Pubblicato in: Banche Centrali, Stati Uniti, Unione Europea

EurUsd. Powell (Fed) fa effetto anche se tace e non fa nulla.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-02.

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«L’euro si è fortemente indebolito nei confronti del dollaro ieri, dopo la conferenza stampa del governatore della Federal Reserve Jerome Powell, che ha motivato le scelte della banca centrale di mantenere i tassi d’interesse invariati al 2,5%, come ampiamente atteso dal mercato»

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«In realtà, subito dopo la pubblicazione della decisione del FOMC, l’euro si era apprezzato contro il biglietto verde, salendo fino a quota 1,1265 in pochi minuti, con i traders che hanno letto evidentemente in chiave molto dovish il comunicato della Fed»

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«Poi, non appena il governatore ha preso la parola, l’euro ha iniziato la sua discesa che l’ha portato fino a quota 1,1191, quindi di nuovo sotto la soglia psicologica dell’1,12»

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«Difficile dire cosa abbia spinto i traders a leggere in chiave hawkish le parole di Powell, capovolgendo la lettura del comunicato della Fed di pochi minuti prima, dal momento che il governatore è sembrato essere più colomba del previsto, annunciando, anche se non esplicitamente, un “whatever it takes” da parte della banca centrale per riportare l’inflazione al livello del 2,0%, in questo momento ancora lontano e indesiderato dai banchieri centrali americani»

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«Il che può significare solo un mix di politiche monetarie accomodanti o, addirittura, come ritiene qualcuno, ultra-accomodanti»

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In primo luogo, definiamo alcuni termini specialisti del forex.

Dovish. Deriva da “dove” (’colomba’) e per associazione analogica alle caratteristiche dell’animale docile, pacifico e positivo connota una linea di condotta morbida, in contrasto con la linea dura che, invece, definisce l’atteggiamento “Hawkish” (da falco). Si riferisce ad un quadro economico che supporta in genere tassi di interesse più bassi.

Dovish è simile a bearish. Ma dove bearish descrive una visione pessimistica di un mercato, dovish descrive una visione ottimista che riguarda l’evolversi dell’inflazione.

Hawkish. Deriva da “hawk” letteralmente dall’inglese “falco”, è utilizzato nella descrizione della condotta delle politiche monetarie più “dure” (in analogia con le caratteristiche dell’animale) portate avanti dalle banche centrali che contrastano il possibile aumento dell’inflazione. Al contrario di Dovish, Hawkish si riferisce ad una linea di condotta più dura soprattutto nella considerazione dell’inflazione. Questa linea di condotta tende a preferire le misure che si ritiene possano mantenere bassa l’inflazione come: tassi di interesse più elevati, politica fiscale stretta e restrizioni in materia di espansione monetaria. Hawkish è simile a bullish. Ma laddove bullish descrive una visione ottimistica nei confronti di una economia o di un bene, hawkish descrive un atteggiamento pessimista nei confronti dell’evolversi (al rialzo) dell’inflazione.

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Come si constata, anche senza prendere nessuna iniziativa pratica, le parole di un governatore quale Powell hanno il potere si sommuovere i mercati valutari.

È uno strumento nel cui uso Mario Draghi è maestro.

Non si stenta fantasia ad immaginare come Mr Trump sia furente al calor rovente.

Nei fatti è dilacerato da due strategie divergenti: un dollaro debole e bassi tassi di interesse sarebbero quanto di meglio lui possa desiderare per il sistema economico statunitense, ma nel converso un dollaro forte mette in difficoltà il mondo e favorisce il contenimento della inflazione interna.

Ma in ultima analisi si tenga presente come le variazioni, sia pur consistenti, che prendono campo in due giorni sono spesso rapidamente ammortizzabili da parte dei mercati.

Viviamo in ogni caso un periodo fortemente turbolento.

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L’euro affonda dopo le parole di Powell

L’euro si è fortemente indebolito nei confronti del dollaro ieri, dopo la conferenza stampa del governatore della Federal Reserve Jerome Powell, che ha motivato le scelte della banca centrale di mantenere i tassi d’interesse invariati al 2,5%, come ampiamente atteso dal mercato. In realtà, subito dopo la pubblicazione della decisione del FOMC, l’euro si era apprezzato contro il biglietto verde, salendo fino a quota 1,1265 in pochi minuti, con i traders che hanno letto evidentemente in chiave molto dovish il comunicato della Fed, soprattutto per la parte relativa ai timori di una bassa inflazione prolungata nel tempo.

Poi, non appena il governatore ha preso la parola, l’euro ha iniziato la sua discesa che l’ha portato fino a quota 1,1191, quindi di nuovo sotto la soglia psicologica dell’1,12. Difficile dire cosa abbia spinto i traders a leggere in chiave hawkish le parole di Powell, capovolgendo la lettura del comunicato della Fed di pochi minuti prima, dal momento che il governatore è sembrato essere più colomba del previsto, annunciando, anche se non esplicitamente, un “whatever it takes” da parte della banca centrale per riportare l’inflazione al livello del 2,0%, in questo momento ancora lontano e indesiderato dai banchieri centrali americani.

Il che può significare solo un mix di politiche monetarie accomodanti o, addirittura, come ritiene qualcuno, ultra-accomodanti, che si risolvono in una riduzione dei tassi d’interesse e in una politica espansiva del bilancio. In altre parole, il riconoscimento di una forward guidance molto dovish, nonostante per poterne valutare l’effettiva realizzabilità gli analisti avranno bisogno di un po’ di tempo.

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Dovish.

Dovish è una parola inglese molto spesso utilizzata nelle analisi delle condotte di politica monetaria delle banche centrali. Letteralmente, deriva da “dove” (’colomba’) e per associazione analogica alle caratteristiche dell’animale docile, pacifico e positivo connota una linea di condotta morbida, in contrasto con la linea dura che, invece, definisce l’atteggiamento “Hawkish” (da falco).

Dovish, infatti, si riferisce ad un quadro economico che supporta in genere tassi di interesse più bassi. L’atteggiamento “dovish” parte dall’assunto che le pressioni inflazionistiche siano sufficientemente basse perché i tassi di interesse possano mantenersi altrettanto bassi.

Come già annunciato, spesso Dovish viene utilizzato nel contesto di descrizione delle azioni di politica monetaria e delle prospettive delle banche centrali.

Ad esempio, se un governatore di una banca centrale dovesse affermare che gli effetti di elevati costi agricoli non rischiano di ripercuotersi sugli indici inflazionistici, allora tali osservazioni tenderebbero ad essere descritte come ’dovish’.

Dovish è simile a bearish. Ma dove bearish descrive una visione pessimistica di un mercato, dovish descrive una visione ottimista che riguarda l’evolversi dell’inflazione.

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Hawkish

Hawkish, che deriva da “hawk” letteralmente dall’inglese “falco”, è utilizzato nella descrizione della condotta delle politiche monetarie più “dure” (in analogia con le caratteristiche dell’animale) portate avanti dalle banche centrali che contrastano il possibile aumento dell’inflazione.

Al contrario di Dovish, Hawkish si riferisce ad una linea di condotta più dura soprattutto nella considerazione dell’inflazione.

Con hawkish, infatti, si definisce un atteggiamento negativo nei confronti dell’evoluzione dell’inflazione e dei suoi possibili effetti sulla società e sull’economia. Secondo la posizione più hawk le pressioni inflazionistiche possono erodere il potere d’acquisto dei consumatori e destare incertezza circa il mantenimento della stabilità dei prezzi.

In generale, questa linea di condotta tende a preferire le misure che si ritiene possano mantenere bassa l’inflazione come: tassi di interesse più elevati, politica fiscale stretta e restrizioni in materia di espansione monetaria.

Come già detto, l’approccio “da falco” sostiene la linea dura della condotta monetaria; ad esempio se un governatore di una banca centrale dovesse affermare che gli effetti dell’aumento dei prezzi dei beni agricoli rischiano di ripercuotersi sul livello dell’inflazione, allora tale atteggiamento sarebbe descritto come “hawkish“, dalla linea dura.

Hawkish è simile a bullish. Ma laddove bullish descrive una visione ottimistica nei confronti di una economia o di un bene, hawkish descrive un atteggiamento pessimista nei confronti dell’evolversi (al rialzo) dell’inflazione.

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