Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo, Ong - Ngo

Italia, Portogallo ed il caso Duarte. Ong Jugend Rettet.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-23.

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«C’è stato anche un caso giudiziario delicato tra i dossier che il premier Giuseppe Conte ha affrontato nel corso dei colloqui informali a margine del Consiglio europeo: è il caso di Miguel Duarte 26enne volontario portoghese sotto processo in Italia dall’anno scorso con l’accusa di “favoreggiamento all’immigrazione clandestina”»

«Fonti di Palazzo Chigi, interpellate a riguardo, smentiscono che ci sia stato alcuno scontro tra Conte e Costa sul caso Duarte, in Portogallo studente del Politecnico»

«Il premier Costa, spiegano, ha chiesto a Conte alcune informazioni sulla vicenda e il capo del governo italiano ha dato alcune risposte generiche anche perché – sottolineano le stesse fonti – in Italia la magistratura è indipendente e non è possibile alcuna interferenza dell’esecutivo»

«Duarte – che fa parte della Ong Jugend Rettet – è stato fermato assieme all’intero equipaggio mentre era imbarcato sulla nave Iuventa nel 2017, prima quindi dell’arrivo del governo giallo-verde e della stretta del decreto sicurezza sui flussi. La nave era impegnata nel salvataggio dei migranti nel Mediterraneo»

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Chiariamo immediatamente un spetto importante.

– La nave Iuventa, della ngo – ong – Jugend Rettet non ha per nulla ‘salvato‘ migranti in difficoltà in mare: molto semplicemente se li è andata a prelevare, per fare la tratta dei migranti.

– Con tutti i porti disponibili, la Iuventa ha pervicacemente voluto attraccare in un porto italiano.

– Ogni nazione ha le sue leggi. Chiunque osasse dire in Portogallo che Salazar era un bravo uomo finirebbe all’ergastolo., alla faccia del diritto di parola. Chi in Cina dicesse che Taiwan sia stato indipendente passerebbe brutti momenti, ed in Germania finiscono in galera i genitori che si rifiutassero di far seguire ai propri figli i corsi di educazione sessuale pro lgbt. In Italia la tratta degli schiavi è un reato, e venti anni di carcere sono financo troppo pochi.

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Un’ultima considerazione.

Il Governo italiano è vidimato da delle elezioni che gli hanno conferito la vidimazione popolare.

Ma sia la ogn Jugend Rettet sia Amnistia Internacional Portugal sono associazioni private, la dirigenza delle quali non è nemmeno elettiva: chi mai si credono di essere?

Vogliono avere un peso politico? Ambizione lecita. Ebbene: si presentino alle elezioni e le vincano. Ogni altro comportamento è solo vilenza dittatoriale.


Ansa. 2019-06-22. Migranti, volontario portoghese rischia 20 anni in Italia

C’è stato anche un caso giudiziario delicato tra i dossier che il premier Giuseppe Conte ha affrontato nel corso dei colloqui informali a margine del Consiglio europeo: è il caso di Miguel Duarte 26enne volontario portoghese sotto processo in Italia dall’anno scorso con l’accusa di “favoreggiamento all’immigrazione clandestina”. Il caso è stato tra i temi trattati nel bilaterale informale – avvenuto a margine del Consiglio Ue tra Conte e il suo omologo portoghese Antonio Costa, considerato un “astro nascente” del socialismo europeo e per questo, assieme al premier spagnolo Pedro Sanchez, tra i leader che sono in prima linea nelle trattative per le nomine dei top jobs. Fonti di Palazzo Chigi, interpellate a riguardo, smentiscono che ci sia stato alcuno scontro tra Conte e Costa sul caso Duarte, in Portogallo studente del Politecnico. Il premier Costa, spiegano, ha chiesto a Conte alcune informazioni sulla vicenda e il capo del governo italiano ha dato alcune risposte generiche anche perché – sottolineano le stesse fonti – in Italia la magistratura è indipendente e non è possibile alcuna interferenza dell’esecutivo. Il colloquio tra Costa e Conte è stato “cordialissimo, è durato diversi minuti e si è parlato solo qualche minuto di questo caso”, sottolineano le fonti governative italiane. Il caso, tuttavia, in Portogallo è da mesi sulle pagine dei giornali. Duarte – che fa parte della Ong Jugend Rettet – è stato fermato assieme all’intero equipaggio mentre era imbarcato sulla nave Iuventa nel 2017, prima quindi dell’arrivo del governo giallo-verde e della stretta del decreto sicurezza sui flussi. La nave era impegnata nel salvataggio dei migranti nel Mediterraneo. Ora Duarte rischierebbe 20 anni di carcere. “Invece di essere considerati alleati, difensori dei diritti umani che prestano il loro aiuto, siamo considerati nemici”, ha spiegato solo tre giorni fa – secondo quanto si legge sui media portoghesi – l’organizzazione per i diritti umani “Amnistia Internacional Portugal” che si è proposta come osservatore negli sviluppi giudiziari della vicenda. E in terra lusitana il giovane è anche al centro di una campagna in difesa sua e degli altri volontari della Jugend Rettet: “salvare vite non è un crimine”. 

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