Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Italia. Mappa delle regioni. Epicrisi dei fatti.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-28.

2019-05-27__Italia__011

Questa mappetta rende molto bene l’idea di quanto siano cambiati in Italia gli umori politici.

Nel 2014 tutte le regioni italiane erano con governatore e giunta di centrosinistra.

Ad oggi, dopo cinque anni, la Lega ha il controllo di tutto  il centro-nord e del centro, tranne che la regione Toscana.

Questi sono i fatti.

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Sono molte le considerazioni che sorgerebbero spontanee.

In primo luogo sembrerebbe davvero strano che di un simile mutamento degli orientamenti politici il partito democratico non ne abbia colto il messaggio. Se è vero che un uomo politico. massimamente uno statista, deve garbatamente porgere le linee guida agli Elettori, sarebbe altrettanto vero che l’uomo politico accorto debba essere un fine ascoltatore. Dote questa di cui gli esponenti del partito democratico non brillano.

In secondo luogo, il ridimensionamento del M5S può essere letto sotto molte chiavi interpretative, ma la discrepanza tra ideali irrealizzabili e la coriacea realtà non dovrebbe mai essere persa di vista. Esattamente come si dovrebbe promettere solo ciò che poi si possa mantenere. Esattamente come non è sostenibile nel tempo l’essersi presentati come il partito dei ‘No’. L’Italia si era ribellata proprio all’immobilismo, alla cristallizzazione.

In terzo luogo, o la formazione politica riesce ad ottenere la maggioranza assoluta con cui poter governare, oppure non ha altra scelta che stringere alleanze. Ma nel formare una coalizione, tutte le parti devono cedere qualcosa per ottenere almeno parzialmente la soddisfazione di almeno alcuni dei punti programmatici. Ma i patti che si fanno devono essere mantenuti: il programma concordato è quello della coalizione, non più quello di un partito. M5S ha ritenuto opportuno correre da solo, ed ha preso una severa lezione di quanto ciò sia controproducente.

In quarto luogo, la gente è sempre più stanca delle parole: vorrebbe vedere i fatti. Ma se non li vedesse, ebbene, cambierebbe immediatamente voto. La saga del voto ereditario è finita.

In quinto luogo, stiamo assistendo ad una cesura sempre più evidente tra la base degli iscritti ai partiti e l’Elettorato cui il partito si rivolge. Ma base partitica ed Elettorato non sono sinonimi. Tra gli iscritti vi sono molti visionari, degli esagitati che, urlando a voce più alta di tutti gli altri, indurrebbero a pensare che rappresentino effettivamente qualcosa. Se è vero che nel medio – lungo termine questi esseri si auto emarginano da soli, metterli alla porta sarebbe cosa proficua per i partiti e per tutta la nazione.

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Da ultimo, ma non certo per ultimo, Lega e Salvini sono fortemente debitori ai media per il successo ottenuto. Tutte le testate giornalistiche si sono coalizzate contro i partiti di governo nel tentativo di demonizzarlo. Incapaci di formulare un piano politico, hanno cercato di demolirli come persone fisiche, con una lunga serie di attacchi personali, sostenuti in questo da una magistratura compiacente. Ma anche l’affondo con cui una nota testata ha pubblicato la copertina con un “vade retro Salvini” ha sortito l’effetto contrario. Una cosa è se a dire quella frase è il Cristo, ed una totalmente differente è se a dirla sono persone che si credono di essere il Cristo, mentre le loro opere testimoniano contro di loro.

Si fanno auspici che i media ed i giornalisti continuino a comportarsi da persone false e bugiarde: più fanno ciò e meno moral suasion esercitano. Si sono screditati con i loro stessi scritti.

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