Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Sibiu. Riunione dei nobili decaduti. Unione Europea scarmigliata.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-10.

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Tanto chi conta è proprio quello che non c’è né tanto meno potrebbe esserci: Mr Trump.


«Macron definisce addirittura gli Spitzenkandidaten dei “candidati da tinello”. Proprio così. Questo il ragionamento: “Io non sono favorevole agli Spitzenkandidaten. E sono coerente: gli Spitzenkandidaten andavano bene se avessimo avuto delle liste europee transnazionali, ma i maggiori partiti dell’Ue sono stati contrari. E allora ora abbiamo dei candidati da tinello, non parlano di questioni europee ma di materie di casa loro. Ecco perchè non mi sento vincolato ai candidati scelti dai partiti…”. Anche perchè, aggiunge godendo di una piccola rivincita visto che lui era favorevole alle liste transnazionali, “i leader dei partiti sono meno legittimati dei capi di stato e di governo”.Boom»

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«Voices critical of the Spitzenkandidat system grew at the EU leaders’ informal summit held this week in Nagyszeben (Sibiu), Romania. European Council President Donald Tusk is the latest important European leader to express concern about the system»

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«Tusk has practically turned his back on party agreements by stating that geographical and demographical aspects should be taken into account – perhaps as much as or even more than party decisions – when choosing the leader and members of the next Commission»

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«He made his intentions clear in order to avoid a repeat of 2014 when it took three summits over the course of three months to reach an agreement»

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«The summit has brought several critical claims about the Spitzenkandidat system to light, putting more pressure on EPP’s favoured candidate, Manfred Weber»

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«the EU treaties require the Council, acting by a qualified majority, to nominate for Parliament’s approval a Commission president, “taking account of the results of the European Parliament election.”»

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«French President Emmanuel Macron expressed his opposition to the system on Thursday, saying he thinks it is “not the right approach” and that he “would not feel bound by nationality.”»

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«spitzenkandidat …. a little bit out of democratic procedures and treaties»

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«Weber himself defended the process and insisted that “ignoring Spitzenkandidaten would harm EU democracy.”»

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«To top it all off, rumors have spread that former EPP Vice-President Michel Barnier might run for the position.»

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«E’ ormai ufficiale che i loro nomi sulla scheda indicheranno soltanto dei semplici candidati al Parlamento europeo, il cui destino è tutto da decidere e passerà tra le mani dei capi di Stato e di governo»

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«Antonio Tajani: “Barnier è un amico, ho lavorato molto con lui, è stato vicepresidente della Commissione, coordinatore della Ue per Brexit. E’ un bravo politico e una brava persona, ma io sono anche il vicepresidente del Ppe, il mio candidato Weber e continuerò a sostenerlo”. »

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«All’Italia spetterà un solo commissario, nessuno azzarda previsioni su ulteriori incarichi. Agricoltura è la casella sognata dalla Lega, che però non disdegnerebbe l’Immigrazione. Industria è quella che vorrebbero i cinque stelle»

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«il processo dello Spitzenkandidat, voluto dal Parlamento europeo affinchè siano gli elettori con il loro voto a indicare il presidente della Commissione, non sta in piedi»

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Cerchiamo di riassumere sintetizzando.

– La Commissione Europea è fermamente intenzionata a trattenersi il potere di nominare Presidente e Commissari della Commissione Europea, tenendo in non cale gli eventuali spitzenkandidaten formulati dall’europarlamento uscente.

– Se, come potrebbe sembrare. Ppe e Pse dovessero perdere realmente un centinaio di seggio, un’alleanza con Alde diverrebbe giocoforza, ma questo altererebbe tutti gli equilibri.

– Nessuna nazione è più in grado di condizionare le altre: la rosata di nomi sarà quindi frutto di trattative, ove i compensi potrebbero riversarsi sulle situazioni meno aspettate.

– Alla fine, più che i nomi scelti, saranno gli accordi fatti ad essere determinanti.

– La candidatura di Manfred Weber è al momento alquanto poco probabile.

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Ansa. 2019-05-10. Merkel, sostengo Weber alla presidenza Commissione Ue

‘Procedura Spitzenkandidat trova sue basi nei trattati’

SIBIU (ROMANIA) – “Sostengo il candidato di punta del Ppe Manfred Weber” per la carica di presidente della Commissione europea, “ma ci sono capi di Stato e di governo che sono critici o non sono d’accordo con la procedura degli Spitzenkandidat”, un percorso per il quale c’è comunque “una base nei Trattati Ue”. Così la cancelliera tedesca Angela Merkel, alla conferenza stampa al termine del vertice di Sibiu.

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Ansa. 2019-05-10. Macron, mi batterò per miglior presidente Commissione Ue

‘Gli Spitzenkandidat sono i candidati tecnici’

SIBIU (ROMANIA) – “Condivido la visione di Tusk, di arrivare alle nomine subito dopo le elezioni, in modo veloce ed efficace”. Per la presidenza della Commissione europea “dobbiamo scegliere il miglior candidato possibile, ci saranno dei compromessi, ma io mi batterò per avere il miglior candidato, coerente con ambizioni europee forti, e persone capaci, che porteranno valore aggiunto al progetto europeo”. Così il presidente francese Emmanuel Macron, che non concorda con la procedura dello Spitzenkandidat, “quelli – ha indicato – sono i candidati tecnici”.

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Ansa. 2019-05-10. Tusk, vertice straordinario dei leader Ue il 28 maggio

Nuova leadership a giugno. Se necessario ricorrerò a voto

SIBIU (ROMANIA) – Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, al termine del vertice di Sibiu, ha annunciato un vertice straordinario dei 28 capi di stato e di governo per il 28 maggio, cioè, “all’indomani del voto per il Parlamento europeo”, per “avviare il processo delle nomine dell’Ue”, che intende “condurre in modo veloce”, per arrivare a “nominare la nuova leadership dell’Ue a giugno”. “Se non si dovesse raggiungere il consenso – ha avvertito Tusk – non esiterò a ricorrere al voto”.

“Il percorso per la nomina” della nuova leadership “dovrà essere veloce, efficace, e secondo i nostri Trattati. Se fosse difficile raggiungere il consenso, non mi sottrarrò dal mettere queste decisioni al voto”, ha spiegato Tusk. Il presidente del Consiglio europeo ha spiegato che “l’equilibrio geografico” per le nomine “è un punto chiaro nei Trattati”, ricordando che la leadership istituzionale deve essere capace “di difendere i Paesi più piccoli e più deboli”. Durante la conferenza stampa, Tusk ha mostrato un paio di guanti gialli da portiere, spiegando che gli erano stati dati in regalo dalla stella del calcio romena Helmut Duckadam, che gli ha anche dato delle dritte sul gioco in difesa.

“L’Italia è intenzionata a recitare il ruolo che le spetta: è la seconda azienda manifatturiera in Europa e il terzo sistema economico nell’eurozona, dovrà recitare un ruolo non secondario”. Così il premier Giuseppe Conte, da Sibiu, ha risposto a chi gli chiedeva quale sarà il ruolo dell’Italia nella nuova tornata di nomine europee.

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Huffpost. 2019-05-10. A Sibiu i leader Ue affossano la corsa di Weber e tutti gli Spitzenkandidat

Anche Conte d’accordo che dà la disponibilità a trattare a Merkel e Macron. Il 28 maggio vertice straordinario: alla presidenza della Commissione Francia e Germania sognano Barnier

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Il prossimo presidente della Commissione Ue deve “avere grandi ambizioni per l’Unione Europea, deve avere delle competenze da portare nel progetto europeo” e deve essere scelto “rispettando le indicazioni degli elettori”. Al termine del vertice di Sibiu, Emmanuel Macron traccia il profilo del successore di Jean Claude Juncker. Naturalmente, quando gli viene chiesto se quello illustrato possa essere l’identikit di Michel Barnier, il presidente francese si ritira: “Troppo presto per fare nomi”. Eppure al summit europeo in questa cittadina della Transilvania, nei tantissimi bilaterali di questo vertice che cade proprio nel 69esimo anniversario della dichiarazione di Robert Schuman da cui nacque il processo di unificazione europea, il nome del francese Barnier, attuale negoziatore della Brexit, è il più quotato. Di fatto, il vertice di Sibiu affossa senza tanti complimenti la candidatura di Manfred Weber, capolista del Ppe per la presidenza della Commissione: lui e tutto il processo che gira intorno agli Spitzenkandidaten sono di fatto finiti a poche settimane dalle elezioni.

E’ ormai ufficiale che i loro nomi sulla scheda indicheranno soltanto dei semplici candidati al Parlamento europeo, il cui destino è tutto da decidere e passerà tra le mani dei capi di Stato e di governo. A Sibiu il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk convoca un vertice straordinario già per il 28 maggio: a 48 ore dalle elezioni, prima analisi del voto e calcio di inizio alla partita.

Qui in Transilvania solo i leader del Ppe difendono Weber nelle dichiarazioni ufficiali, per salvare le apparenze. Da Angela Merkel: “Io supporto Manfred Weber, che questo sia chiaro”. Ad Antonio Tajani: “Barnier è un amico, ho lavorato molto con lui, è stato vicepresidente della Commissione, coordinatore della Ue per Brexit. E’ un bravo politico e una brava persona, ma io sono anche il vicepresidente del Ppe, il mio candidato Weber e continuerò a sostenerlo”. Dietro le quinte, la musica è diversa.

Merkel ne ha parlato con Macron e ha voluto sondare anche gli umori di Giuseppe Conte in un bilaterale che dall’entourage del premier italiano definiscono “fitto”. Perchè i voti degli eletti del Movimento cinquestelle all’Europarlamento faranno gola per il risiko della cariche Ue: non saranno pochi, malgrado il calo nei sondaggi. Conte offre la sua disponibilità al confronto. A fine vertice anche lui sega il ramo degli Spitzenkandidaten: “E’ un criterio, ma non l’unico”. Sia in Italia che in Europa, la scommessa è che sarà la Lega di Matteo Salvini a rimanere fuori dai giochi, in quanto il Ppe in prevalenza non vuole siglare intese con i sovranisti. Qui a Sibiu anche l’iterlocutore di Salvini, Viktor Orban, ne ha preso atto, all’assemblea dei Popolari e nel suo bilaterale con Tusk.

“Il rischio dell’isolamento noi ce l’abbiamo sempre: è il nostro complesso, quello di essere isolati – dice Conte – In realtà però poi, come vedete, non siamo mai isolati in nessuna partita e confideremo di non esserlo neppure qui”, nelle nomine dei vertici dell’Ue nella prossima legislatura, “però bisogna lavorare”. L’ennesima sfida con Salvini è sfilargli il posto nelle trattative europee sulle nomine. All’Italia spetterà un solo commissario, nessuno azzarda previsioni su ulteriori incarichi. Agricoltura è la casella sognata dalla Lega, che però non disdegnerebbe l’Immigrazione. Industria è quella che vorrebbero i cinque stelle. Tutta carne che finirà sul fuoco della resa dei conti tra Lega e Cinquestelle dopo il voto.

A Sibiu comunque si parte dalla presidenza della Commissione. Il problema di Barnier è che finora è legato alla Brexit, processo ancora aperto, ufficialmente rimandato al 31 ottobre, tardi. Il Parlamento europeo deve votare sul nuovo presidente della Commissione a metà luglio, questo prevedono le regole. L’inghippo fa massa nei bilaterali, tantissimi come ogni volta che si tratta di decidere i ‘top jobs’ dell’Ue. Solo Conte, oltre che con Merkel, parla anche con Macron, con lo spagnolo Pedro Sanchez, con il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, con il quale però il focus è la preoccupazione europea per i conti pubblici italiani.

Lo dicono un po’ tutti: il processo dello Spitzenkandidat, voluto dal Parlamento europeo affinchè siano gli elettori con il loro voto a indicare il presidente della Commissione, non sta in piedi. “Non è nei trattati”, se la sbriga il polacco Tusk, interessato a far prevalere invece le prerogative del consiglio: saranno i leader tra loro a decidere il presidente, pescandolo magari dal primo partito alle urne, che stando ai sondaggi dovrebbe essere il Ppe, Barnier è perfetto anche come appartenenza politica.

Macron definisce addirittura gli Spitzenkandidaten dei “candidati da tinello”. Proprio così. Questo il ragionamento: “Io non sono favorevole agli Spitzenkandidaten. E sono coerente: gli Spitzenkandidaten andavano bene se avessimo avuto delle liste europee transnazionali, ma i maggiori partiti dell’Ue sono stati contrari. E allora ora abbiamo dei candidati da tinello, non parlano di questioni europee ma di materie di casa loro. Ecco perchè non mi sento vincolato ai candidati scelti dai partiti…”. Anche perchè, aggiunge godendo di una piccola rivincita visto che lui era favorevole alle liste transnazionali, “i leader dei partiti sono meno legittimati dei capi di stato e di governo”.Boom.

Gli elettori “non hanno idea di chi siano” gli Spitzenkandidaten, taglia corto il premier lussemburghese Xavier Bettel. I nomi proposti sono “una scelta dei partiti, non una scelta degli eletori. I giornalisti e noi parliamo di Spitzenkandidaten. Ma chiedete ai miei elettori: non hanno idea di chi siano gli Spitzenkandidaten”. “Sono fuori dalle procedure previste dai Trattati”, sentenzia la presidente della Lituania, Dalia Grybauskaite. Il premier greco Alexis Tsipras fa anche una considerazione politica: serve un presidente della Commissione “che sostenga l’unità, la democrazia, e la solidarietà dell’Ue, che sia contro il neoliberalismo, l’austerità e l’approccio xenofobo di alcune forze di destra che stanno prendendo quota in Europa. E non è Weber, questa è la mia posizione”.

Saranno dunque i capi di Stato e di governo a decidere chi guiderà la Commissione, ma anche chi guiderà il Consiglio e il Parlamento, nonchè il governatore della Bce alla scadenza di Mario Draghi a fine anno. Le cariche europee – che comunque devono essere approvate dall’Eurocamera – rientrano infatti in un puzzle complessivo che cerca un equilibrio di “provenienze geografiche, politiche, competenze”, elenca Tusk. Il punto è che il percorso annunciato a Sibiu fa fuori gli Spitzenkandidaten a meno di una settimana dal dibattito organizzato dal Parlamento europeo per il 15 maggio nell’emiciclo di Bruxelles tra tutti icapilista che in teoria corrono per la presidenza della Commissione: oltre al Popolare Weber, anche Frans Timmermans per i socialisti, Marghrete Vestager per i liberali (l’Alde in realtà ne ha indicati diversi tra cui Guy Verhofstadt), Jan Zahradril per i Conservatori e riformisti. Insomma, da questo vertice sotto la presidenza di turno rumena arriva un po’ uno schiaffo all’Europarlamento: non è il primo nè l’ultimo da parte dei leader.

Il vertice si conclude con l’approvazione all’unanimità di una dichiarazione in dieci punti, tra i quali difendere “un’Europa unita e solidale”, che sia risoluta nel prendere “decisioni congiunte”, che assicuri lo stato di diritto e “la salvaguardia della democrazia e del proprio stile di vita”, “equità”, “riduzione delle disparità esistenti tra gli Stati membri”, “competitività nell’ambito del commercio internazionale”. Niente di vincolante. Appuntamento al 28 maggio: il processo dovrà essere “rapido, efficace ed in accordo con i nostri trattati: se sarà difficile ottenere il consenso, non mi esimerò dal mettere queste decisioni ai voti a giugno”, dice Tusk. Oggi ha vinto lui e gli Stati nazionali, come sempre.

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Hungary Today. 2019-05-10. Weber to Fall? More and More Leaders Question the Spitzenkandidat System

Voices critical of the Spitzenkandidat system grew at the EU leaders’ informal summit held this week in Nagyszeben (Sibiu), Romania. European Council President Donald Tusk is the latest important European leader to express concern about the system.

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Tusk has practically turned his back on party agreements by stating that geographical and demographical aspects should be taken into account – perhaps as much as or even more than party decisions – when choosing the leader and members of the next Commission. He made his intentions clear in order to avoid a repeat of 2014 when it took three summits over the course of three months to reach an agreement.

The summit has brought several critical claims about the Spitzenkandidat system to light, putting more pressure on EPP’s favoured candidate, Manfred Weber. As Politico noted earlier, the EU treaties require the Council, acting by a qualified majority, to nominate for Parliament’s approval a Commission president, “taking account of the results of the European Parliament election.”

French President Emmanuel Macron expressed his opposition to the system on Thursday, saying he thinks it is “not the right approach” and that he “would not feel bound by nationality.”

Others also joined him, including Luxembourg PM Xavier Bettel: “Ask my voters — they have no clue who’s the spitzenkandidat.” Bettel added that the process “was a mistake from the beginning” and claimed it cannot function without proper transnational lists. Lithuanian President Dalia Grybauskaitė told reporters that the process is “a little bit out of democratic procedures and treaties.”

As expected, Angela Merkel stood by Weber once again: “I support Manfred Weber, to make this very clear.” Austrian Chancellor Sebastian Kurz also defended the current system, claiming that any changes would run the risk of “being undemocratic.” Weber himself defended the process and insisted that “ignoring Spitzenkandidaten would harm EU democracy.”

Weber is under pressure for a number of reasons, one being Viktor Orbán’s recent announcement. The PM stated that he would no longer be supporting Weber due to comments the politician made on German TV. To top it all off, rumors have spread that former EPP Vice-President Michel Barnier might run for the position.

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