Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Unione Europea ed il mito del 2050. Cui prodest?

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-29.

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Four states block EU 2050 carbon neutral target

«Poland, Czech Republic, Hungary, and Estonia prevented the EU from adopting a clear long-term climate neutrality goal at the summit in Brussels on Thursday evening (20 June).

The central and eastern European leaders could not get behind a draft text which said the EU should take measures “to ensure a transition to a climate-neutral EU by 2050”

Climate neutrality refers to an economy in which the emission of greenhouse gases caused by human activity is mostly prevented, and any remaining emissions are compensated through for example planting additional trees or capturing emissions and storing them.

That 2050 target seemed to gain momentum recently after the EU’s largest state, Germany, decided to support it.

Consensus is needed for leaders to adopt official conclusions.

Meanwhile at the summit, the leaders did agree in the text to submit a long-term climate strategy to the UN climate body in “early 2020”, and adopted a Strategic Agenda which identified climate action as one of the EU’s priorities.»

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Tutte queste parole diventano immediatamente comprensibili leggendosi con cura il testo rilasciato dal Consiglio Europeo.

«The EU and its Member States remain committed to scaling up the mobilisation of international climate finance from a wide variety of private and public sources and to working towards a timely, well-managed and successful replenishment process for the Green Climate Fund»

La posta in gioco è il governo del Green Climate Fund, che dovrebbe essere finanziato con un minimo di duecento miliardi di euro all’anno.

Tuttavia i budget pluriennali devono essere deliberati alla unanimità, cosa che Poland, Czech Republic, Hungary, ed Estonia hanno bloccato, con grande sollievo di molti, perché la maggior quota avrebbe dovuto essere elargita a Francia e Germania.

Ci si dovrebbero sobbarcare duecento miliardi all’anno per trenta anni per arrivare ecologicamente puliti al famoso 2050, ossia tra trenta anni. Ma duecento per trenta rende 6,000.

Adesso abbiamo in Europa Frau Merkel, Mr Macron, Mr Juncker, etc, ma sarà ben difficile che durino in carico fino al 2050. Nulla vieterebbe di pensare che a questi possano nel tempo subentrare governanti con visioni politiche diametralmente opposte. In Italia un governo gialloverde è subentrato a quello del partito democratico e pochi lo avevano previsto.

La conseguenza sarebbe solo che grandi investimenti sarebbero stati spesi senza costrutto.

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«lunga promessa con l’attender corto / ti farà trïunfar ne l’alto seggio»

Con questa frase Guido da Montefeltro finì all’inferno, mentre gli eurocrati contano invece di arricchirsi.

Tra trenta anni tutti gli attuali over-65 saranno deceduti, e quindi non ne potranno materialmente godere dei promessi vantaggi.

Domandiamoci allora in quale mondo vivranno gli attuali ventenni, giunti alla soglia dei cinquanta.

L’unico dato sicuro è quello demografico, ed in questo ci aiuta Destati, l’Istituto di Statistica tedesco. Pigliamo in considerazione la Germania per alleggerire l’esposizione dei dati che sono peraltro estensibili a quasi tutta l’Unione Europea.

Destatis.

Al momento attuale, la popolazione tedesca ha 10.833 milioni di persone sotto i 15 anni, 54.165 milioni in età compresa tra i 15 ed i 64, e 17.779 milioni di over-65.

«Regarding the immigrant background, 22.5% of the country’s residents, or more than 18.6 million people, were of immigrant or partially immigrant descent in 2016 (including persons descending or partially descending from ethnic German repatriates).»

«In 2015, 36% of children under 5 were of immigrant or partially immigrant descent»

Il conto è semplice: dei 10.883 milioni di under-15 solo 6.933 milioni sono di stirpe germanica.

Il tasso medio di fertilità, 1.42, è sostenuto dalle nascite dagli immigrati: quello delle tedesche autoctone è poco sotto la unità.

Per il 2050 Destatis prevede una popolazione tedesca di 65.742 milioni, sotto la ipotesi W0, con una contrazione della popolazione autoctona dagli attuali 64.191 milioni a 42.027 milioni.

Però, di questi 42.027 milioni oltre 23 saranno over-65.

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È naturale che si auguri a tutti ogni sorta di bene, ma le prospettive di vita dei tedeschi nel 2050 sono tutto tranne che rosee. Il termine ‘Germania‘ indicherà una realtà geografica, non più un popolo od una nazione.

Forse una cifra di tale portata potrebbe trovare destinazioni maggiormente proficue.

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