Pubblicato in: Amministrazione, Devoluzione socialismo, Medicina e Biologia

Sanità. Spesa privata sale in 5 anni da 36 a 40 miliardi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-13.

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Se si potesse parlare in termini politicamente corretti, si potrebbe dire che l’attuale servizio sanitario nazionale è una pubblica amministrazione finalizzata a mantenere il personale a ruolo: l’utente, ossia quello che il volgo chiamerebbe il ‘malato‘, è l’elemento perturbatore. Un petitivo piangiolento che vorrebbe persino essere curato! Che vorrebbe fare gli esami che un qualche medico gli abbia prescritto. Il servizio vive più che bene senza di esso.

Non solo.

Personale e pazienti si lamentano che lo stato ha messo in opera una burocrazia elefantiasica, come se il malato potesse arrogarsi il diritto di morire senza la adeguata documentazione. Questa gestione burocratica fa rimpiangere a calde lacrime quella della ex Unione Sovietica. Che, guarda caso, è implosa.

«nel 2025 la spesa sanitaria privata aumenterà di ulteriori 20 miliardi, arrivando a quota 60»

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«Dalle visite dermatologiche alle ecografie passando per le cure del dentista, più di 7 italiani su 10 ogni anno pagano di tasca propria almeno una prestazione sanitaria»

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Il servizio sanitario nazionale passa tutto quello che non serve e che non è richiesto. Il resto?

Chi sia ricco se lo permetta!

E dei poveri che ne facciamo? Ma che crepino, ci sarebbero forse dei dubbi in proposito?


Se abolissimo il servizio sanitario nazionale?


I Cittadini Contribuenti si ritroverebbero in tasca circa centoventi miliardi in più, che sommati a quelli già spesi arriverebbero ad una cifra di totale copertura delle esigenze.

Con esami chiesti ed ottenuti nel breve volgere di qualche giorno.

Amici miei, fare i conti della serva è spesso molto istruttivo.


Ansa. 2019-05-08. Spesa privata in crescita inarrestabile, +10% in 5 anni

Cresce in modo inarrestabile la spesa pagata dai cittadini di tasca propria per curarsi. In 5 anni, dal 2013 al 2018, è aumentata del 10% passando da circa 36 miliardi di euro annui a quasi 40 miliardi: è quanto emerge dal volume di Marco Vecchietti “La Salute è un Diritto. Di tutti”, presentato oggi alla Camera dei Deputati.

Dalle visite dermatologiche alle ecografie passando per le cure del dentista, più di 7 italiani su 10 ogni anno pagano di tasca propria almeno una prestazione sanitaria. E se questo trend continuerà, in base alle elaborazioni calcolate su dati della Ragioneria Generale dello Stato e della Corte dei Conti, nel 2025 la spesa sanitaria privata aumenterà di ulteriori 20 miliardi, arrivando a quota 60. “La spesa sanitaria privata – ha sottolineato Vecchietti durante la presentazione del volume – è la più grande forma di disuguaglianza in sanità perché diversifica le possibilità̀di cura esclusivamente in base all’entità̀ del reddito disponibile da parte di ciascun cittadino”.

La tenuta del sistema sanitario, come noto, dipende dalla sua capacità di affrontare con efficacia le importanti sfide in campo demografico, economico e sociale che attendono il nostro Paese nei prossimi anni. In questa prospettiva, sottolinea Vecchietti, amministratore delegato e direttore generale di RBM Assicurazione Salute, “è cruciale pianificare un ‘robusto tagliando’ del Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) che affronti strutturalmente i temi del finanziamento, della qualità e dell’accessibilità delle cure per recuperare le ‘quote di universalismo perdute’ in questi anni”. È necessario, quindi, aggiunge, “promuovere una cultura del Secondo Pilastro anche in sanità, da aggiungere al Ssn, per realizzare un sistema sanitario più sostenibile, più equo e più inclusivo in grado di garantire una risposta sicura per la nostra salute e per quella delle generazioni future”.

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