Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Giustizia

Csm e Magistrati. Terrorizzati stanno spiattellando (quasi) tutto.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-19

Letamaio 001

Ci sono letamai utili alla agricoltura e letamai tossici per la nazione.


«Il Procuratore generale della Cassazione, dott Riccardo Fuzio, ha chiesto la sospensione dalle funzioni e dallo stipendio di Luca Palamara, l’ex presidente della Associazione nazionale dei Magistrati, indagato, per il reato di corruzione, a Perugia»

Il motto ‘la legge è eguale per tutti’ è una immensa ipocrisia.

I tribunali, e quindi i giudici ci sono per condannare i miseri e gli avversari politici, mentre assolvono sodali, amici, e quanti sia loro ordinato di assolvere. Formano, non tutti, qualcuno di onesto ci sarà pur bene, una associazione per delinquere di stampo mafioso.

Ma chi mai sarà questo giudice Riccardo Fuzio, Procuratore generale della Cassazione?

«Nelle carte l’sms al magistrato. Atti al ministro e al Consiglio superiore ma il procuratore generale dovrà astenersi. A fine maggio è stato registrato un incontro tra i due magistrati ora al vaglio del Csm»

««Digli di non fare niente e quando torno lo chiamo». È questo il messaggio che a metà maggio il procuratore generale della Cassazione, Riccardo Fuzio, avrebbe fatto arrivare al magistrato Luca Palamara dopo aver saputo che era stato indagato a Perugia per corruzione»

«A dirlo — in una conversazione intercettata — è il consigliere del Csm Luigi Spina, finito sotto inchiesta per aver rivelato allo stesso Palamara che l’organo di autogoverno aveva ricevuto comunicazione della sua iscrizione nel registro degli indagati, fornendo dettagli sulle prove a suo carico»

«Il 27 maggio è stato registrato un incontro tra Fuzio e Palamara per parlare proprio di quanto stava accadendo»

«La trascrizione del colloquio è ora all’esame dell’ufficio di presidenza del Csm e del ministro della Giustizia per l’eventuale avvio dell’azione disciplinare»

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E, se la legge fosse davvero eguale per tutti, quell’allegra combriccola avrebbe dovuto da tempo essere agli arresti in cella di isolamento, per non dar loro modo di inquinare le prove. Oppure messi in cella con un drogato in crisi di astinenza.

Così invece un club di collusi giudicherà con benigna clemenza i propri affiliati che ‘hanno avuto un incidente di percorso‘.

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Ma questo è solo l’aspetto folkloristico.

«Da parte sua, Roberto Fico, Presidente della Camera, M5S, della corrente dei “puri e duri”, non ha, sinora, dato alcuna indicazione agli uffici di Montecitorio sullo stop della corresponsione del maxi-stipendio al deputato renziano, Luca Lotti. Il parlamentare toscano non ha dato ai cittadini una bella immagine della Camera, attovagliandosi, nottetempo, per decidere sui nuovi Capi di alcune Procure, con la toga calabrese».

Già.

Dei mandanti non si sussurra nulla.

Il Presidente della Camera Roberto Fico, che se la sta dando da grillino nudo e puro, non ha preso nessuno provvedimento nei confronti dell’on Lotti, che se la spassa beato.

Orbene, Mr Fico mette chiaramente in evidenza di quale tempra sia i grillini.

Pronti a gridare alla rovina della democrazia per uno scontrino dimenticato, è poi zitti, magari anche con il muso nella greppia, quando si parla di faccende come questa. Ma vi ricordate, amici miei, che la Consip altro non è che la Concessionaria Servizi Informativi Pubblici e gestisce il sistema degli approvvigionamenti dello Stato? Un giro stratosferico di oltre quindici miliardi l’anno, a beneficio dello stato e dei pochi intimi amici.

Sta succedendo in Italia quello che era successo in Polonia, Ungheria e Romania, nazioni che cercarono di sbarazzarsi dei giudici di sinistra corrotti marci, incorrendo immediatamente nelle ire dell’Unione Europa,che tanto tutela i giudici liberal.


Palamara, stipendione sospeso. Perchè Fico continua a sganciarlo a Lotti?

Il Procuratore generale della Cassazione, don Riccardo Fuzio, ha chiesto la sospensione dalle funzioni e dallo stipendio di Luca Palamara

Il Procuratore generale della Cassazione, don Riccardo Fuzio, ha chiesto la sospensione dalle funzioni e dallo stipendio di Luca Palamara, l’ex presidente della Associazione nazionale dei Magistrati, indagato, per il reato di corruzione, a Perugia.

Da parte sua, Roberto Fico, Presidente della Camera, M5S, della corrente dei “puri e duri”, non ha, sinora, dato alcuna indicazione agli uffici di Montecitorio sullo stop della corresponsione del maxi-stipendio al deputato renziano, Luca Lotti. Il parlamentare toscano non ha dato ai cittadini una bella immagine della Camera, attovagliandosi, nottetempo, per decidere sui nuovi Capi di alcune Procure, con la toga calabrese, che non era stimata (eufemismo) dal compianto ex Capo dello Stato ed ex Presidente del CSM, Francesco Cossiga (1928-2010).

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«Digli che quando torno lo chiamo» Così Fuzio rassicurò Palamara

Nelle carte l’sms al magistrato. Atti al ministro e al Consiglio superiore ma il procuratore generale dovrà astenersi. A fine maggio è stato registrato un incontro tra i due magistrati ora al vaglio del Csm.

«Digli di non fare niente e quando torno lo chiamo». È questo il messaggio che a metà maggio il procuratore generale della Cassazione, Riccardo Fuzio, avrebbe fatto arrivare al magistrato Luca Palamara dopo aver saputo che era stato indagato a Perugia per corruzione. A dirlo — in una conversazione intercettata — è il consigliere del Csm Luigi Spina, finito sotto inchiesta per aver rivelato allo stesso Palamara che l’organo di autogoverno aveva ricevuto comunicazione della sua iscrizione nel registro degli indagati, fornendo dettagli sulle prove a suo carico.

Gli atti trasmessi

Il 27 maggio è stato registrato un incontro tra Fuzio e Palamara per parlare proprio di quanto stava accadendo. La trascrizione del colloquio è ora all’esame dell’ufficio di presidenza del Csm e del ministro della Giustizia per l’eventuale avvio dell’azione disciplinare. Su tutti i nuovi atti, arrivati dalla Procura di Perugia che conduce l’inchiesta su Palamara, si pone però un problema di incompatibilità, perché Fuzio è uno dei tre componenti del vertice del Csm e appare scontato che dovrà astenersi, lasciando ogni scelta al vicepresidente David Ermini e al primo presidente della Suprema Corte Giovanni Mammone.

Un nuovo caso si apre dunque nella vicenda che sta scuotendo la magistratura, per gli incontri tra i consiglieri dell’organo di autogoverno e i due parlamentari del Pd — Cosimo Ferri e Luca Lotti, imputato a Roma per la vicenda Consip — per decidere il nuovo procuratore della Capitale e gli altri capi degli uffici giudiziari ritenuti strategici dal gruppo per controllare le inchieste più importanti e quelle che li coinvolgevano direttamente.

«Mi sono messaggiato»

Le notte del 16 maggio Spina rivela a Palamara l’avvio della pratica. Il pubblico ministero si altera, chiede conto di quello che sta accadendo al Csm su quel fascicolo. Chiede «che c… ha fatto Riccardo?». Spina lo informa che «Riccardo è all’estero». Gli inquirenti sono sicuri che stiano parlando di Fuzio. Svolgono verifiche e accertano che in quei giorni il procuratore generale è effettivamente lontano dall’Italia per una missione istituzionale. In ogni caso il resto della conversazione fornisce la certezza che stiano parlando di lui.

Palamara: «Riccardo che ha detto?».

Spina: «Riccardo è all’estero… mi sono messaggiato».

Palamara: «Ah e tu hai detto a Riccardo… hai detto di non fare niente».

Spina: «Mi sono messaggiato».

Palamara: «E che ha detto?».

Spina: «Ha detto a te non fa… “digli di non fare niente e quando torno lo chiamo”… questo mi ha scritto».

Palamara: «No io non faccio proprio niente».

Spina: «Riccardo evidentemente… sarà arrivata al consiglio… oggi sarà arrivata pure a lui».

Il faccia a faccia

Qualche giorno dopo Fuzio rientra a Roma ed evidentemente ha un contatto con Palamara. Il 27 maggio si incontrano nel suo ufficio e parlano dell’indagine. Il pubblico ministero vorrebbe saperne di più. Tre giorni dopo l’inchiesta viene svelata con un’operazione eseguita dalla Guardia di Finanza che perquisisce la casa e l’ufficio di Palamara, mentre notifica a Spina un invito a comparire per rivelazione di segreto e favoreggiamento. Si scopre che proprio il magistrato ha messo intorno allo stesso tavolo politici e magistrati per la spartizione delle poltrone. Il Csm viene travolto, quattro consiglieri si dimettono, uno si autosospende. Fuzio avvia nei confronti di tutti l’azione disciplinare. Adesso saranno altri a dover decidere eventuali iniziative nei suoi confronti.

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