Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Tusk. Girandola di bilaterali per le nomine EU.

Giuseppe Sandro Mela.

209-05-11.

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«Girandola di bilaterali per il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, oggi, a margine del vertice di Sibiu. Tusk ha incontrato, tra gli altri, il premier ungherese Viktor Orban, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il premier svedese Stefan Lofven, e dopo il vertice incontrerà il premier spagnolo Pedro Sanchez»

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«Le ultimissime indiscrezioni, riferite all’ANSA da fonti diplomatiche europee, indicano anche il nome del premier greco Alexis Tsipras»

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«Anche la Spagna sta lavorando intensamente per conquistarsi un posto al sole in Ue. Il premier Pedro Sanchez, fresco di vittoria elettorale, è ora l’uomo di punta dei Socialisti al Consiglio europeo»

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«Le voci indicano il ministro degli Esteri iberico uscente, Josep Borrell, tra i nomi in pole position per il ruolo di Alto rappresentante»

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«assieme a quello del vicepresidente della Commissione Ue, l’olandese e candidato di punta dell’S&D, Frans Timmermans»

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«Tra i favoritissimi per la leadership del Consiglio europeo c’è il premier olandese, il liberale Mark Rutte»

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«Tra i diplomatici c’è però chi sorride e dice: “Wait and see”»

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È significativo dei tempi come Mr Tusk si stia dando un gran da fare a contattare i paesi minori dell’Unione Euroepa.

Il Consiglio Europeo è fermamente intenzionato a non derogare al suo potere di nomina della Commissione Europea e del suo Presidente, ma in tale consesso contano anche gli stati di piccola popolazione.

Inizia però ad emergere sufficientemente chiara la tendenza a selezionare persone dotate di savoir-faire politico: sicuramente schierate politicamente ed ideologicamente, ma con una solida base di Realpolitik.

Poi, nei conciliaboli riservati, si può parlare a tutto campo per addivenire ad un accordo di reciproco gradimento.

Già questo potrebbe essere un gran bel risultato.

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Conoscendo il Movimento Cinque Stelle, nessuno si stupisca di come tratta e di come è trattato in Europa. Ma nessuno si dimentica la sua ‘apertura’ ai Gilets Jaunes, contatto diciamo pure non gradito da parte di molti.

Staremo a vedere, incuriositi, come e con chi si schiererà nel nuovo europarlamento.

Ma ciò non toglie che ci si debba ricordare come il M5S non sia l’Italia.


Ansa. 2019-05-11. Girandola di bilaterali per Tusk, si parla di nomine Ue

Con Tsipras e Rutte spuntano nuovi nomi per top job. Tajani: Italia isolata

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SIBIU (ROMANIA) – Girandola di bilaterali per il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, oggi, a margine del vertice di Sibiu. Tusk ha incontrato, tra gli altri, il premier ungherese Viktor Orban, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il premier svedese Stefan Lofven, e dopo il vertice incontrerà il premier spagnolo Pedro Sanchez. Secondo quanto spiegano fonti europee all’ANSA, tra gli argomenti discussi anche le nomine per i top job Ue.

Le ultimissime indiscrezioni, riferite all’ANSA da fonti diplomatiche europee, indicano anche il nome del premier greco Alexis Tsipras, che dalla sua parte ha la buona credenziale della storica pace raggiunta di recente con la Macedonia. Secondo i sondaggi, Tsipras e il suo partito, Syriza, si avviano verso la sconfitta alle prossime elezioni politiche che si terranno in autunno, e il premier potrebbe essere interessato a ottenere un incarico di primo piano in Europa.

Anche la Spagna sta lavorando intensamente per conquistarsi un posto al sole in Ue. Il premier Pedro Sanchez, fresco di vittoria elettorale, è ora l’uomo di punta dei Socialisti al Consiglio europeo, e appare determinato a ritagliare per il suo Paese un posto di primo piano, anche approfittando del terreno perduto dall’Italia. Le voci indicano il ministro degli Esteri iberico uscente, Josep Borrell, tra i nomi in pole position per il ruolo di Alto rappresentante, assieme a quello del vicepresidente della Commissione Ue, l’olandese e candidato di punta dell’S&D, Frans Timmermans.

Tra i favoritissimi per la leadership del Consiglio europeo c’è il premier olandese, il liberale Mark Rutte. Fonti europee spiegano che se veramente volesse, l’incarico sarebbe suo, senza grandi difficoltà. Ma anche oggi, il primo ministro dei Paesi Bassi si è chiamato fuori. Tra i diplomatici c’è però chi sorride e dice: “Wait and see”.

“L’Italia è politicamente isolata, non trova sostegno da nessuna parte, forse perché troppi suoi ministri sono stati aggressivi e violenti nei confronti degli altri. Sono state fatte scelte scellerate, come quella di andare a fare accordi in Francia con i gilet gialli, questo mi pare che rechi danno all’immagine dell’Italia. Bisogna cambiare atteggiamento, ma non mi sembra che in questo momento l’Italia abbia possibilità di assumere incarichi di rilievo in Ue”. Così il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, rispondendo ad una domanda sulle nomine per i top job Ue, a margine del vertice di Sibiu. “L’unica possibilità – ha aggiunto Tajani – è quella della presidenza del Parlamento europeo. Se toccherà al Partito popolare europeo, io mi candiderò per guidare l’istituzione per i prossimi due anni e mezzo, ma questo dipende dal risultato elettorale”.

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