Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Italia. Prospezioni con il Rosatellum. Cdx a 416/630 deputati.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-14.

I sondaggi elettorali nazionali forniscono risultati espressi in termini percentuali.

Questi risultati sono sicuramente di interesse, ma sono anche alquanto ingannatori.

La legge elettorale, il Rosatellum, è infatti un misto di votazioni nei collegi e riparto proporzionale: di conseguenza il mero dato percentuale non fornisce indicazioni sul numero di seggi conseguibile.

* * * * * * *

Il Rosatellum ha la seguente caratteristica:

L’impianto della legge è identico a meno di dettagli alla Camera e al Senato e si configura come un sistema elettorale misto a separazione completa.

Per entrambe le camere:

– il 37% dei seggi (232 alla Camera e 116 al Senato) è assegnato con un sistema maggioritario a turno unico in altrettanti collegi uninominali: in ciascun collegio è eletto il candidato più votato, secondo un sistema noto come first-past-the-post;

– il 61% dei seggi (rispettivamente 386 e 193) sono ripartiti proporzionalmente tra le coalizioni e le singole liste che abbiano superato le previste soglie di sbarramento nazionali; il riparto dei seggi è effettuato a livello nazionale per la Camera e a livello regionale per il Senato; a tale scopo sono istituiti collegi plurinominali nei quali le liste si presentano sotto forma di listini bloccati di candidati;

– il 2% dei seggi (12 deputati e 6 senatori) è destinato al voto degli italiani residenti all’estero e viene assegnato con un sistema proporzionale.

– Vi sono infine soglie di sbarramento.

* * * * * * *

2019-06-09__Rosatellum__001

2019-06-09__Rosatellum__002

Alla Camera, una coalizione di centrodestra otterrebbe 418 / 630 seggi, ossia una maggioranza di 109 deputati.

Al Senato invece, una coalizione di centrodestra otterrebbe 208 / 316 seggi, ossia una maggioranza di 47 senatori.

*

Questi risultati sono di grande interesse, anche per un risvolto sostanziale.

L’art 138 della Costituzione recita :

«Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.

Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata se non e` approvata dalla maggioranza dei voti validi.

Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.»

Orbene, essendo la camera composta da 630 membri, i 2/3 corrispondono a 420 seggi, mentre per il senato i 2/3 corrispondono a 210 senatori.

Se il centrodestra aumentasse anche solo di pochissimo il consenso popolare, potrebbe varare leggi di riforma della costituzione senza nemmeno dover sottoporre il teso al referendum.

Annunci