Pubblicato in: Criminalità Organizzata

Csm. Magistrati. Stipendio medio 142,554 euro l’anno.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-09.

Magistratura Csm Lotti

Gli echi di quanto accaduto al Csm stanno affievolendosi: “involve tutte cose l’obblio nella sua  notte“.

Dei magistrati che hanno passato concorsi, tutti da verificare, sarebbero chiamati ad indagare e poi, forse, chissà, anche a giudicare altri giudici che avrebbero manipolato i concorsi.

Ma alla odiosità dei reati contestati fa contraltare l’enormità degli stipendi percepiti.

«Nel 2014 con le indennità il loro stipendio arrivava a 142.554 euro»

«“Indennità fisse e accessorie”: è questa la voce che fa lievitare lo stipendio dei magistrati.»

«Nel 2016 all’Istituto nazionale di previdenza risultava che la retribuzione media di un magistrato fosse pari a poco più di 125mila euro lordi l’anno»

«Questo già li rendeva la categoria più ricca di tutta la pubblica amministrazione: anche più dei diplomatici, dei prefetti e dei dipendenti della presidenza del Consiglio»

«È lì che risulta che proprio grazie all’aggiunta delle indennità di cui sopra lo stipendio medio di un giudice o di un pubblico ministero raggiungesse i 142.554 euro l’anno»

«negli ultimi anni lo stipendio complessivo dei magistrati è passato dai 120.161 euro del 2007 ai 142.554 del 2014»

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Gli alberi, come le persone, si giudicano dai frutti che danno.


Csm, ecco le intercettazioni che inguaiano il procuratore generale Riccardo Fuzio

«Fuzio, procuratore generale della Cassazione, parla con Palamara: sul nuovo capo della procura di Roma «bisogna lavorare sui numeri». Il giudice svela all’amico indagato le notizie sull’inchiesta di Perugia: «Ci stanno le cose con Adele…e il viaggio a Dubai…se favorivi Longo, ti arrestavano» ….

Riccardo Fuzio è uno dei più importanti magistrati italiani. Procuratore generale della Cassazione, e dunque membro di diritto del Consiglio superiore della magistratura, è intervenuto duramente nello scandalo che ha travolto l’organismo di autogoverno delle nostre toghe. ….

Incontri organizzati per discutere (e orientare) sia le nomine dei capi delle procure italiane (in primis quella di Roma) sia dei dossieraggi contro i magistrati che avevano causato guai giudiziari a Palamara. ….

Su Pignatone gli ho detto pure: “Ma che sta a dì oh…ma che cazzo sta a dì?”…ma lui…ma che il fratello di Pignatone prende i soldi da lui (Amara, ndr) questo non lo sconvolge fammi capì? Si preoccupa solo di me lui…ma che cacchio di ragionamento è?»

«Ma il fratello di Pignatone pigliava i soldi da Amara?»»

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Bene.

Queste sono le persone alle quali il Contribuente versa mediamente 142,554 euro all’anno.


I magistrati sono la categoria più pagata della Pa

Nel 2014 con le indennità il loro stipendio arrivava a 142.554 euro. Molto più di quanto risulta all’Inps “Indennità fisse e accessorie”: è questa la voce che fa lievitare lo stipendio dei magistrati. La differenza tra le cifre comunicate puntualmente dall’Inps e la busta paga reale, ricostruibile attraverso i dati della Ragioneria Generale dello Stato, è notevole.

Lo stipendio dei magistrati

Nel 2016 all’Istituto nazionale di previdenza risultava che la retribuzione media di un magistrato fosse pari a poco più di 125mila euro lordi l’anno. Questo già li rendeva la categoria più ricca di tutta la pubblica amministrazione: anche più dei diplomatici, dei prefetti e dei dipendenti della presidenza del Consiglio. Ma la vera sorpresa arriva andando a guardare i numeri contenuti nell’annuario statistico del dipartimento del Mef. È lì che risulta che proprio grazie all’aggiunta delle indennità di cui sopra lo stipendio medio di un giudice o di un pubblico ministero raggiungesse i 142.554 euro l’anno (dati aggiornati al 2014, gli ultimi disponibili). Per fare un confronto, si tratta di quasi cinque volte la paga media di un professore, tre volte e mezza quella di un ricercatore e tre volte quella di un docente universitario.

Aggirato il blocco degli aumenti

Il meccanismo delle “indennità” ha permesso un vantaggio per nulla trascurabile: ha consentito infatti alle buste paga dei togati di crescere nonostante il blocco degli aumenti del pubblico impiego, durato dal 2008 al 2018. Dunque, mentre la parte fissa della retribuzione veniva mantenuta sostanzialmente stabile, nulla ha impedito alla quota variabile di aumentare. Risultato: negli ultimi anni lo stipendio complessivo dei magistrati è passato dai 120.161 euro del 2007 ai 142.554 del 2014.

L’incremento maggiore? In piena austerity

I dati del ministero dell’Economia permettono anche di osservare l’andamento della retribuzione del settore negli ultimi anni. Come mostra il grafico in alto, l’anno in cui l’incremento della quota variabile dello stipendio è stato maggiore è stato il 2012, all’epoca del governo Monti: dai 131.295 euro dell’anno precedente si è passati a 141.675 euro da spalmare sui 12 mesi. E così, proprio nell’anno in cui l’esecutivo tecnico chiamato a tirare fuori l’Italia dalla crisi reintroduceva l’Imu sulla prima casa e aumentava l’età pensionabile, la paga di giudici e pm cresceva di 833 euro al mese.

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