Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Italia. 9,568,000 ‘occupati’ lavorano meno di 40 ore settimanali.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-12.

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L’Istat ha rilasciato il Report

Occupati e disoccupati (dati provvisori). [pdf]

Gli occupati ammontano a 23.387 milioni, dei quali 13.528 milioni maschi e 9.860 milioni femmine.

Gli occupati dipendenti sono 18.032 milioni, dei quali 14.968 milioni sono permanenti e 3.064 milioni sono a termine. Gli indipendenti sono 5.355 milioni.

Nella fascia di età 25 – 34 anni gli occupati sono 4.076 milioni, mentre gli inattivi assommano a 1.757 milioni.

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«Occupati: comprendono le persone di 15 anni e più che nella settimana di riferimento:

– hanno svolto almeno un’ora di lavoro in una qualsiasi attività che preveda un corrispettivo monetario o in natura;

– hanno svolto almeno un’ora di lavoro non retribuito nella ditta di un familiare nella quale collaborano abitualmente;

– sono assenti dal lavoro (ad esempio, per ferie o malattia). I dipendenti assenti dal lavoro sono considerati occupati se l’assenza non supera tre mesi, oppure se durante l’assenza continuano a percepire almeno il 50% della retribuzione. Gli indipendenti assenti dal lavoro, ad eccezione dei coadiuvanti familiari, sono considerati occupati se, durante il periodo di assenza, mantengono l’attività. I coadiuvanti familiari sono considerati occupati se l’assenza non supera tre mesi.»

È del tutto ovvio come il numero delle persone che siano definite ‘occupate’ differisca in base al criterio con cui questo termine sia stato definito.

Se il primo statement fosse

«hanno svolto almeno un minuto primo di lavoro in una qualsiasi attività che preveda un corrispettivo monetario o in natura»

il numero degli occupai salirebbe vertiginosamente.

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«Il fatto sorprendente è che le 40 ore a settimana, le classiche 8 ore al giorno che da sempre hanno rappresentato quasi un’ovvietà per chi entra nel mondo del lavoro, sono una realtà “solo” per 11 milioni e 605mila italiani»

«9 milioni e 568mila sono occupate per meno di 40 ore settimanali»

«Per quanto riguarda le donne, su 9 milioni e 674mila lavoratrici italiane, sono 3 milioni e 196mila con un carico lavorativo di almeno 40 ore (33%), mentre sono ben 5 milioni e 564 mila sotto soglia 40, cioè il 57,5%.»

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Questi dati sono tutto tranne che esaltanti.

Ma se la situazione al momento attuale è ben triste, ancor peggio si preannuncia il futuro.

I nove milioni e mezzo di persone che lavorano meno di 40 ore settimanali percepiscono stipendi ridotti di conseguenza e, soprattutto, versano contributi pensionistici irrisori.

Sono nove milioni e mezzo di persone che sono candiate a viere la loro vecchiaia con pensioni irrisorie e senza aver avuto la possibilità di potersi mettere da parte un qualcosa.

Ci si pensi bene: non è problema da poco.

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Le 40 ore riguardano appena la metà degli occupati e solo un terzo delle donne

Facile dire “occupato”. Il fatto è che c’è lavoro e lavoro, in base a molte variabili, compresa quella che riguarda le ore lavorate.

Le ore lavorate

Per 592mila italiani la settimana lavorativa consiste in un orario che va da un minimo di 1 a un massimo di 10 ore che, certamente, non garantisce un reddito minimamente soddisfacente. Ma dal punto di vista meramente statistico, anche con un’ora di lavoro alla settimana, si esce dalla categoria dei disoccupati e si entra in quella degli occupati. Non è una particolarità dell’Istat: sono regole internazionali degli istituti di statistica in base alle quali se una persona lavora 1 ora la settimana retribuita, non è disoccupato ma, appunto, occupato. Il dato positivo è che le persone che lavorano così poco sono in calo, come mostra il grafico interattivo sopra.

La “zona 40”

Il fatto sorprendente è che le 40 ore a settimana, le classiche 8 ore al giorno che da sempre hanno rappresentato quasi un’ovvietà per chi entra nel mondo del lavoro, sono una realtà “solo” per 11 milioni e 605mila italiani. La “zona 40” è, comunque, la più affollata di persone dato che altre 9 milioni e 568mila sono occupate per meno di 40 ore settimanali.

Scorporando i dati per genere ci si accorge, poi, di quanto sia ancora distante la parità uomo-donna. I maschi occupati per 1-10 ore la settimana sono infatti 193mila (1,4% dei lavoratori uomini), mentre le lavoratrici sono 398mila (4,1% delle donne). Affrontando poi la “zona 40”, dei 13 milioni e 349 mila lavoratori uomini italiani, il 62,9%, ovvero 8 milioni e 409mila, lavora almeno 40 ore, mentre meno della metà, 4 milioni e 3 mila, ovvero il 29,9% è sotto la fatidica soglia. Per quanto riguarda le donne, su 9 milioni e 674mila lavoratrici italiane, sono 3 milioni e 196mila con un carico lavorativo di almeno 40 ore (33%), mentre sono ben 5 milioni e 564 mila sotto soglia 40, cioè il 57,5%.

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