Pubblicato in: Cina, Commercio, Devoluzione socialismo, Logistica

Cina ed Italia. Accordo commerciale Genova – Shenzhen. Via della Seta.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-08.

Genova 001

Ci premettiamo di ricordare come la sigla ‘TEU’ designi la twenty (feet) equivalent unit, che nei trasporti navali indica il container da 20×12×8 piedi e, anche, la capacità di trasporto di una nave portacontainer (sono state costruite grandi navi che contengono più di 4000 TEU.).

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«Il legame tra il porto di Genova e il porto cinese di Shenzhen, uno dei principali scali della Repubblica Popolare, situato nell’omonima municipalità, che da sola nel 2018 ha generato un Pil di 352 miliardi di dollari, è già saldo, ma presto verrà formalizzato con un ‘accordo di amicizia’»

«I cinesi, come testimonia l’accordo che abbiamo siglato di recente con Cccc, sono interessati a collaborare nei grandi investimenti infrastrutturali che dobbiamo fare nel nostro porto, dalla diga ai raccordi ferroviari, anche per consentire poi ai loro operatori logistici, come il gruppo Cosco, di portare più merce nei nostri scali»

«la Cina pesa per il 4% sull’interscambio via mare italiano …. il Far East nel suo complesso pesa per il 30% dell’interscambio complessivo del porto di Genova»

«Il nostro porto, che nel 2018 ha movimentato in totale oltre 25 milioni di TEUs, è toccato da 223 rotte internazionali di trasporto container, 7 delle quali collegano direttamente Genova….. L’interscambio tra i due porti lo scorso anno è stato di 110.000 TEUs, mentre nel periodo gennaio-aprile 2019 è stato pari a 36.000 TEUs»

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Un porto non consiste solo nello scalo propriamente detto: le merci scaricate in banchina devono avere la possibilità di essere mobilizzate in modo rapido e sicuro verso le destinazioni alle quali sono dirette.

Nello scorso anno 2018 il porto di Genova ha mobilizzato 110,000 container: a questi fanno da corrispettivo altrettanti vagoni ferroviari. Tenendo conto che un convoglio ferroviario merci trascina mediamente una ventina di vagoni, sono circa 5,000 convogli l’anno, una quindicina al giorno.

Aumentare il traffico merci del porto di Genova implica però la messa in funzione di una serie di opere infrastrutturali, in carenza delle quali le merci resterebbero sulle calate.

Se il terzo valico è opera indispensabile per passare la catena montuosa dell’Appennino, dovrebbe essere semplicemente evidente l’importanza di disporre di valichi alpini funzionali alle nuove esigenze. Frejus, Gottardo e Brennero al momento attuale sono insufficienti, così come la rete autostradale: Serenissima ed Autobrennero dovrebbero essere raddoppiate, per non parlare poi della impellente necessità della gronda.

Non ci si dimentichi che a poche centinaia di miglia da Genova c’è il porto di Marsiglia, già servito da linee Tav merci: né ci si illuda che i marsigliesi ed i francesi stiano a guardare ciò che stia facendo Genova ed il Governo italiano.


Ansa. 2019-06-01. Via della Seta: nuovo accordo tra i porti di Genova e Shenzhen

 Il legame tra il porto di Genova e il porto cinese di Shenzhen, uno dei principali scali della Repubblica Popolare, situato nell’omonima municipalità, che da sola nel 2018 ha generato un Pil di 352 miliardi di dollari, è già saldo, ma presto verrà formalizzato con un ‘accordo di amicizia’ che sarà firmato dai rappresentanti delle rispettive authority in occasione della fiera internazionale Transport Logistics di Monaco, in programma nella città tedesca dal 4 al 7 giugno prossimi.

“L’obbiettivo è di rafforzare ulteriormente i rapporti commerciali, incrementando i traffici e riequilibrando anche i flussi tra import ed export” ha spiegato il presidente dell’ Autorità portuale del Mar Ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini durante la conferenza sulla promozione del porto di Shenzhen in Italia, organizzata a Genova dai rappresentanti della municipalità cinese.

“I cinesi, come testimonia l’accordo che abbiamo siglato di recente con Cccc, sono interessati a collaborare nei grandi investimenti infrastrutturali che dobbiamo fare nel nostro porto, dalla diga ai raccordi ferroviari, anche per consentire poi ai loro operatori logistici, come il gruppo Cosco, di portare più merce nei nostri scali” ha aggiunto Signorini, ricordando poi che già oggi “la Cina pesa per il 4% sull’interscambio via mare italiano” e che “il Far East nel suo complesso pesa per il 30% dell’interscambio complessivo del porto di Genova”.

Di questo traffico, una parte non indifferente è relativa proprio al porto di Shenzhen, come evidenziano i numeri forniti durante la conferenza da Lou Heru, vicedirettore della commissione trasporti delle municipalità di Shenzhen: “Il nostro porto, che nel 2018 ha movimentato in totale oltre 25 milioni di TEUs, è toccato da 223 rotte internazionali di trasporto container, 7 delle quali collegano direttamente Genova.

L’interscambio tra i due porti lo scorso anno è stato di 110.000 TEUs, mentre nel periodo gennaio-aprile 2019 è stato pari a 36.000 TEUs”.

Esiste quindi una forte collaborazione, che secondo Heru “potrà crescere ancora, anche grazie all’accordo di amicizia che verrà firmato tra il porto di Genova e il porto di Shenzhen al prossimo Trasnport Logistic di Monaco”.