Pubblicato in: Cina, Economia e Produzione Industriale, Unione Europea

Accordo sinoitaliano. Di Maio e Li Hongzhong. Valore 500 milioni circa.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-18.

2019-07-17__Cina Italia 001

Il Ministero dello Sviluppo Economico, Mise, ha rilasciato la seguente nota.

Italia-Cina, Di Maio incontra Li Hongzhong

«Firmate sette intese commerciali nei settori industriale, culturale e sportivo, per un valore potenziale di 500 milioni .

Il Vice Presidente del Consiglio e Ministro Luigi Di Maio ha incontrato oggi, a Palazzo Chigi, il Segretario del partito comunista della città di Tianjin, Li Hongzhong, per un colloquio bilaterale che testimonia, ancora una volta, l’intensa collaborazione e amicizia tra Italia e Cina.

La visita di Li Hongzhong – il cui ruolo in Cina è equiparabile a quello di Vice Primo Ministro –  segue quella in Italia del Presidente cinese Xi Jinping avvenuta lo scorso marzo, nel corso della quale furono firmate dai due Governi importanti accordi, come quello sulla ‘Belt and Road Initiative’ (BRI), e la successiva visita del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che nel mese di aprile ha partecipato a Pechino al secondo Forum sulla Nuova Via della seta.

Al termine dell’incontro sono state firmate, alla presenza del Vice Presidente del Consiglio e Ministro Di Maio e del Segretario Li, sette intese commerciali da parte di enti ed aziende italiane e cinesi nell’ambito dei settori industriale, culturale e sportivo, per un valore potenziale di 500 milioni di euro.

L’obiettivo è quello di valorizzare e potenziare gli scambi commerciali con la Cina e in particolare con aree diverse da quelle tradizionali di Pechino e Shanghai, come la città di Tianjin. A tal riguardo è in programma, dal 25 al 27 settembre 2019 a Tianjin, una missione di imprese italiane, che avrà l’obiettivo di promuovere l’export delle nostre eccellenze in un mercato molto attento al Made in Italy.

Nei prossimi mesi sono, inoltre, in programma numerose missioni di enti provinciali cinesi in Italia per intensificare la collaborazione tra le istituzioni dei due Paesi che consentirà, in vista del 50esimo anniversario delle relazioni tra Italia e Cina nel 2020, di proseguire nel rafforzamento dei rapporti diplomatici e commerciali tra Italia e Cina.»

* * * * * * *

Tutto deve ben iniziare, né ci si potrebbe aspettare che gli inizi siano di portata equivalente a quelli intravedibili a situazione avviata.

Dei sette accordi firmati due sembrerebbero essere di rilevanza strategica.

L’accordo di Sira Group, intesa commerciale per aumento di capitale del partner cinese nell’attività di Sira Tianjin, avente come obiettivo: sviluppo di componenti nel comparto della pressofusione di alluminio come per esempio radiatori e componenti del settore automotive, sembrerebbe essere quello più rilevante.  Se sicuramente la pressofusione dell’alluminio ha applicazioni civili di largo impiego, il testo ricorda per esempio i radiatori caloriferi, altrettanto sicuramente avrebbe anche grandi risvolti militari.

L’accordo invece della Magna Steyr Italia per la realizzazione nel settore della componentistica Automotive riguarda un settore ove un tempo le tecnologie italiane erano tra quelle alla avanguardia.

* * * * * * *

Tuttavia il significato dell’accordo va ben oltre il suo mero aspetto economico.

Né la Russia né gli Stati Uniti hanno gradito gli approcci italiani alla Cina, soprattutto perché non concordati prima.

Prudentemente, infatti, la Cina ha scelto di iniziare con un basso profilo.

Se concordiamo sulla opportunità che l’Italia si apra a maggiori rapporti con la Cina, anche politici e non solo economici, sarebbe sembrato essere più prudente il parlarne prima con Stati Uniti e Russia, se non altro da informarli sulle reali aspettative italiane.


Cina/ Di Maio firma 7 intese con Li Hongzhong, il potente capo Pcc di Tianjin

Il vice presidente del Consiglio e Ministro Luigi Di Maio ha incontrato oggi, a Palazzo Chigi, il segretario del partito comunista della citta’ di Tianjin, Li Hongzhong, per un colloquio bilaterale che testimonia, ancora una volta, l’intensa collaborazione e amicizia tra Italia e Cina. La visita di Li Hongzhong – il cui ruolo in Cina e’ equiparabile a quello di Vice Primo Ministro – informa una nota del Mise, segue quella in Italia del Presidente cinese Xi Jinping avvenuta lo scorso marzo, nel corso della quale furono firmate dai due Governi importanti accordi, come quello sulla ‘Belt and Road Initiative’ (BRI), e la successiva visita del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che nel mese di aprile ha partecipato a Pechino al secondo Forum sulla Nuova Via della seta. Al termine dell’incontro sono state firmate, alla presenza del Vice Presidente del Consiglio e Ministro Di Maio e del Segretario Li, sette intese commerciali da parte di enti ed aziende italiane e cinesi nell’ambito dei settori industriale, culturale e sportivo, per un valore potenziale di 500 milioni di euro.

L’obiettivo, prosegue la nota del Mise, e’ quello di valorizzare e potenziare gli scambi commerciali con la Cina e in particolare con aree diverse da quelle tradizionali di Pechino e Shanghai, come la citta’ di Tianjin. A tal riguardo e’ in programma, dal 25 al 27 settembre 2019 a Tianjin, una missione di imprese italiane, che avra’ l’obiettivo di promuovere l’export delle nostre eccellenze in un mercato molto attento al Made in Italy. Nei prossimi mesi sono, inoltre, in programma numerose missioni di enti provinciali cinesi in Italia per intensificare la collaborazione tra le istituzioni dei due Paesi che consentira’, in vista del 50esimo anniversario delle relazioni tra Italia e Cina nel 2020, di proseguire nel rafforzamento dei rapporti diplomatici e commerciali tra Italia e Cina.

Italia-Cina: Li Hongzhong, il potente capo del Pcc di Tianjin.

I rapporti tra Italia e Cina tornano di scena, oggi, con l’arrivo a Roma del segretario del partito di Tianjin, Li Hongzhong, che viene ricevuto a palazzo Chigi dal vice presidente del Consiglio, Luigi Di Maio. Massima carica politica della citta’, una delle quattro (assieme a Pechino, Shanghai e Chongqing) ad avere status di provincia, Li e’ anche uno dei venticinque uomini piu’ potenti in Cinadallo scorso Congresso del Pcc: nell’ottobre 2017, e’ infatti entrato nel Politburo, il vertice decisionale del Partito Comunista Cinese, composto da 25 dirigenti politici di livello nazionale.

Li ha preso il posto di Huang Xingguo, espulso dal partito con l’accusa di corruzione, che era al vertice della citta’ durante la maxi-esplosione dell’agosto 2015 nell’area di Binhai, in cui persero la vita circa 170 persone, e che provoco’ danni stimati in centinaia di milioni di yuan. Tianjin, alle porte di Pechino, conta circa 15 milioni di abitanti. Un tempo tra le aree a maggiore crescita del Paese, oggi risente di un forte rallentamento: nel 2018 e’ cresciuta del 3,6%, e per il 2019 le autorita’ locali hanno fissato come obiettivo quello di raggiungere una crescita del 4,5%, al di sotto dell’obiettivo fissato a livello nazionale, tra il 6% e il 6,5%.

Per il ritorno di una sostenuta crescita economica nella citta’ provincia di cui e’ al vertice, Li chiede ai quadri politici “spirito battagliero”, diligenza morale, e di promuovere nuovi motori dello sviluppo economico. Nato nel 1956 a Shenyang, nel nord-est della Cina, Li e’ uno dei dirigenti in cui la leadership nazionale ripone maggiore fiducia: nel 2013, fu tra i pochi leader provinciali a contribuire alla stesura di una bozza sulle riforme complessive del sistema cinese. Prima di ascendere alle alte sfere, l’alto funzionario del partito era stato segretario politico della provincia dello Hubei, dove ha scalato posizioni nella gerarchia del potere cinese. Proprio mentre era al vertice dello Hubei, si tennero nella provincia cinese diversi processi ad alleati politici dell’ex zar degli apparati di sicurezza, Zhou Yongkang, la grande “tigre” della corruzione in Cina, condannato all’ergastolo nel giugno 2015, al termine di un processo segreto. Noto per la sua affiliazione politica alla corrente che fa capo all’ex presidente Jiang Zemin,

Li e’ generalmente considerato un leader accettato da tutte le fazioni all’interno del partito, e ha piu’ volte ribadito la sua lealta’ al presidente cinese, Xi Jinping: nel 2016 e’ stato tra i primi a spingere per l’elezione di Xi a “core leader” del Pcc, avvenuta al termine della sesta sessione plenaria del Comitato Centrale del partito. La vicinanza con il presidente e segretario generale del Pcc si traduce, a livello locale, in rigore nelle campagne contro l’inquinamento (“tolleranza zero” a Tianjin) e contro la corruzione. Le sue frequenti dichiarazioni di lealta’ al leader -nota pero’ chi conosce le liturgie della politica cinese- sarebbero anche un segnale che Li non e’ nel cerchio magico del presidente cinese.