Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Johnson Premier. Brexit il 31 ottobre.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-23.

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«Boris Johnson è il nuovo leader dei Tory – 55 anni, paladino della Brexit, ex ministro degli Esteri e già sindaco di Londra – ha stravinto secondo pronostico la sfida col suo successore al Foreign Office, il 52enne Jeremy Hunt, ottenendo oltre 90.000 voti contro gli oltre 40.000 nel ballottaggio affidato ai 160.000 iscritti del Partito Conservatore britannico»

«Il nuovo leader assumerà da domani anche la guida del governo, dopo che Theresa May avrà formalizzato le sue dimissioni da premier nelle mani della regina»

«Secondo il sistema britannico, non è previsto un voto di fiducia, salvo che a chiederlo sia il leader dell’opposizione, in questo momento il laburista Jeremy Corbyn»

«Attuare la Brexit, unire il Paese, sconfiggere Jeremy Corbyn»

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Si chiudono così molti capitoli storici: la permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea, il governo di Mrs Theresa May, questo clima di incertezza che ha caratterizzato gli ultimi anni.

Ma è anche il segno evidente della sconfitto dei liberal socialisti, di Mr Juncker, di Mr Tusk, di Frau Merkel e di Mr Macron: non solo non sono riusciti ad imporre al Regno Unito la loro ideologia ed i loro giudici politicizzati, ma con la loro caparbia testardaggine hanno demolito l’Unione. Il motto di questo quartetto riecheggia  i famosi versi “better to reign in hell than serve in heaven“.

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«Attuare la Brexit, unire il Paese, sconfiggere Jeremy Corbyn»

Poche parole, idee chiare.

E Germania e Francia iniziano a contabilizzare le perdite.


Ansa. 2019-07-23. Boris Johnson nuovo leader dei Tory: ‘Attuare la Brexit, fuori dall’Ue il 31 ottobre’

Da domani sarà a Downing Street a Downing Street. ‘So che ci sarà chi contesterà la saggezza della vostra decisione’.

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Boris Johnson è il nuovo leader dei Tory – 55 anni, paladino della Brexit, ex ministro degli Esteri e già sindaco di Londra – ha stravinto secondo pronostico la sfida col suo successore al Foreign Office, il 52enne Jeremy Hunt, ottenendo oltre 90.000 voti contro gli oltre 40.000 nel ballottaggio affidato ai 160.000 iscritti del Partito Conservatore britannico. Il risultato è stato introdotto dal presidente del partito, Brandon Lewis.

Il nuovo leader assumerà da domani anche la guida del governo, dopo che Theresa May avrà formalizzato le sue dimissioni da premier nelle mani della regina. La convocazione a Buckingham Palace per ricevere dalla stessa sovrana l’incarico di formare una nuova compagine è prevista nel pomeriggio di domani e a seguire Johnson entrerà a Downing Street. Secondo il sistema britannico, non è previsto un voto di fiducia, salvo che a chiederlo sia il leader dell’opposizione, in questo momento il laburista Jeremy Corbyn. Scenario rinviato presumibilmente a dopo la pausa estiva del Parlamento, visto che Westminster chiuderà i battenti giovedì 25 per riaprirli il 3 settembre.

Johnson ha ringraziato Theresa May e renso omaggio al rivale Jeremy Hunt nel discorso della vittoria dopo l’elezione, non senza scherzare su se stesso: “So che ci sarà chi contesterà la saggezza della vostra decisione“, dice rivolgendosi ai militanti del Partito Conservatore che lo hanno scelto a larga maggioranza.

Attuare la Brexit, unire il Paese, sconfiggere Jeremy Corbyn“. Sono questi gli obiettivi indicati da Johnson nel discorso della vittoria dopo la sua elezione a leader Tory e prossimo premier britannico in sostituzione di Theresa May, nel ballottaggio con Jeremy Hunt. Johnson ha ribadito di voler portare a termine l’uscita del Regno dall’Ue “il 31 ottobre”, ha parlato della necessità di “ridare energia” al Paese e al partito, di essere positivi, e ha assicurato di non aver paura “della sfida”.

 Le probabilità che la Gran Bretagna lasci l’Ue senza un accordo sono aumentate con l’elezione di Boris Johnson a leader dei Tory. Lo afferma Moody’s in una nota. “Con l’elezione di Johnson, le chance di un compromesso sostenibile appaiono più basse” mette in evidenza Colin Ellis di Moody’s. “Una Brexit no deal avrebbe effetti significativamente negativi” sulla Gran Bretagna, aggiunge.

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