Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Unione Europea. Ultimi sondaggi dopo le elezioni spagnole.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-03.

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A tre settimane dal voto il quadro politico europeo appare ancora ben poco chiaro, se non nei suoi tratti essenziali.

Gli elementi di incertezza principali vertono se il Regno Unito voterà o meno per le elezioni europee: sembrerebbe di sì, ma non sono al momento disponibili prese di posizione ufficiali. Non solo, nel caso, l’Elettorato inglese ha dimostrato negli ultimi tempi una grande volatilità davvero fuori dal comune

Poi, le elezioni spagnole hanno evidenziato un tracollo dei popolari spagnoli, fatto che si ripercuote in una ulteriore della consistenza numerica del partito popolare europeo.

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In termini numerici, da prendersi con enorme buon senso e solo come indicazione di massima, il fronte europeista godrebbe di 481 (64%) seggi contro i 181 (24%) degli identitari sovranisti. 89 seggi non sono al momento attribuibili con ragionevole sicurezza. Ma se si variassero i criteri attributivi, il fronte degli euroscettici potrebbe salire fino a 254 seggi: una minoranza di tutto rispetto.

Si ricorda come la soglia di maggioranza sia 376 seggi.

Queste sarebbero le consistenze dei possibili schieramenti:

– Maggioranza Attuale (PPE + ALDE + S&D): 415 seggi.

– Coalizione Centrosinistra (S&D, ALDE, Greens/EFA, GUE/NGL, Nuovi di Csx e Lib): 374 seggi.

– Coalizione Centrodestra + Sovranisti uniti (PPE + Fronte Sovranista + Cons UK): 364 seggi.

– Coalizione Centro-Centrodestra-Destra (ALDE, PPE, ECR): 329 seggi.

*

Come si constata, l’unica coalizione in grado di ottenere una maggioranza sarebbe quella formata da PPE + ALDE + S&D.

Tuttavia una cosa è una maggioranza numericamente possibile ed una totalmente differente è una maggioranza coesa e determinata, chiaramente agglutinata attorno a programmi politici ed economici omogenei.

Non solo. Se come sembrerebbe il fronte degli identitari sovranisti raggiungesse il 24%, sarebbe una minoranza della quale non si potrebbe trascurare il peso, specie nella fase di voto dei Commissari europei.

A questo si aggiungano anche le grandi mutazioni che hanno colpito il Consiglio Europeo, vero organo di governo dell’attuale Unione Europea.

Nota.

I passati equilibri sono stati infranti. I partiti tradizionali, PPE e S&D sono i grandi sconfitti: formeranno verosimilmente una coalizione allargata all’Alde, ma il loro potere ne esce nettamente ridimensionato.

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BiDiMedia ha rilasciato l’ultimo sondaggio effettuati:

Osservatorio sull’Europa – Elezioni Europee, i seggi al 30/4: esordisce la Salvini’s Alliance, M5S cerca casa, ma i Sovranisti lottano solo per il quarto posto

Dopo una forzata pausa, torna la simulazione dei seggi del prossimo Parlamento di Strasburgo, che uscirà dalle Elezioni Europee del prossimo 26 maggio: meno di un mese ci separa dalla consultazione continentale, come finirà? Andiamo a vedere quali sarebbero i risultati se si tenesse oggi, con i trend a pagina 2 e le maggioranze possibili a pag. 3!

La sosta della nostra pubblicazione basata sulle proiezioni di Pollofpolls.eu è stata causata, oltre che dalle festività, anche da alcuni mutamenti improvvisi di scenario, che nelle scorse due settimane hanno reso la simulazione troppo instabile per poter realizzare un articolo con numeri realistici. Ora la situazione si è stabilizzata, andiamo a scoprire innanzi tutto le novità.

Nuovi scenari: Salvini’s Alliance ed M5S+

Due sono le novità tra le famiglie politiche europee, ed entrambe vedono i partiti italiani di maggioranza protagonisti.

A seguito del meeting di Milano tra Sovranisti, come spiegato la scorsa puntata, non si è creato il Gruppo Unico di Destra auspicato da Salvini, ma ENF ha comunque fatto acquisti andando oltre l’attuale gruppo. La nuova compagine (ENF con alcune aggiunte) è stata ridenominata da PollofpollsSalvini’s Alliance“, visto che nasce su impulso del vicepremier italiano. Di fatto, sostituisce ENF.

L’altra novità è la constatazione della fine di EFDD, con conseguente sua eliminazione dai gruppi presenti nella simulazione. Al suo posto è stato inserito “M5S+“, ovvero il nuovo gruppo Populista proposto dai 5 Stelle italiani. Come vedremo tuttavia la nuova compagine resta altamente ipotetica e priva dei numeri necessari a costituire un gruppo parlamentare, almeno ad oggi.

Infine Pollofpolls ha eliminato l’esiguo raggruppamento spurio dei “Non iscritti“ fondendolo con i Nuovi: troveremo ora un gruppo unico dei New&NI (Nuovi e Non Iscritti).

Si noti che Salvini’s Alliance ed M5S+ sono privi di simbolo proprio: li si può indentificare dai colori grigio e giallo chiaro. Visti i cambiamenti dall’ultima puntata, anche in questo caso non è possibile riportare variazioni settimanali.

La situazione al 30/4

Vediamo ora nel dettaglio il nuovo scenario,  in ordine decrescente di seggi conquistati. 

– EPP (PPE) 172: i Popolari sono stati tra i più danneggiati da delay Brexit (dalla quale non hanno ottenuto nessun nuovo EP britannico) e conseguenti ricalcoli; ora si attestano a 172 EP, prossimi ai minimi assoluti di inizio 2019-fine 2018.

– S&D 146: i Socialisti si sono avvantaggiati dalla presenza dei Laburisti inglesi, ed anche se nel valzer del nuovo scenario hanno perso qualche EP rispetto alla scorsa puntata, 146 seggi sono decisamente più di quanto potessero sperare fino a poche settimane fa. Galvanizzati anche dalla vittoria netta del Psoe in Spagna, riusciranno i Socialisti a minacciare il primo posto dei Popolari? Ad oggi si direbbe di no, anche se ricordiamo sempre che ad S&D andranno aggiunti 8-10 EP polacchi.

– ALDE 97: Ancora un buon momento per i Liberali, che puntano a quota 100 EP, pur con il dubbio dell’effettiva adesione di En Marche

– Salvini’s Alliance (ex ENF) 70: il nuovo gruppo Sovranista esordisce nettamente in testa nella lotta tra destre con ECR, e tuttavia non sembra poter andare oltre al quarto posto, nonostante possibili ulteriori adesioni dai Nuovi&NI.

– ECR 60: i Conservatori sono stati penalizzati dalla nascita della Salvini’s Alliance; inoltre dalla Brexit non hanno ottenuto grandi benefici per via della debolezza dei Tories. Con 60 EP, ECR resta sui valori degli ultimi due mesi.

– Verdi/Alleanza Libera Europea 58: onda verde in arrivo? I partiti ecologisti hanno sicuramente beneficiato della no-Brexit, ma più in generale sono state settimane di netto aumento per Greens/EFA. Possibile effetto dell’attenzione alle manifestazioni contro il Global Warming forse; vedremo nelle prossime puntata quanto questa crescita risulterà forte e duratura.

– GUE/NGL 48: qualsiasi sia lo scenario, la Sinistra resta ancorata ad un numero di Ep di poco inferiore ai 50. Periodo non facile per GUE/NGL.

– M5S+ (ex EFDD) 23: esordisce il nuovo gruppo populista proposto dai 5 Stelle, che però nasce con un notevole problema: non ha i numeri minimi per costituirsi, dato che servono almeno 25 EP da almeno 7 paesi diversi. Come si può vedere nel dettaglio a pagina 3, M5S+ è lontano soprattutto dal raggiungere il secondo requisito: servono dunque nuovi alleati per i Pentastellati, magari da trovare tra i Nuovi, con un occhio al già ex-alleato Farage.

– Partiti Nuovi/Non iscritti 77: lasciamo i partiti Nuovi e Non Iscritti all’ultimo posto, in quanto si tratta di gruppo spurio; tuttavia si nota subito il nettissimo incremento numerico che li porta a 77 EP. Ciò è dovuto sia alla fusione tra Nuovi e NI, sia alla confluenza nel gruppo di diverse formazioni britanniche. Ben 27 EP sono infatti provenienti dall’UK, dato che i nuovi partiti del Brexit Party (Farage, che alcuni sondaggi danno su valori altissimi), dell’UKIP (in crollo) e di ChangeUK (Europeisti fuoriusciti da Lab e Cons) non hanno ancora aderito ad alcuna Famiglia Politica. Vedremo nelle prossime puntate quali potrebbero essere le loro destinazioni future.

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Anche questa settimana, impossibile esaminare l’andamento dei trend con il rimescolamento avvenuto ad aprile. Si può tuttavia notare come il Delay Brexit  abbia portato vantaggio ad S&D, Verdi ed ECR, ma la nuova Salvini’s Alliance ha danneggiato i Conservatori compensando l’ingresso dei Tories. Il PPE ha invece subito un notevole danno dal ricalcolo causato dal ritorno degli EP britannici, che fanno invece volare Nuovi&NI. Sostanzialmente non interessate da variazioni ALDE e GUE/NGL, uniche a proseguire immutate i propri trend. Scomparsi EFDD, Nuovi e Non iscritti, M5S+ naviga in ultima posizione, facendo intuire anche graficamente come non abbia numeri sufficienti.

Anti-UE Vs Europeristi, nuovo trend Pollofpolls

Novità di Pollofpolls è il tracking dei partito Pro ed Anti UE (Euroskeptics). Si noti come tale conteggio sia sostanzialmente diverso da quello dei nostri Fronti (nella prossima pagina): noi infatti inseriamo in automatico nei rispettivi schieramenti tutti i partiti appartenenti ad una Famiglia Politica ritenuta euroscettica o pro-ue (con la sola eccezione dei partiti Uk), per cui ad es. tutto il PPE è nel Fronte Europeista. Questo perchè l’appartenza ad un gruppo determina il conteggio del “vincitore” ed è poi l’intera Famiglia Politica che aderisce ad una maggioranza. Succede così che anche un partito notoriamente euroscettico come gli ungheresi di Fidesz, essendo nel PPE, contribuisca alla possibile vittoria dei Popolari ed all’istaurarsi di maggioranza e commissione Pro-UE.

Il trend di Pollofpolls invece è ottenuto mediate un calcolo esclusivamente ideologico: negli Euroscettici viene inserito qualsiasi partito con ideologia non del tutto favorevole all’UE, anche se aderisce ad un gruppo Europeista. Vi sono inclusi quindi Fidesz, i Socialisti Rumeni, gran parte dei partiti UK oltre a varie formazioni minori. Ciò spiega la consistenza maggiore degli Euroscettici nel trend che vediamo sotto rispetto al nostro Fronte Sovranista.

Al di là dei conteggi, il nuovo grafico ha un indubbio motivo di interesse: ci mostra infatti in maniera immediata e visiva come i partiti Euroscettici siano, nei primi quattro mesi del 2019 ed al netto del Delay Brexit, in live ma evidente calo, mentre i Pro-UE crescono. L’esatto opposto della narrazione mediatica prevalente in Italia, come da noi più volte sottolineato.

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I Fronti Europeista e Sovranista

Come spiegato nella scorsa puntata, i partiti UK sono stati ripartiti solo in parte nei due fronti (con un indubbio vantaggio per il Fronte Sovranista, data la consistenza del Laburisti). Restano invece invariate le altre assegnazioni: nonostante la girandola tra i nuovi gruppi Sovranisti e Populisti, i partiti inseriti nei rispettivi macroschieramenti non cambiano.

Il Fronte Sovranista è quindi composto da Salvini’s Alliance, ECR, M5S+ ed Altri di Destra; il Fronte Europeista da PPE, S&D, ALDE, Verdi ed Altri di centrosinistra o Liberali.

Questa è di conseguenza la situazione degli schieramenti ad oggi:

– Fronte Sovranista 181 EP circa.

– Fronte Europeista 481 EP circa.

Per quanto le comparazioni abbiano poco valore data la volatilità dei partiti UK appena introdotti (in quanto non erano mai stati sondati riguardo alle Europee), entrambi i fronti crescono dall’ultima puntata.

Le possibili coalizioni

Vediamo ora la situazione sintetica delle coalizioni, date le variazioni odierne. In verde le ipotesi sopra la maggioranza assoluta dei seggi, che è passata a 376 EP, in rosso quelle senza maggioranza.

– Maggioranza Attuale (PPE+ALDE+S&D): 415 seggi.

– Coalizione Centrosinistra (S&D, ALDE, Greens/EFA, GUE/NGL, Nuovi di Csx e Lib): 374 seggi.

– Coalizione Centrodestra + Sovranisti uniti (PPE+Fronte Sovranista+Cons UK): 364 seggi.

– Coalizione Centro-Centrodestra-Destra (ALDE, PPE, ECR): 329 seggi.

Nulla cambia anche questa settimana: unica maggioranza possibile quella attuale, anche se perde qualche seggio da metà aprile per via dei ricalcoli che hanno penalizzato S&D e soprattutto PPE.

Resta invece vicinissima a quota 376 la compagine di Centrosinistra ed è da segnalare come ieri lo Spitzenkandidaten di S&D Frans Timmermans abbia dichiarato che preferirebbe tale coalizione piuttosto che tornare ad allearsi con il PPE. Qualora avesse la maggioranza il Centrosinistra sarà quindi un’opzione da prendere in considerazione.

Per oggi è tutto, appuntamento alla prossima puntata: le Elezioni Europee si avvicinano e l’Osservatorio sull’Europa torna con cadenza settimanale regolare!

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