Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Macron. Benalla. Un processo insabbiato. Chi sa perché ….

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-22.

Macron Merkel Parigi

Quando dovremo spiegare ai figli dei nostri pronipoti tutte le sequele del processo Benallà, dovremo iniziare dicendo loro:

“Ma non lo hai studiato a scuola? Benalla era il braccio destro di quel presidente che fu poi decapitato in Place Vendôme per alto tradimento.

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Affaire Macron-Benalla: les enregistrements qui changent tout

«Macron, contrat russe, violences du 1er Mai… Une enquête de plusieurs mois de Mediapart, qui repose sur une dizaine de sources indépendantes et de nombreux documents inédits, dont des extraits sonores, jette une nouvelle lumière sur les dessous de l’affaire Benalla. Révélations. > Lire aussi les premières réactions politiques ici.

Une enquête de plusieurs mois de Mediapart, qui repose sur une dizaine de sources indépendantes et de nombreux documents inédits, dont des extraits sonores, jette une nouvelle lumière sur les dessous inavouables de l’affaire Macron-Benalla. ….»

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Enregistrements Benalla/Crase: «Cela ne peut que nous laisser pantois»

«Les dernières révélations de Mediapart dans l’affaire Macron-Benalla ont aussitôt suscité de vives réactions. L’opposition considère qu’elles mettent gravement en cause le président de la République. Seul Jean-Luc Mélenchon s’est distingué. LREM reste muet.

«Cela ne peut que nous laisser pantois.» L’expression du sénateur LR François Grosdidier résume à elle seule un sentiment largement partagé par les responsables politiques qui ont réagi jeudi aux dernières révélations de Mediapart dans l’affaire Macron-Benalla. ….»

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Benalla mette nei guai Macron, di nuovo

Parigi. “Ci sono così tante rivelazioni in questa nuova inchiesta di Mediapart che non si sa nemmeno da dove cominciare”, ha scritto Raphaël Bloch, giornalista del quotidiano Les Echos. E effettivamente nell’inchiesta pubblicata dal giornale online di Edwy Plenel, frutto di diversi mesi di lavoro, c’è una decina di testimonianze indipendenti, documenti inediti e soprattutto le registrazioni di alcune conversazioni tra Alexandre Benalla, ex collaboratore del presidente Macron, e l’ex gendarme stipendiato dalla République en marche (Lrem) Vincent Crase, entrambi accusati di aver picchiato violentemente alcuni manifestanti il 1° maggio 2018.

Ecco “le registrazioni che cambiano tutto”, scrive Mediapart. Iniziata nel mese di agosto, l’inchiesta permette di affermare tre cose: Benalla e Crase si sono incontrati di persona lo scorso 26 luglio, in violazione manifesta del controllo giudiziario che vietava loro ogni tipo di contatto; contrariamente a quanto ha dichiarato sotto giuramento davanti alla commissione d’inchiesta del Senato, Benalla, quando lavorava ancora per conto dell’Eliseo, è stato coinvolto personalmente, anche nei montaggi finanziari, in un contratto per la fornitura di servizi di sicurezza con un oligarca russo vicino a Vladimir Putin, sospettato, tra le altre cose, di avere dei legami con la mafia locale; rivendicando il sostegno personale del capo dello stato sms alla mano, l’ex collaboratore di Macron ha mantenuto legami importanti con l’Eliseo per diversi mesi dopo essere stato messo sotto inchiesta per “violenze volontarie”.

Ma andiamo con ordine. Benalla e Crase, entrambi sotto inchiesta, non potrebbero incontrarsi in ragione del controllo giudiziario. Eppure soltanto quattro giorni dopo la loro “mise en examen”, ecco “Alexandre Benalla che corre da una parte all’altra di Parigi, esibisce fieramente le sue conversazioni con Emmanuel Macron e i suoi passaporti diplomatici, frequenta diversi ambienti, sia del mondo degli affari sia dell’universo politico; e attira l’attenzione discreta dei servizi segreti”, racconta Mediapart. L’incontro proibito è stato registrato, e Mediapart ha potuto identificare il nastro, nel quale si sente Benalla sghignazzare e vantarsi con toni da bullo della protezione del “patron”, e cioè del presidente della Repubblica. “E’ una cosa da pazzi, il ‘patron’, ieri sera, mi ha inviato un messaggio e mi ha detto: ‘Te li mangi in un sol boccone. Sei più forte di loro, è per questo motivo che ti avevo voluto accanto a me. Sono con Isma (Ismaël Emelien, consigliere speciale di Macron ndr), etc, aspettiamo Le Monde, etc.’”, racconta Benalla. Domanda di Crase: “Dunque il ‘patron’ ci sostiene?”. Risposta di Benalla: “Fa molto di più che sostenerci (…) E’ come impazzito (…) E ha detto così, mi ha detto: ‘Te li mangi in un sol boccone. Sei più forte di loro’. E’ incredibile”.

Contattato da Mediapart, l’Eliseo ha smentito l’esistenza di questo sms sbandierato dall’ex bodyguard.

Durante lo stesso incontro, Benalla si vanta con l’ex gendarme Crase di aver provocato la costituzione di due commissioni d’inchiesta parlamentare a soli 26 anni. “E’ una bella esperienza (…) A 26 anni, non ci sono molte persone che vivono…che provocano due commissioni d’inchiesta parlamentare, che bloccano il funzionamento del Parlamento”, dice Benalla. Crase, invece, appare meno scherzoso: “Ma ti fa ridere questa cosa?”. I due si mostrano in seguito un po’ più preoccupati in merito alle perquisizioni che verranno fatte nella sede di Lrem, al punto che Crase prende in considerazione l’idea di andare a “fare pulizia” negli uffici dove gli inquirenti avrebbero potuto trovare dettagli compromettenti. “Ci proverei anche ad andare questa notte, ma il problema è che ci sono i poliziotti davanti”, dice l’ex gendarme a Benalla. Crase, nella registrazione chiede nuovamente all’ex factotum della presidenza dell’Eliseo se ha il sostegno di Macron. Lui risponde serenamente di avere il sostegno “del presidente, di Madame (Brigitte Macron ndr) e di Ismaël (Emelien ndr), che mi consiglia sui media e compagnia varia”.

Sollecitato da Mediapart, il consigliere speciale dell’Eliseo ha preferito non esprimersi.

Infine, il giornale online di Edwy Plenel sostiene che Benalla “è personalmente implicato nel contratto” russo tra Iskander Makhmudov, oligarca che orbita nella galassia di Putin, e Mars, la società di Vincent Crase, per proteggere i beni immobiliari dell’uomo d’affari in Francia e della sua famiglia a Monaco. Benalla, davanti alla commissione d’inchiesta del Senato, aveva negato tutto.

A fine dicembre, Mediapart aveva già rivelato che Crase, quando era ancora dipendente di Lrem, aveva ricevuto un bonifico di 294 mila euro nel quadro di questo affaire russo su cui la giustizia francese potrebbe presto rivolgere le sue attenzioni.

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Les affaires russes d’un gendarme au cœur du dossier Benalla

«Un oligarque proche de Vladimir Poutine, suspecté par plusieurs magistrats européens d’être lié à la mafia russe, a rémunéré la société de l’un des principaux protagonistes de l’affaire Benalla, le gendarme Vincent Crase. Un paiement de près de 300 000 euros a eu lieu au mois de juin 2018, à une date où le commandant Crase était encore salarié de La République en marche, au titre de responsable adjoint « sûreté et sécurité » du mouvement.

Un oligarque proche de Vladimir Poutine, suspecté par plusieurs magistrats européens d’être lié à la mafia russe, a rémunéré la société de sécurité de l’un des principaux protagonistes de l’affaire Benalla, le gendarme Vincent Crase, selon une enquête de Mediapart.»

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France’s ‘Benalla Affair’ – the scandal Macron can’t shake

Emmanuel Macron has spent much of the past four months battling to contain the threat from France’s “yellow vest” revolt. But another lingering problem may cast a longer shadow over his presidency: the Benalla Affair.

Named for Alexandre Benalla, a 27-year-old former Elysee security chief and Macron bodyguard, it has its roots in May last year when Benalla was caught on video beating a May Day protester. Nine months on, the affair continues to produce a drip-feed of leaks, parliamentary hearings and police inquiries that have kept it nipping at the heels of the presidency.

This week, questions in the Senate explored links between Benalla and a private security contract with a Russian billionaire. Benalla’s measured answers prompted France’s justice minister to warn that if he was found to have lied under oath, he could face up to five years in prison.

While there is no suggestion of wrongdoing by Macron, parliament’s probing of who knew what when, and why it wasn’t dealt with sooner, led Prime Minister Edouard Philippe on Tuesday to reiterate his commitment to transparency.

“Justice will do its work and if it is found that illegal acts were committed, sanctions will be handed down, I have no problem with that,” he told parliament. “My office will respond to all questions with complete transparency and with respect to the independence of the judiciary, I guarantee it.”

While Macron’s poll ratings were beginning to fall even before the Benalla case broke, the sense of the Elysee holding information back accelerated his slump, with his popularity falling to 21 percent. In a survey for BFM TV, 73 percent said the Benalla Affair had damaged Macron’s image.

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