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Regno Unito. I sei possibili successori della May.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-28.

Westminster Abbey

«Most bookmakers have Mr Johnson as favourite»


Race to be new UK prime minister begins

«The race to become the next Conservative Party leader has begun, following Theresa May’s announcement that she will step down next month.

The contest will not only result in a new party leader, but also in the next prime minister of the UK.

Party bosses expect a new leader to be chosen by the end of July.

Mrs May confirmed on Friday that she will resign as party leader on 7 June, but will continue as PM while the leadership contest takes place.

She agreed with chairman of the Tory backbench 1922 Committee, Sir Graham Brady, that the process to choose a new leader should begin the week after she stands down.

Four candidates have confirmed their intention to stand:

– Foreign Secretary Jeremy Hunt

– International Development Secretary Rory Stewart

– Former Foreign Secretary Boris Johnson

– Former Work and Pensions Secretary Esther McVey  ….

Most bookmakers have Mr Johnson as favourite, in front of former Brexit Secretary Dominic Raab and Mr Gove.»

*

«Most bookmakers have Mr Johnson as favourite»

Questo è uno dei segni del livello di chaos che regna nel mondo politico europeo ed inglese in modo particolare.

D’altra parte, gli allibratore londinesi si sono conquistatati una solida fama di saper fare previsioni che poi trovano riscontro nei fatti: se così non fosse, sarebbero già falliti.


Chi sono i 6 possibili successori di Theresa May

Roma, 24 mag. (askanews) – Theresa May ha annunciato oggi che si dimetterà il 7 giugno da leader dei Tory e il 10 giugno inizierà il processo di elezione del suo successore. Oggi un sondaggio YouGov pubblicato dal Times vede Boris Johnson largamente favorito alla successione tra i 125.000 membri Tory. Altri possibili candidati alla leadership conservatrice sono Michael Gove, Jeremy Hunt, Andrea Leadsom, Dominic Raab e Sajid Javid.

Fra i Brexiteer più irriducibili, BORIS JOHNSON, 54 anni, è stato uno degli artefici della vittoria della Brexit al referendum del 2016. Nomimato ministro degli Esteri, è diventato la voce di punta dell’opposizione all’accordo di divorzio dall’Ue stipulato da Theresa May prima di dimettersi il luglio scorso per difendere la sua posizione a favore di una hard Brexit. Indicato dai più come il successore di David Cameron nel 2016, era stato costretto a ritirarsi dalla corsa alla leadership dopo il “tradimento” dell’ultimo minuto di Michael Gove. L’eccentrico ex primo cittadino di Londra è popolare fra i militanti della base, ma meno fra i suoi “pari” che gli contestano le numerose gaffe e un certo dilettantismo.

MICHAEL GOVE, ministro dell’Ambiente, una cocente sconfitta alle ultime elezioni per la leadership dei Tory forse non ancora digerita, è attualmente indicato come uno dei favoriti per le sue posizioni più “accomodanti” sulla Brexit. Nel giugno 2016, Gove, allora manager della campagna per la successione di Boris Johnson a David Cameron, ritirò il suo endorsement la mattina in cui l’ex sindaco di Londra avrebbe dovuto annunciare ufficialmente la sua candidatura per gettarsi inaspettatamente nell’agone.L’euroscettico Gove risultò terzo nel primo round del voto, dietro alla vincitrice finale Theresa May e ad Andrea Leadsom. Nativo di Edimburgo, il 51enne Gove ha studiato a Oxford. Prima di diventare deputato faceva il giornalista.

Il 52enne JEREMY HUNT, attuale ministro degli Esteri, è stato un convinto Remainer al referendum del 2016 e ha sostituito Boris Johnson al Foreign Office dopo le sue dimissioni. Nel 2016 aveva deciso di non partecipare alle elezioni per la leadership, offrendo invece il suo pieno sostegno a Theresa May. Dopo il referendum Hunt ha cambiato rotta avvicinandosi al campo degli euroscettici, deluso dall’approccio “arrogante” di Bruxelles nei negoziati. Dopo sei anni al ministero della Sanità, dal 2012 al 2018, si è guadagnato la fama di un politico coraggioso, pronto alle sfide.

ANDREA LEADSOM, sconfitta da Theresa May nel round finale per la corsa a Downing Street, la ministra per le Relazioni con il Parlamento è una fervente fautrice della Brexit. Ammiratrice di Margaret Thatcher, Andrea Leadsom, 55 anni, ha lavorato 30 anni in banca alla City di Londra. Approdata alla politica, ha cominciato a farsi un nome durante la campagna per il referendum del giugno 2016, quando era sottosegretario all’Energia con appassionati interventi a vari dibattiti televisivi nel corso dei quali ha difeso con forza il ritiro del Regno Unito dall’Ue.

Nominato ministro per la Brexit nel luglio 2018, DOMINIC RAAB si era dimesso quattro mesi dopo, perché in aperto contrasto con Theresa May sull’accordo di divorzio dall’Ue stipulato dalla premier con Bruxelles, giudicandolo “cattivo per l’economia e la democrazia” britanniche. Si vede a Downing Street? “Mai dire mai”, ha risposto di recente Raab, 45 anni, euroscettico. Avvocato specializzato in diritto internazionale, è una delle figure di punta della nuova guardia dei conservatori.

Ex dipendente di una banca d’affari, figlio di un conducente di autobus pachistano, SAJID JAVID, 49 anni, è oggi un esponente influente del Partito conservatore. Nominato ad aprile 2018 alla guida del ministero dell’Interno, è riuscito a imporre il suo stile e a guadagnarsi il rispetto dei parlamentari conservatori.

Sostenitore del thatcherismo e del libero mercato, questo ex euroscettico si era pronunciato contro la Brexit al referendum del 2016.

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