Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Emilia Romagna. Sondaggi Elettorali. Situazione e sondaggi

Giuseppe Sandro Mela.

2018-07-20.

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Dal 4 marzo 2018 il centro destra ha vinto le elezioni regionali in Lombardia, Molise, Friuli-Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Abruzzo, Sardegna, Basilicata e Piemonte. A novembre si voterò invece in Emilia-Romagna.

«Cresce l’attesa per le elezioni regionali in Emilia Romagna, soprattutto dopo i risultati delle ultime elezioni europee e amministrative dove il centrodestra ha fatto il pieno di voti strappando anche la guida di comuni come Ferrara e Forlì»

«L’attuale governatore di centrosinistra Stefano Bonaccini dovrebbe infatti correre per un secondo mandato, ma la crescita fatta registrare ultimamente dal centrodestra (specie dalla Lega) rendono queste elezioni regionali in Emilia Romagna più che incerte»

«Come da prassi per le regionali ci sarà l’elezione diretta del governatore. Niente ballottaggio quindi con il candidato che riuscirà a ottenere anche un solo voto in più rispetto ai suoi avversari che sarà il vincitore.

Per garantire una sostanziale governabilità in Consiglio, alla lista o più liste che appoggiano il candidato più votato verrà assegnato un premio di maggioranza, pari a 27 seggi su un totale di 50.

In generale 40 consiglieri saranno eletti con un metodo proporzionale sulla base di liste circoscrizionali, 9 invece con sistema maggioritario nelle singole circoscrizioni mentre il restante seggio è riservato al candidato vincitore»

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Proponiamo in questo articolo i sunti numerici che permettono di aver sotto mano tutti i parametri di interesse.

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Se si riconfermassero le percentuali ottenute nelle elezioni europee, avendo la Lega ottenuto la maggioranza relativa dovrebbe poter aver diritto al governatore ed al premio di maggioranza. Ma ci si ricordi come nelle elezioni regionali influisca sicuramente il clima politico generale, ma grande influenza abbiano anche le scelte dei candidati. Una differenza di due punti percentuali sembrerebbe non permettere una previsione certa, anche tenendo conto che il giudizio degli Elettori sull’operato della giunta uscente è buono.

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Elezioni regionali Emilia Romagna 2019.

Cresce l’attesa per le elezioni regionali in Emilia Romagna, soprattutto dopo i risultati delle ultime elezioni europee e amministrative dove il centrodestra ha fatto il pieno di voti strappando anche la guida di comuni come Ferrara e Forlì.

Anche se mancano ancora diversi mesi, in Emilia Romagna sono iniziate da tempo le grandi manovre in merito alle elezioni regionali, con i sondaggi che ipotizzano un grande equilibrio come mai avvenuto nel recente passato.

L’attuale governatore di centrosinistra Stefano Bonaccini dovrebbe infatti correre per un secondo mandato, ma la crescita fatta registrare ultimamente dal centrodestra (specie dalla Lega) rendono queste elezioni regionali in Emilia Romagna più che incerte.

La data delle elezioni in Emilia Romagna.

Sarà particolarmente fitto il calendario politico del 2019 in Emilia Romagna. Come nel resto del paese, le urne in primis si sono aperte lo scorso 26 maggio per le elezioni europee e per il primo turno delle amministrative.

In merito alle elezioni amministrative, in Emilia Romagna si votato per quanto riguarda i comuni capoluogo a Ferrara, Reggio Emilia, Modena, Cesena e Forlì. Il ballottaggio poi dove previsto si è tenuto 9 giugno.

Per quanto riguarda le elezioni regionali, si era paventata la possibilità di un accorpamento per una sorta di election day, ma alla fine l’ipotesi che era stata anche inserita nella legge di Bilancio è stata subito scartata.

In Emilia Romagna quindi per le elezioni regionali, salvo clamorose sorprese, si voterà in autunno così come è avvenuto nel 2014 quando le urne si aprirono in data 23 novembre.

La legge elettorale.

Anche nel 2019 in Emilia Romagna si voterà con la nuova legge elettorale, modificata il 23 luglio 2014 e che ha fatto il proprio esordio cinque anni fa in occasione del voto regionale del 23 novembre.

Come da prassi per le regionali ci sarà l’elezione diretta del governatore. Niente ballottaggio quindi con il candidato che riuscirà a ottenere anche un solo voto in più rispetto ai suoi avversari che sarà il vincitore.

Per garantire una sostanziale governabilità in Consiglio, alla lista o più liste che appoggiano il candidato più votato verrà assegnato un premio di maggioranza, pari a 27 seggi su un totale di 50.

In generale 40 consiglieri saranno eletti con un metodo proporzionale sulla base di liste circoscrizionali, 9 invece con sistema maggioritario nelle singole circoscrizioni mentre il restante seggio è riservato al candidato vincitore.

Sarà possibile effettuare un voto disgiunto, per un candidato alla carica di Presidente della Giunta regionale e per una delle altre liste a esso non collegate, mentre la soglia di sbarramento sarà del 3% per le liste non coalizzate e del 5% per quelle invece coalizzate.

I candidati.

Lo scorso ottobre l’attuale governatore Stefano Bonaccini si è detto disponibile a una nuova candidatura per un secondo mandato. Il centrosinistra quindi non dovrebbe ricorrere alle primarie come cinque anni fa.

Bonaccini comunque dovrà cercare ora di costruire la sua coalizione che nel 2014 ha compreso anche l’allora SEL. Per il 2019 si parla di un possibile allargamento anche a Italia in Comune, il movimento che fa capo al sindaco di Parma Federico Pizzarotti.

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