A DAK spokesperson told DW: “Chronic stress can lead to depression. That much is abundantly clear.” According to a report by the same organization, around 3 in 10 Germans work over 40 hours a week, which can lead to intense levels of stress.

“So it’s crucial that we recognize early indications of stress, like a lack of or disrupted sleep or irritability, and take them seriously,” the spokesperson added.

As people get older, the number of days they take off work for mental health reasons also consistently goes up, the report showed. It also said women were more likely to take time off for reasons related to mental health than their male colleagues.

It is estimated that around 5.3 million Germans suffer from depression each year

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