Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Energie Alternative, Unione Europea

Italia. Alternative. Corte EU approva tagli sovvenzioni.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-14.

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Treccani ci fornisce una simpatica descrizione dell’ipocrita.

«Chi parla o agisce con ipocrisia, fingendo virtù, buone qualità, buoni sentimenti che non ha, ostentando falsa devozione o amicizia, o dissimulando le proprie qualità negative, i proprî sentimenti di avversione e di malanimo, sia abitualmente per carattere, sia in particolari circostanze, e sempre al fine di ingannare altri, o di guadagnarsene il favore».

Le energie alternative sono state in Europa ed in Italia la fiera dell’ipocrisia. Un’Unione Europea tutta tesa a sorvegliare che non vi fossero aiuti di stato a chicchessia, li autorizzavano e propugnavano per le energie alternative.

Fatto spiegabile perché gran parte dell’impiantistica faceva capo ad ambienti molto vicini all’eurodirigenza adesso uscente. Si sono sganasciati quantità immani di denaro pubblico.

Il problema è banalissimo.

L’industria produttrice in Europa sforna prodotti il prezzo dei quali è del tutto fuori mercato e diventa ragionevolmente competitivo solo ricevendo cospicue sovvenzioni statali. E per anni in Italia decine e decine di miliardi sono stati riversati sulle energie alternative: tutti i Contribuenti hanno dovuto forzosamente finanziare una ristretta cerchia di pochi intimi.

Poi, un bel dì, i pasti gratis furono aboliti, e l’intero comparto delle alternative andò in crisi: senza sovvenzioni statali era morto, da libri in tribunale.

I produttori si rivolsero quindi alle vie legali, arrivando fino alla Corte Europea.

«La riduzione o anche l’azzeramento degli incentivi finanziari alle energie rinnovabili da parte del governo italiano in linea di principio non è contraria al diritto Ue»

«Lo ha chiarito la Corte di Giustizia Ue pronunciandosi su richiesta del Consiglio di Stato su due cause portate avanti da altrettante aziende italiane di produzione di energia da fonti rinnovabili»

«Le aziende avevano realizzato impianti fotovoltaici ammissibili agli incentivi secondo le norme nazionali del 2011, incentivi poi sensibilmente ridotti nel 2012»

«La Corte ha stabilito che la normativa italiana è conforme al diritto Ue, ricordando che la direttiva rinnovabili del 2009 non obbliga gli Stati membri ad adottare dei regimi di aiuti finanziari per promuovere l’uso di energia da fonti rinnovabili»

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Orbene. lo stato non è obbligato a finanziare le energie alternative.

È stata posta la parola fine ad una gigantesca truffa ai danni del Contribuente.

Nota.

  1. Mettete su un’officinetta che produca cacciaviti monouso di burro;

  2. Trovate un onorevole amico che faccia una legge che imponga a tutte le famiglie di dotarsi di un simile set di strumenti;

  3. L’onorevole amico costituisca una agenzia, a fondi statali, che sorvegli l’applicazione della legge: una sede nazionale, una in ogni capoluogo, una in ogni comune, erogando multe salate a quanti non si fossero adeguati;

  4. fate legiferare che le spese di acquisto siano detraibili dalla denuncia dei redditi.

Ai governanti lo stipendio serve solo per ricevere gli estratti conto della banca.


Ansa. 2019-07-11. Corte Ue: legittimo taglio incentivi Italia per rinnovabili

La riduzione o anche l’azzeramento degli incentivi finanziari alle energie rinnovabili da parte del governo italiano in linea di principio non è contraria al diritto Ue. Lo ha chiarito la Corte di Giustizia Ue pronunciandosi su richiesta del Consiglio di Stato su due cause portate avanti da altrettante aziende italiane di produzione di energia da fonti rinnovabili. Le aziende avevano realizzato impianti fotovoltaici ammissibili agli incentivi secondo le norme nazionali del 2011, incentivi poi sensibilmente ridotti nel 2012. La Corte ha stabilito che la normativa italiana è conforme al diritto Ue, ricordando che la direttiva rinnovabili del 2009 non obbliga gli Stati membri ad adottare dei regimi di aiuti finanziari per promuovere l’uso di energia da fonti rinnovabili.

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