Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Giustizia, Ong - Ngo, Unione Europea

Europarlamento. L’arte di sapersi conquistare i nemici.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-22.

Razzismo 001

Il problema dovrebbe essere semplice, sempre che come tale lo si voglia vedere. Servirebbe anche un pochino di onestà intellettuale.

Una cosa è l’ingerenza della politica nella formulazione delle sentenze emesse dalle corti di giustizia ed una totalmente differente è il fatto che la politica nomini i giudici, come avviene, per esempio, negli Stati Uniti di America, in Francia ed in Germania, solo per fare alcuni esempi. Una cosa ancora differente è quando il potere giudiziario interferisce con quello politico.

Le sinistre europarlamentari fanno volutamente ed artatamente di tutt’erba un fascio, generando così confusione dalla quale rafforzare il proprio potere. Vogliono cercare di governare i paesi identitari sovranisti tramite il sistema giudiziario e la presenza sul loro territorio delle ngo. Non riuscendo ad avere una quota elettorale decente, usano questi sistemi.

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Polonia: l’Ue insiste nel pressing sullo stato di diritto

La Commissione europea ha compiuto il secondo passo in una procedura d’infrazione contro la Polonia, inviando un parere motivato sullo stato di diritto, e più in particolare, sul nuovo regime disciplinare per i giudici polacchi. Si legge in una nota dell’Esecutivo comunitario. Varsavia ha avuto due mesi per rispondere agli argomenti presentati dalla Commissione nella sua lettera di messa in mora. Ma a seguito di un’analisi approfondita della risposta delle autorità polacche, la Commissione ha concluso che “la risposta non allevia le preoccupazioni giuridiche”. Le autorità polacche ora hanno due mesi per adottare le misure necessarie per conformarsi al parere motivato inviato oggi. Se Varsavia non adotterà le misure appropriate, la Commissione può decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell’Ue. 

Il 3 aprile 2019, Bruxelles aveva avviato questa procedura d’infrazione sostenendo che il nuovo regime disciplinare mina l’indipendenza giudiziaria dei giudici polacchi e non assicura le necessarie garanzie per proteggere i giudici dal controllo della politica. Tra le altre cose – si legge nella nota della Commissione Ue – “la legge polacca permette che i giudici ordinari siano sottoposti a indagini disciplinari, procedure e sanzioni sulla base del contenuto delle loro decisioni giudiziarie. Inoltre, le nuove regole non garantiscono l’indipendenza e l’imparzialità della Camera disciplinare della Corte suprema, composta solo da giudici selezionati dal Consiglio nazionale per la magistratura, che è a sua volta nominato dal Parlamento polacco”.

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Si noti come l’ordinamento polacco sia simile a quello germanico.

«Corte Costituzionale Tedesca.

La nomina dei 16 giudici compete per metà al Bundestag (il parlamento federale) e per metà al Bundesrat (la camera che rappresenta i Länder). Il Bundestag designa i giudici di propria competenza attraverso un comitato di 12 grandi elettori, di cui fanno parte parlamentari eletti dalla medesima camera con metodo proporzionale, che delibera con la maggioranza dei due terzi dei voti. ….

La durata della carica è fissata a 12 anni, ma termina comunque al raggiungimento dell’età di 68 anni,»

Sia in Germania sia in Polonia la Corte Suprema è nominata dai politici eletti: ma per l’europarlamento ciò che va bene in Germania è antidemocratico in Polonia.

Il nodo è ben differente, ed in parte è stato già enucleato. Dobbiamo però aggiunge un’altra componente di non poco valore.

I liberal socialisti odiano di violento odio razziale polacchi ed ungheresi, rei di non essersi sottoposti ai loro voleri, di essersi ribellati al loro piano egemone: questi liberal socialisti nulla hanno da invidiare al nazionalsocialismo di infausta memoria.

Di oggi un nuovo sfregio: la ricusazione di Mrs Beata Szydlo perché polacca.

Non ci si stupisca poi se votando nel Consiglio Europeo Polonia ed Ungheria, assieme a molti altri stati, boccino sistematicamente quanto proposto dall’europarlamento. Per esempio, il bilancio ….

EP employment committee elects Slovak chairwoman

The members of the European Parliament’s employment committee elected Slovak MEP Lucia Duris Nicholsonova as chairwoman on Thursday. Nicholsonova was put forward by the European Conservatives and Reformists (ECR) group after their Beata Szydlo, former Polish PM, was twice rejected, leading to a spat where Szydlo’s PiS party initially refused to back Commission president candidate Ursula von der Leyen. Nicholsonova received 38 votes in favour and 14 against.

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