Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Consiglio Europeo boccia 21 – 7 la proposta Juncker sul 5G.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-06.

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I tempi  che cambiano alla velocità della luce.

Il Consiglio Europeo, con votazione 21 contro 7, ha bocciato la “Delegated regulation” proposta dal presidente Juncker.

Un poderoso calcio nella protoneovagina: Mr Juncker ha persino interrotto di bere per qualche minuti primo.

I cinque anni della sua presidenza ci hanno insegnato che nulla è sufficientemente sordido per quell’essere.

«L’Italia, in sede di Consiglio Europeo, ha votato contro la proposta della commissione Ue in relazione alla “Delegated regulation” sui sistemi di trasporto intelligenti, un regolamento che propone il wi-fi come standard privilegiato per l’utilizzo di alcune frequenze potenzialmente sfruttabili nell’immediato futuro anche dal 5G»

«La proposta non è passata …. essendo stata respinta dalla maggioranza qualificata rinforzata di 21 Paesi, tra cui l’Italia»

«L’approccio della Commissione non garantisce, infatti, la dovuta neutralità tecnologica rispetto all’esigenza di mettere a punto infrastrutture digitali integrate a livello europeo”»

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La “Delegated regulation” era stata congegnata apposta da poter permettere di erogare fondi comunitari agli amici degli amici di Mr Juncker.


Aska. 2019-07-04. Ue, Italia vota “no” a proposta su wi-fi per trasporti con 5G

L’Italia, in sede di Consiglio Europeo, ha votato contro la proposta della commissione Ue in relazione alla “Delegated regulation” sui sistemi di trasporto intelligenti, un regolamento che propone il wi-fi come standard privilegiato per l’utilizzo di alcune frequenze potenzialmente sfruttabili nell’immediato futuro anche dal 5G. Lo ha reso noto il ministero dei trasporti.

“La proposta non è passata – sottolinea il ministero guidato da Danilo Toninelli – essendo stata respinta dalla maggioranza qualificata rinforzata di 21 Paesi, tra cui l’Italia. L’approccio della Commissione non garantisce, infatti, la dovuta neutralità tecnologica rispetto all’esigenza di mettere a punto infrastrutture digitali integrate a livello europeo”.

Il ministero ha “come obiettivo primario la promozione della qualità e la salvaguardia della sicurezza dei trasporti. Tuttavia, non potendosi modificare la proposta dell’esecutivo Ue, che non è emendabile, in particolare l’articolo 33 e la clausola di compatibilità a posteriori, l’Italia ha scelto di votare contro il vincolo tecnologico che conduce a una soluzione le cui prospettive di mercato sono peraltro ancora labili e lontane e che comunque non garantisce la possibilità di sfruttare appieno tutte le potenzialità del 5G”.