Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Economia e Produzione Industriale, Unione Europea

Europa. Mercato dell’auto -7.9%. Ancora un po’ e si ferma del tutto.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-18.

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«Mese di giugno in frenata per il mercato europeo, che nel complesso perde il 7,9% delle immatricolazioni e chiude il semestre a -3,1»

«Volkswagen perde il 9,6%, »

«Bmw perde il 10,1% di immatricolazioni»

«Daimler cede l’8,2%»

«Fiat Panda aumenta le vendite del 14,8% nel semestre»

«Germania che accusa un calo del 4,7% in giugno»

«la Francia accusa un calo dell’8,4% in giugno»

«l’Italia cala del 2,1% in giugno e del 3,5% nel primo semestre»

«Spagna è il peggior risultato con cali dell’8,3% in giugno e del 5,7% nel semestre»

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Cali di questi livelli negli acquisti di rinnovo del parco automobilistico sono un segno evidente di quanto la gente sia restia a cambiare l’automobile, operazione troppo costosa per la borsa della gente comune.

Né questi dati suggerirebbero di proseguire con la demonizzazione dei motori diesel, che erano uno dei punti di forza dell’industria automobilistica.

L’Europa e la Germania stanno avviandosi ad un periodo di stagnazione economica, sempre che questa non evolva in franca a conclamata crisi e recessione.

Da questo punto di vista, la contrazione della produzione e delle vendite dovrebbe essere ben più di un campanello di allarme: sembrerebbe essere la campana che suona a morte.

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Le ideologie saranno belle a piacere, i loro slogan sono accattivanti e la gente può sintetizzare i propri sogni un quattro parole. Ma la realtà è decisamente molto più complessa di quanto gli slogan permettano di comprendere.

Imparare dai propri errori dovrebbe essere un segno di intelligenza, ma questo buon senso sembrerebbe essere una dote persa.


Sole 24 Ore. 2019-07-17. Europa, il mercato auto perde il 7,9% a giugno e chiude il semestre a -3,1%

Mese di giugno in frenata per il mercato europeo, che nel complesso perde il 7,9% delle immatricolazioni e chiude il semestre a -3,1. Tutte le case produttrici registrano performance negative, ad eccezione di Toyota che chiude il mese in aumento del 2,2%. Inoltre, sul mercato dell’area euro più Efta, soltanto in cinque paesi (Lituania, Romania, Irlanda, Grecia e Cipro) le immatricolazioni crescono rispetto a un anno fa.

Volkswagen perde il 9,6%, unico marchio in crescita è Seat, Psa cala dell’8,2%, Renault segna un ribasso del 3,9%, con Dacia in controtendenza. Fca fa peggio del mercato e perde il 13,5%, con Jeep che riprende terreno rispetto a giugno 2018, superata nella classifica da Hyundai (-2,8%), sia nel mese che nel corso del semestre. Bmw perde il 10,1% di immatricolazioni, Ford in calo del 5,4 mentre Daimler cede l’8,2%. Fiat 500 è la vettura più venduta del segmento A sia nel mese sia nel progressivo annuo, Fiat Panda aumenta le vendite del 14,8% nel semestre.

Secondo l’elaborazione del Centro Studi Promotor, i cinque major market che da soli valgono il 72% delle immatricolazioni, «accusano un calo del 5,6% in giugno e del 2,2% nel primo semestre». Il miglior risultato nell’area è quello della Germania che accusa un calo del 4,7% in giugno, ma chiude i primi sei mesi dell’anno con una crescita dello 0,5%, toccando il livello massimo di immatricolazioni nel decennio in corso. Il Regno Unito perde il 4,9% di vendite in giugno e il 3,4% nel semestre, mentre la Francia accusa un calo dell’8,4% in giugno e dell’1,8% nel semestre e l’Italia cala del 2,1% in giugno e del 3,5% nel primo semestre. Quello della Spagna è il peggior risultato con cali dell’8,3% in giugno e del 5,7% nel semestre.

Secondo Gian Primo Quagliano del Centro Studi Promotor, le cause di un mercato in contrazione sono in parte da rintracciare nella debolezza del quadro congiunturale, ma molto è dovuto alla crisi del diesel, «che determina forte indecisione nel processo di acquisto con rinvio nella sostituzione di vetture già mature per la rottamazione o per il mercato dell’usato. Manca una politica europea per accompagnare il settore dell’auto e della mobilità verso l’obiettivo zero emissioni, inoltre il rinnovo del parco auto circolante va sostenuto ed accelerato prevedendo agevolazioni soprattutto per gli automobilisti con limitata capacità di spesa».

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