Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Unione Europea. Alcune previsioni particolari.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-15.

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Con l’avvicinarsi delle elezioni del 26 maggio sono state pubblicate previsioni elettorali anche sulle tendenza di massima di quello che potrebbe essere il nuovo parlamento europeo.

Le prospezioni edite da Politico darebbero qualcosa su cui pensare.

Il problema consiste principalmente nel fatto che quelli che saranno i gruppi parlamentari europei non si presentano come tali nei singoli stati: in quella sede si votano formazioni politiche che avrebbero annunciato a quale gruppo potrebbero alla fine afferire, ma ben poco è certo. Questo problema resta ancor più pesante per via del voto inglese: vi sarebbero validi motivi i per ritenere che i parlamentari inglesi votino più a favore del loro stato di provenienza che secondo le idee politiche del gruppo in cui afferissero.

In codesto clima di incertezza segnaliamo soltanto alcuni eventi, che potrebbero rivelare delle sorprese. Si noti l’uso del condizionale e del verbo ausiliare di potenzialità.

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Il Partito Popolare Europeo, EPP sarebbe accreditato per 171 seggi, Di questi, però, 17 sarebbero polacchi, 15 ungheresi, 8 bulgari ed 8 rumeni. Sarebbero 46 europarlamentari di opinabile dottrina EPP. La Germania vi collocherebbe solo 29 eurodeputati: troppo pochi per dominare gli eventi.

Il Partito Socialista Europeo sarebbe accreditato per 152 seggi. Ma di questi 21 sono del Regno Unito, 9 rumeni e 7 bulgari. I tedeschi sarebbero 16.

Ma se il Regno Unito andasse alla Brexit, il Partito Socialista Europeo si ritroverebbe 21 eurodeputati in meno.

Per quanto riguarda l’Alde, la stima sarebbe di 95 deputati, dei quali 21 sarebbero francesi, fedeli di Mr Macron.

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Politico stima a 124 i deputati di sinistra, 207 quelli di destra e 394 quelli di centro, ricordando come in questa sede i termini ‘sinistra’, ‘destra’ e ‘centro’ hanno un significato europeo, che è dissimile da quello italiano.

Ma a complicare le cose arrivano altri dati stimati. 469 eurodeputati professerebbero idee favorevoli ad una centralizzazione dell’Unione Europea, mentre 255 sarebbero di opposta opinione.

Nei fatti, almeno al momento, sono ben poche le formazioni politiche ed i candidati che hanno indicato chiaramente come si schiereranno dopo le elezioni.

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A questo punto uno dei pochi elementi di ragionevole certezza sarebbe costituito dal fatto che la composizione parlamentare sarebbe virata abbastanza nettamente verso una posizione centrale, anche se poi nei fatti tutto sarà da rivedersi.

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Si tenga infine presente che nel formulare l’organigramma della Commissione Europea, ad ogni nazione spetterebbe un commissario. Ma le nazioni non hanno schieramenti univoci. Il Regno Unito dovrà decidere quale posto chiedere, e non è detto che lo ottenga, proponendo o un laburista oppure un conservatore: ben difficile dire ora come evolveranno le cose.

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Per cercare di essere chiari, il clima politico europeo è tutt’altro che chiaro, e si dovrebbe essere disposti ad assistere ad accordi anche molto strani.

A nostro sommesso parere, però, andare a votare in codeste condizioni non permette al Cittadino Elettore di essersi potuto formare un parere ragionato.

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