Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Ideologia liberal, Stati Uniti

Trump. Nuova Commissione per definire cosa siano o non siano i ‘diritti umani’.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-24.

Aborto 001

Se non fosse inquinato dalla politica, il problema filosofico e giuridico della definizione di cosa siano ed in cosa consistano i ‘diritti umani‘ – ‘human right‘ – sarebbe affascinante.

In linea generale possiamo affermare che non esistono diritti senza i relativi doveri.

Si acquisisce, per esempio, il diritto a ricevere la pensione dopo che si sia adempiuto al dovere di versare i relativi contributi. Si acquisisce il diritto a viaggiare in treno dopo aver adempiuto al dovere di aver pagato il biglietto.

Più si sale nella scala gerarchica dei ‘diritti‘, più si sale in quella dei relativi ‘doveri’.

I concetti dunque si generalizzano, e la generalizzazione non deve contraddire elemento alcuno.

Occorre tuttavia fare molta attenzione a non condurre ragionamenti monchi: il generale non può essere trattato dal particolare, ma il generale deve comprendere logicamente tutti i particolari.

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Nel cercare di definire cosa siano i ‘diritti fondamentali‘ si incorre solitamente in un severo errore omissivo: si considera l’essere umano come singola monade, avulsa dal contesto in cui vive.

Ma, pensiamoci bene, non avrebbe senso enunciare il diritto alla vita se l’essere umano fosse una singolarità: questo enunciato acquista la sua dimensione logica solo inserendo la persona nell’ambito della Collettività in cui vive. Stessa cosa per il ‘diritto alla libertà‘: se l’essere umano vivesse solo sarebbe un enunciato senza senso. Nessuno potrebbe negargli la libertà, per il semplice motivo che non esisterebbe.

Ecco quindi che i ‘diritti fondamentali’ acquistano la loro ragion d’essere dalla concomitante presenza di ‘doveri fondamentali‘ che la persona umana contrae nei confronti della Collettività: gli uomini sono esseri sociali. Se la persona umana gode del diritto alla vita, nel contempo ha il dovere di mantenere in vita la Collettività.

Questo semplice ragionamento è gravido di conseguenze.

Se l’essere umano ambisca a godere dei suoi diritti fondamentali deve assolvere prima ai doveri che li sostengono.

Poiché per natura tutto è caduto, soggetto alla morte, al diritto alla vita del singolo corrisponde quello della Collettività, cui si adempie prolificando. Senza persone vive non esisterebbe la Collettività.

Il discorso potrebbe essere ampliato a piacere, per toccare temi, per esempio, quali la legittima difesa.

Se è giusto che la persona umana abbia il diritto di difendersi da un’aggressione violenta, altrettanto diritto ha la Collettività a difendersi da persone che le usano violenza, fino arrivare alla pena di morte. Fino ad arrivare alla guerra guerreggiata. È qyella nota come ‘giusta guerra’.

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Nell’economia del presente discorso, si potrebbe ricordare la Magna Charta Libertatum, promulgata nel 1215, senza però dimenticare il writ dell’Habeas Corpus.

Non avrebbe senso enunciare che “Nessun uomo libero può essere arrestato, imprigionato […] o danneggiato in alcun modo, eccetto dal giudizio legale dei suoi pari e dalla Legge della Paese” se l’essere umano non vivesse in una Collettività. Senza di questa, nessuno potrebbe imprigionarlo.

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Alla fine del ‘700 si attua una transizione logica di enorme portata, e concettualmente errata, essendo contraddittoria.

Il Bill of Rights, dichiarazione americana dei diritti dell’uomo e del cittadino adottata dal Governo americano, e poi la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino approvata in Francia dall’Assemblea nazionale nel 1789 costituiscono il punto di svolta.

Se è vero che le dichiarazioni americana e francese proclamavano i diritti dell’uomo invocando l’autorità della natura, in quanto è direttamente dalla natura che i singoli ricevono alcuni diritti fondamentali, di cui sono titolari fin dalla nascita. al Concetto di Collettività era sostituito quello dello stato.

Salto logico di colossale portata: si perde come punto di riferimento una realtà naturale da meglio scoprire ed intendere, la Collettività, ma pur sempre oggettiva, e la si sostituisce con il concetto dello stato, visione soggettiva.

Ciò che lo stato legifera non solo è legale ma anche etico. Un gran bel salto logico.

Ma ciò che è illogico non dura nel tempo e genera mostri.

Estendendo codesti concetti, le leggi nazionalsocialiste erano perfettamente legali e, sotto questa accezione, sarebbero state anche eticamente giuste. Tutti sono tenuti ad obbedire alle leggi dello stato.

Era un insulto al comune buon senso ed alla umanità.

Fu merito del processo di Norimberga l’aver ribadito come il diritto naturale sia precedente a quello positivo e che il Cittadino possa e debba ribellarsi a quelle leggi dello stato che contraddico quelle del diritto naturale.

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Ma la tentazione era pur sempre grande.

Nei decenni si è assistito ad un proliferare di ‘diritti umani‘ – ‘human Rights‘ altamente contraddittori, ma ben utili dal punto di vista politico. I liberal democratici americani li hanno elaborati per poter colpire i loro nemici politci, ma, ammettiamolo francamente, è un modo molto singolare di ricercare la verità.

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Secretary of State Mike Pompeo has announced a new commission to review the idea of human rights and how it shapes US foreign policy»

«US Secretary of State Mike Pompeo, speaking at the State Department on Monday, announced the creation of a new, 10-person commission to advise him on human rights issues»

«Pompeo said the new commission will provide “intellectual grist” for the “most profound reexamination of unalienable rights since the Universal Declaration of Human Rights.”»

«The time is right for an informed review of the role of human rights in American foreign policy»

«Words like ‘rights’ can be used for good and evil»

«As human rights claims have proliferated, some claims have come into tension with one another provoking questions and clashes about which rights are entitled to gain respect»

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Immediata la reazione dei liberal democratici, che alcuni supposti ‘human rights‘ hanno fatto bandiera.


Deutsche Welle. 2019-07-09. US sets up commission for human rights advice

Secretary of State Mike Pompeo has announced a new commission to review the idea of human rights and how it shapes US foreign policy. Critics worry it will provide justification to roll back women’s and LGBT+ rights.

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US Secretary of State Mike Pompeo, speaking at the State Department on Monday, announced the creation of a new, 10-person commission to advise him on human rights issues. The Commission on Unalienable Rights will be led by Mary Ann Glendon, a Harvard law professor, former US ambassador to the Vatican, and staunch abortion opponent.

Pompeo said the new commission will provide “intellectual grist” for the “most profound reexamination of unalienable rights since the Universal Declaration of Human Rights.” He said, “The time is right for an informed review of the role of human rights in American foreign policy.”

Pompeo, a devout evangelical Christian, quoted former Czech dissident and later president, Vaclav Havel, saying, “Words like ‘rights’ can be used for good and evil.”

“It’s a sad commentary on our times that more than 70 years after the Universal Declaration of Human Rights, gross violations continue throughout the world, sometimes even in the name of human rights. International institutions, designed and built to protect human rights have drifted from their original purpose,” said Pompeo. 

The UN Declaration of Human Rights, which was signed in 1948, was the first document to codify the protection of fundamental human rights, recognizing inalienable rights as the basis of freedom, justice, and peace in the world.

Fears of undermining existing frameworks

Critics fear that the commission, and the appointment of Glendon to head it, could signal an attempt by the Trump administration to attack women’s reproductive rights as well as the rights of LGBT+ citizens around the world.

“This administration has actively worked to deny and take away longstanding human rights protections since Trump’s inauguration. If this administration truly wanted to support people’s rights, it would use the global framework already in place,” said Joanne Lin, national director of advocacy and government affairs for the rights group Amnesty International USA.

‘Difficult task of transmuting principles into policy’

Speaking at the State Department, Glendon said the commission would, “do our very best to carry out our marching orders, and do so in a way that will assist you in your difficult task of transmuting principle into policy.”

The Trump administration has been strongly criticized for its efforts to undermine UN approaches to women’s rights.

Most recently, the US threatened to veto a UN Security Council resolution condemning sexual violence against women in armed conflict because it claimed the resolution’s wording opened the door to abortion.

The Trump administration has repeatedly attempted to remove language on sexual and reproductive rights from a number of UN resolutions. The US also cut funding for the UN Population Fund (UNFPA) in 2017, claiming that it fostered “a program of coercive abortion or involuntary sterilization.”

The United States has been regularly accused of selectively citing human rights abuses, calling out countries like Cuba, China, Iran, and Venezuela, while turning a blind eye to abuses in Egypt and Saudi Arabia.

Conservatives see abortion as an aberration

Conservatives in the US are often critical of widely accepted rights issues such as women’s reproductive rights, LGBT+ rights, and income equality. Instead, they advocate the idea of “god-given rights” or “natural law,” railing against abortion and contraception as aberrations.

Glendon, too, has been highly critical of such measures. After representing the Vatican at the 1995 UN World Conference on Women in Beijing, she said, “Much of the foundation money that swirled around the Beijing process was aimed at forging a link between development aid and programs that pressure poor women into abortion, sterilization, and the use of risky contraceptive measures.”

Pompeo, who did not take questions at Monday’s press conference, said the commission would include activists and human rights experts representing a broad spectrum of political views.

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Reuters. 2019-07-09. Pompeo launches commission to study human rights role

U.S. Secretary of State Mike Pompeo on Monday launched a panel to re-examine the role of human rights in U.S. foreign policy, drawing criticism from lawmakers and activists who said it was an attempt to minimize abortion and gay rights.

Pompeo named Harvard Law School professor Mary Ann Glendon, a former U.S. ambassador to the Vatican, to head the Commission on Unalienable Rights.

Pompeo, who did not take questions from reporters, said international institutions built to protect human rights had drifted from their mission.

“As human rights claims have proliferated, some claims have come into tension with one another provoking questions and clashes about which rights are entitled to gain respect,” he said.

“The time is right for an informed review of the role of human rights in American foreign policy.”

Rights groups have criticized the Trump administration for not making human rights a priority in its foreign policy.

Critics argue that it sends a message that the administration turns a blind eye to human rights abuses in countries such as Saudi Arabia, Brazil and Egypt.

“This politicization of human rights in order to, what appears to be an attempt to further hateful policies aimed at women and LGBTQ people, is shameful,” Amnesty International USA’s Joanne Lin said in a statement.

Jamil Dakwar, director of the human rights program at the American Civil Liberties Union, said any attempts to unveil the commission as a way to protect America’s founding principles “are absurd.”

“The Trump administration couldn’t play by the rules so now it has decided to try to change the rules themselves,” Dakwar said.

After being introduced by Pompeo, Glendon said the commission would “do our very best to carry out your marching orders and to do so in a way that will assist you in your difficult task of transmuting principle into policy.”

Bob Menendez, the ranking Democrat on the Senate Foreign Relations Committee, criticized Pompeo’s argument that the commission was needed because basic human rights are misunderstood and manipulated.

“These claims are absurd, particularly from an administration that has taken a wrecking ball to America’s global leadership on promoting fundamental rights across the world,” Menendez said.

The focus of the commission on “natural law” was language sometimes used to justify policies that discriminate against marginalized populations, he said.

Tom Malinowski, a Democrat and former chief human rights diplomat in the Obama administration, said the panel was the idea of an administration that “seems eager to cozy up and justify the action of the worst dictators in the world.”

The Trump administration has stepped up an anti-abortion push at the United Nations since cutting funding in 2017 for the U.N. Population Fund.

In April a U.S. threat to veto U.N. Security Council action on sexual violence in conflict was averted after a phrase was removed because the Trump administration saw it as code for abortion, diplomats said.

Last year, Washington tried to remove language on sexual and reproductive health from several U.N. resolutions, then failed in a similar campaign in March during the annual U.N. Commission on the Status of Women meeting.

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