Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo, Senza categoria

Csm, Palamara e sodali. È solo la punta dell’iceberg.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-07.

Fossa dei Serpenti

Questo è quanto dice il Consiglio superiore della Magistratura di sé stesso.

«Consiglio Superiore della Magistratura.

Spettano al Consiglio superiore della magistratura, secondo le norme dell’ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati (Art. 105 Cost.)»

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Csm, quattro consiglieri si autosospendono. Plenum: “Serve autoriforma”

«Sono Gianlugi Morlini (corrente Unicost) e Paolo Criscuoli, Corrado Cartoni e Antonio Lepre (togati di Mi). “Clima da caccia alle streghe”, afferma Criscuoli. Al centro dell’incontro la bufera scoppiata con l’inchiesta di Perugia. Ermini: “Mai più giochi di potere”

“Basta ombre, serve un’autoriforma”. È questo il messaggio che arriva unanime dal plenum straordinario del Csm, che si è riunito per affrontare la bufera scoppiata dopo l’inchiesta di Perugia in cui sono coinvolti diversi magistrati, a partire dall’ex presidente dell’Anm Luca Palamara, indagato per corruzione. Un’indagine che si è poi allargata fino a mettere in luce dinamiche sospette sulle nomine di alcuni magistrati in diverse procure. In particolare su quella del procuratore di Roma, di cui Palamara parlava in un incontro con i deputati del Pd Cosimo Ferri e Luca Lotti (indagato dalla procura della capitale per l’inchiesta Consip) cui avrebbero partecipato anche alcuni consiglieri. Nelle scorse ore i membri del Consiglio superiore di magistratura che si sono autosospesi sono quattro: prima i togati di Magistratura indipendente Corrado Cartoni e Antonio Lepre, poi il presidente della Commissione Direttivi Gianlugi Morlini (corrente Unicost) e il consigliere Paolo Criscuoli (togato di Magistratura Indipendente).»

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Il Csm è composto da 27 membri,24 dei quali sono eletti: sedici dai magistrati ordinari ed otto dal parlamento

Orbene, oltre Palamara, altri quattro componenti si sono ‘autosospesi’.

E questi personaggi si sono autosospesi per il fattaccio brutto della nomina di un alto magistrato. Di uno solo.

Ma il Csm decreta numerose nomine ad ogni seduta che tiene. Se fossero, cosa che non sono, persone oneste, dovrebbero ingiungere una approfondita verifica su tutte le nomine fatte almeno negli ultimi dieci anni. Non lo faranno mai? Allora sarebbe segno evidente che il caso Palamara era la norma, non la eccezione.

‘Autosospensione’?

Ma non pigliamoci in giro. Era il Csm che avrebbe dovuto sospendere di ufficio tutti i magistrati sospettati. Ma, forse, licenziarli in attesa di giudizio sarebbe stato atto dovuto.

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Mr Luca Lotti non è più parlamentare.

Ma l’on Cosimo Ferri?

«Cosimo Maria Ferri (Pontremoli, 17 aprile 1971) è un magistrato e politico italiano, sottosegretario di stato alla giustizia nel Governo Letta, nel Governo Renzi e nel Governo Gentiloni, e dal 2018 deputato per il Partito Democratico.

Nel 2006 è eletto membro del Consiglio superiore della magistratura, avendo conseguito 553 preferenze[1], e rimane in carica fino al 2010. Nel primo anno consiliare (2006-2007) è stato designato Presidente dell’Ottava Commissione; nel quarto ed ultimo anno (2009-2010) è stato Presidente della Settima Commissione (che si occupa dell’organizzazione degli uffici giudiziari).

Al congresso del 23 gennaio 2011 di Magistratura Indipendente è stato eletto segretario generale. Giudice al tribunale di Massa, sezione penale di Carrara.

Il 28 febbraio 2012, alle elezioni per il rinnovo delle cariche nazionali dell’ANM, consegue 1199 voti di preferenza, risultando il più votato d’Italia e stabilendo un record mai registrato prima nelle elezioni nazionali riservate ai magistrati

Il 4 marzo 2018 è eletto deputato alla Camera, per il Partito Democratico, nella circoscrizione Toscana.» [Fonte]

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«È la seconda volta che Cosimo Ferri, parlamentare del Partito democratico, cerca di influire sulle scelte del Consiglio superiore della magistratura. Dopo il caso del presunto «centro di potere» che avrebbe tentato di veicolare le nomine al Csm, a luglio 2014, mentre era sottosegretario alla Giustizia, invia un sms ad alcuni magistrati per indirizzare il voto per l’elezione dei togati del Consiglio. Un affare finito anche all’attenzione dell’allora ministro della Giustizia Andrea Orlando. Oggi come allora Ferri si ritrova invischiato in fatti di nomine.» [Fonte]

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Già: ma cosa sta facendo il nostro parlamento? Se l’on Ferri si fosse chiamato Siri ed avesse militato nella Lega lo avrebbero decapitato. Sbattuto fuori dal parlamento a pedate, con dietro folle di grillini urlanti e maledicenti.

Ma si chiama Ferri e milita nel partito democratico.

Quindi nemmeno una tiratina alle orecchie.

Nemmeno una commissione parlamentare di inchiesta, che indaghi e giudichi giudici e parlamentari.

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Non ci commuovono le parole di Grasso: proprio per nulla.

A voler essere benevoli il Csm è un’associazione per delinquere di stampo mafioso.

I magistrati dovrebbero essere eletti, e per brevi lassi di tempo.


Ansa. 2019-06-06. Bufera sulle Procure, ‘incontri in hotel per decidere le nomine’

Gdf: ‘summit di Palamara con Ferri, Lotti e 5 toghe’. Anm: ‘Dimissioni’

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Incontri notturni in albergo per decidere le nomine degli uffici giudiziari di Roma, Perugia e Brescia. E’ quanto ricostruisce un’informativa della GdF nell’inchiesta sulle Procure in cui è indagato per corruzione Luca Palamara. Con l’ex presidente dell’Anm avrebbero partecipato i parlamentari del Pd Lotti e Ferri, i consiglieri del Csm Spina (che si è dimesso), Cartoni, Lepre, Criscuoli e Morlini (autosospesi).

Per il presidente dell’Anm Grasso, ‘è uno dei più gravi momenti di crisi della magistratura della storia repubblicana e l’autosospensione non basta: ‘Chi avesse davvero partecipato a un tale sviamento di funzioni, dovrebbe seriamente pensare alle dimissioni’.

Secondo i giornali che hanno reso nota l’informativa, ‘Palamara avrebbe trascinato nelle trattative anche il presidente della Lazio Lotito: è suo amico, promette e dà biglietti per le partite’.

“Nessuno si permetta di dire una volta di più che io minimizzo. Sono giorni che mi riscopro colto da una rabbia nera che mi incupisce, che oscura ai miei occhi la luce di giornate altrimenti luminose”:  così il presidente dell’Anm Pasquale Grasso ha risposto alle critiche che gli sono state mosse anche dall’interno del sindacato delle toghe. Si è trattato di un intervento articolato concluso da un lungo applauso, il che sembra sventare il rischio di una crisi della giunta.

Non concorreranno a uffici direttivi o semi direttivi prima che sia trascorso un anno dall’uscita del Csm: è l’ impegno assunto da tutti i consiglieri togati di Palazzo dei marescialli “in un’ottica di responsabilità e con l’intenzione di contribuire a ristabilire un clima di fiducia” nei confronti della magistratura, sull’onda della bufera che ha investito il Consiglio superiore. In sostanza i consiglieri hanno deciso di applicare una norma che era stata abrogata nel 2018, anno in cui era stato cancellato ogni vincolo per loro.

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Messaggero. 2019-06-06. Caso Palamara, via altri due togati: Cartoni e Lepre lasciano il Csm

L’epilogo era inevitabile dopo una giornata di scontri. Magistratura Indipendente ha provato a fare quadrato attorno a Luigi Lepre e Corrado Cartoni, i due consiglieri intercettati, insieme a Luca Palamara e ai parlamentari Cosimo Ferri e Luca Lotti, mentre discutevano della nomina del procuratore di Roma. Ha parlato di ipocrisia sul mercato delle toghe, esattamente come la Camera penale. Ma la linea non ha retto. Alla fine i due magistrati hanno accettato di autosospendersi. Una mediazione.

IL VERTICE

Dopo avere letto l’informativa della procura di Perugia (atti inviati anche al Ministero e al procuratore generale della Cassazione, in vista di un’eventuale azione disciplinare) trasmessa dai magistrati che accusano Palamara di corruzione e il consigliere Luigi Spina (oramai dimissionario) di rivelazione del segreto d’ufficio e favoreggiamento, identiche ipotesi per il pm di Roma Stefano Fava, il vicepresidente David Ermini era salito al Colle. L’incontro con Sergio Mattarella è stato breve. Nessuna alternativa rispetto a una crisi che non ha precedenti: si spera in un gesto di responsabilità, Cartoni e Lepre si dimettano. Altrimenti oggi sarebbe stato il plenum, convocato ad hoc, a votare la loro estromissione dal Consiglio. La lunga riunione tra componenti laici e togati del Csm va avanti per tutto il pomeriggio, fino a tarda sera. Ermini fa in tempo ad andare al Quirinale e tornare indietro. Lo scontro, tra chi sostiene che le intercettazioni svelino una prassi e che lo scandalo sia solo una forma di ipocrisia, e chi, invece, punta il dito contro i consiglieri scoperti a confrontarsi con i parlamentari e invoca le dimissioni, è durissimo. Alla fine si raggiunge un accordo: l’autosospensione in attesa che gli atti siano pubblici.

L’ultimo confronto doveva essere il consiglio di presidenza del quale fanno parte il primo presidente della Cassazione, Giovanni Mammone, e il procuratore generale Riccardo Fuzio. Oltre a Ermini. Poi la parola al Plenum. Ma è una nota di Lepre e Cartoni, in tarda serata a chiarire che la trattativa è finita: «Pur consapevoli e certi della correttezza del nostro operato, per senso istituzionale e per evitare attacchi strumentali al Csm comunichiamo l’autosospensione dalle funzioni consiliari in attesa che sia fatta chiarezza sulla vicenda».

LA CONTA

Se nella notte non si fosse trovato un accordo sulle dimissioni di Cartoni e Lepre si sarebbe tornati alla conta. Con il rischio di un’altra rottura che delegittimasse ancora di più il Csm. La posizione dei componenti laici avrebbe assunto un peso fondamentale. Sono state ancora le correnti a dividersi, come dimostra la frattura interna all’Associazione nazionale magistrati. Con il vicepresidente Luca Poniz (Area) che ha preso le distanze dall’intervista del segretario Pasquale Grasso. Domani, in una riunione straordinaria sulla vicenda Palamara la questione sarà di nuovo oggetto di scontro. Grasso aveva invitato a un «esame di coscienza», bollando come «fisiologici» i contatti con la politica. La replica di Poniz è arrivata a stretto giro: «L’intervista di Grasso vede molti di noi su posizioni radicalmente diverse perché esclude che vi sia uno scandalo nei fatti accaduti». E ha parlato di relazioni che al contrario «fanno scandalo». Ancora più dura l’Anm milanese: le dimissioni dei consiglieri del Csm «che sono o dovessero risultare coinvolti» nell’indagine di Perugia erano state chieste «con forza» al termine di una riunione. In una nota, l’Anm milanese ha parlato di vicende di «inaudita gravità» che hanno fatto «emergere l’esistenza di una questione morale nella magistratura».

IL RINVIO

Il Plenum del Csm dovrà anche prendere atto delle dimissioni del consigliere Luigi Spina, capogruppo di Unicost, dimessosi venerdì da Palazzo dei Marescialli. Spina dovrà tornare a fare il pm a Castrovillari: ieri la Commissione ha fatto la proposta che verrà formalizzata oggi, la sostituzione nelle commissioni è avvenuta venerdì stesso. Di certo il plenum deciderà di rinviare le nomine da Roma a Torino. Se ne riparlerà in settembre. E allora è probabile che tra i candidati dei due schieramenti avversi prevalga l’ipotesi di Giuseppe Creazzo a capo dei pm di Roma.

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