Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Senza categoria, Unione Europea

von der Leyen confermata con 383 voti. Maggioranza 374.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-16.

Cigno. Decollo.

«La ministra tedesca Ursula von der Leyen, designata dai Ventotto a succedere a Jean-Claude Juncker, è stata eletta dal Parlamento europeo presidente della Commissione europea ma con soli 383 voti a favore a fronte della maggioranza necessaria prevista di 374 voti. Quindi per soli 9 voti. I contrari sono stati 327. Ad annunciarlo è stato il presidente del Parlamento europeo David Sassoli.»

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«Polemiche e incertezze solo in parte superate, almeno per il momento. La popolare tedesca Ursula von der Leyen, già ministro della Difesa, 60 anni, è la nuova presidente della Commissione europea, la prima donna alla guida dell’esecutivo Ue: candidata designata dal Consiglio dopo un negoziato lungo e difficile, ha superato l’esame del Parlamento Ue ottenendo 383 voti. Per vincere sarebbe stato sufficiente ottenere 374 preferenze su 747 eletti. I votanti sono stati 733, i voti contrari 327. “Sono molto onorata, la fiducia che riponete in me è la fiducia in un’Europa unita, da nord a sud, da est a ovest – ha commentato appena eletta -. Lavoriamo insieme in modo costruttivo perché il nostro sforzo è mirato a un’Europa unita e forte”. »

«I voti

Ha avuto il sostegno del Ppe, dei liberali di Renew Europe e dei tre quarti dell’S&D, mentre i socialisti tedeschi della Spd, gli austriaci, gli olandesi, i polacchi e gli ungheresi non si sono piegati e non l’hanno votata. Così come i Verdi, la sinistra Gue, parte dei conservatori dell’Ecr e di Identità e democrazia. I 14 deputati del M5S hanno dichiarato il loro sostegno mentre la Lega, che conta 29 eurodeputati, ha votato contro. Il discorso di presentazione di von der Leyen è stato fondamentale per convincere molti degli indecisi socialisti della vigilia. “Per me solamente una cosa è importante, l’Europa va rafforzata e chi la vuole fare fiorire mi avrà dalla sua parte, ma chi vuole indebolire questa Europa troverà in me una dura nemica”. “Vogliamo il multilateralismo e un commercio giusto, difendiamo l’ordine basato sulle regole, dobbiamo riscoprire la nostra unità”. Dichiarato con determinazione il suo europeismo e ricordato che “in mare c’è l’obbligo di salvare le vite”, ha anche sottolineato l’impegno per il raggiungimento della parità di genere. Il suo discorso è cominciato con la citazione di Simone Veil, la presidente del primo Parlamento Ue eletto a suffragio universale nel 1979. Von der Leyen ha promesso che “se gli Stati membri non proporranno abbastanza donne commissarie” non esiterà “a chiedere nuovi nomi”: “Rappresentiamo la metà della popolazione, vogliamo la nostra giusta quota”.»

«Salario minimo

Tutti i dossier dovranno essere affrontati con il “metodo europeo: siamo ambiziosi, non lasciamo indietro nessuno, offriamo prospettive”. Questo vuol dire rafforzamento della struttura industriale europea rappresentata dalle Pmi e completamento dell’Unione del mercato dei capitali. “C’è bisogno di un’economia forte, perché quello che vogliamo spendere prima dobbiamo guadagnarlo”. Quindi riaffermata la validità del Patto di stabilità, von der Leyen apre però alla possibilità “di usare tutta la flessibilità concessa dalle regole”. “L’economia deve essere al servizio delle persone”. E in un’economia sociale di mercato ogni lavoratore deve “guadagnare un salario minimo per una vita decorosa”. Dovrà essere elaborato il quadro legislativo nel rispetto dei mercati locali del lavoro. E dovrà anche essere creato uno schema europeo di assicurazione per la disoccupazione.»

«Stato di diritto e immigrazione

Socialisti e liberali volevano una posizione chiara sulla difesa dello Stato di diritto e l’hanno ottenuta: “La Rule of Law è il nostro strumento migliore per difendere le libertà e proteggere chi è più vulnerabile nella nostra Unione”, ha detto von der Leyen sottolinenando che “non ci possono essere compromessi” nel rispetto dello Stato di diritto. Questo vale in modo universale e dunque “in mare c’è l’obbligo di salvare le vite”. Von der Leyen propone un “nuovo patto sulla migrazione e l’asilo, incluso il rilancio della riforma di Dublino” e di fatto sembra aprire alle proposte avanzate dal ministro degli Esteri italiano, Enzo Moavero Milanesi, all’ultimo Consiglio. “Abbiamo bisogno di solidarietà”, ha detto la presidente che ha offerto “un ulteriore estensione” alla Brexit qualora ci fossero “buone ragioni”, perché in ogni caso “il Regno Unito resta nostro alleato, nostro partner e nostro amico”.»

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Dunque, 383 voti quando la maggioranza era 374: essere eletta con uno scarto di soli sette voti non conferisce sicuramente una grande stabilità all’alta carica.

Hanno votato contro i socialisti tedeschi della Spd, gli austriaci, gli olandesi, i polacchi e gli ungheresi, i Verdi, la sinistra Gue, parte dei conservatori dell’Ecr e di Identità e democrazia.

Determinanti sono stati i voti dei rappresentanti del M5S, che così facendo si sono assunti una ben precisa responsabilità politica.

«C’è bisogno di un’economia forte, perché quello che vogliamo spendere prima dobbiamo guadagnarlo»

Bene.

Vedremo la von der Leyen all’opera: i giudizi si esprimono non sulle parole ma sui fatti.

Si è veramente curiosi di capire donde trarrà le risorse necessarie.

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