Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Chi non ricordasse il 16 agosto 2018 sarà disilluso. Aste btp e bot deserte.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-02.

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Superficialità e sindrome monoculturale sono cugine che amano albergare nelle menti scarsamente strutturate.

Di norma chiamano a tener loro compagni l’intima amica presunzione: la forma più perniciosa è quella che, non conoscendo la realtà, si illude che tutti la pensino come lei, e che il suo pensiero sia quello giusto in senso assoluto.

Già: ma nella vita esistono anche gli “altri“, e molto spesso si dipende da loro e da come la pensano. Nel caso del debito gli “altri” sono i creditori.

Non comanda chi accede al credito: comanda chi lo concede.

Ecco alcune frasi caratteristiche, che somigliano più a slogan che al frutto di un qualche ragionamento:

«Il debito può salire a piacere: è sufficiente che la banca centrale stampi»

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«Le moderne teorie economiche dimostrano in modo inequivocabile che l’entità del debito è ininfluente sul sistema economico»

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Poi, quando succedono fatti come questi riportati a seguito, allora la colpa non è di un debito sovrano mostruoso né tanto meno di quanti lo abbiano propugnato, ma degli gnomi di Zurigo, di un complotto contro l’Italia e così via.

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Buon giorno, Italia! Ftse Mib -1.87%, Btp ancora in discesa. Aste deserte.

«Se è vero che di questi giorni i volumi di scambio sono basi, sarebbe altrettanto vero constatare come la borsa italiana inanelli una serie continua di ridimensionamenti e le quotazioni dei titoli di stato siano in costante, continua discesa.

Se nessuno intenda fare il catastrofista, sarebbe d’altra parte necessario prendere atto della situazione.

Posizioni che prima erano ritenute essere solide come rocce stanno scricchiolando vistosamente.

Si inizia a delineare il problema clou dell’Italia: trovare acquirenti per i propri titoli di stato.

Non sarà soltanto questione di aumentare i tassi di interesse, bensì di generare fiducia negli investitori.»

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Tregua per i BTp, aste «light» ma solo fino alla Befana

«Il fatto che l’ultimo giorno di questo ottobre nero per i mercati sia finito con spread in lieve calo a 305 punti base e Piazza Affari in minimo rialzo (+0,27%) regala un pizzico di sollievo. Anche perché i titoli di Stato italiani trovano d’ora in avanti un alleato: il calendario. A novembre e dicembre, secondo le stime degli analisti, il Tesoro avrà la necessità di emettere relativamente pochi BoT e BTp: intorno a 30 miliardi. Motivo: fino ad oggi ha già soddisfatto il 92% delle necessità finanziarie dell’intero 2018. Ma la tregua durerà poco: fino a dicembre. »

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Titoli pubblici: asta deserta o quasi!

«Titoli pubblici: asta deserta o quasi! BTp Italia: la raccolta per i risparmiatori si chiude a 863 milioni, peggior dato di sempre Neanche un miliardo di euro in tre giorni. Nessuno forse si aspettava una raccolta così «magra» fra gli investitori retail per il BTp Italia, forse neanche i più pessimisti sulla sorte del debito italiano. A pesare, nei giorni pieni di tensione e culminati proprio questa mattina con l’avvio della procedura di infrazione da parte della Commissione Ue, è chiaramente il clima di incertezza che si è creato attorno alla gestione delle nostre Finanze pubbliche e la conseguente volatilità sul mercato: una situazione che ha finito per allontanare le famiglie da uno strumento al quale parevano davvero affezionate, nonostante la cedola minima garantita fosse la più elevata da diversi anni a questa parte. Primato negativo.»

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Perché l’asta del Btp Italia è stata un flop

«Per il primo buono del Tesoro «gialloverde» sottoscrizioni per soli 481 mln. Spred e i bassi tassi pesano. Ma per gli analisti tra le ragioni c’è anche il crollo del 12% da maggio della precedente edizione.

Il Btp Italia parte col freno a mano tirato. La 14esima edizione del Buono del Tesoro, il primo emesso sotto le insegne del governo ‘gialloverde’ ha fatto segnare sottoscrizioni per appena 481,3 milioni di euro. Un record negativo se si esclude l’emissione del giugno 2012, quando il Btp che da ormai sei anni il Tesoro dedica ai piccoli risparmiatori raccolse all’esordio solo 218 milioni. In tutte le altre dodici edizioni, al debutto le sottoscrizioni non sono mai scese sotto il miliardo di euro, con un picco di 16,8 miliardi nel novembre 2013. Nell’ultima edizione, a metà dello scorso maggio, il primo giorno si era chiuso a quota 2,3 miliardi.»

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Nessuno compra più il nostro debito: anche i fondi hanno snobbato i Btp

«Emissione flop: incassati solo 2,1 miliardi. Il tedesco Weidmann: “Contro le crisi meno sovranità e ministro delle Finanze unico”

Il collocamento, un vero e proprio flop che è la cartina di tornasole della diffidenza verso tutto ciò che è espressione del debito tricolore, si è chiuso ieri con una seconda girata di spalle. Dopo gli appena 863 milioni comprati dal pubblico retail, cioè proprio quei piccoli risparmiatori cui è principalmente destinato il Buono agganciato all’inflazione, questa volta è toccato agli investitori istituzionali mostrare il pollice verso, con soli 1,3 miliardi di euro di titoli sottoscritti.

Con l’intera eurozona a rischio di collassamento, qualche mese dopo Mario Draghi avrebbe riscritto il finale della crisi del debito sovrano: prima con una frase diventata celeberrima («Wathever it takes»), e poi con il varo del piano di acquisto con cui la Bce ha messo le mani su 2.300 miliardi di titoli.»

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Debito pubblico è salito a 2,363.685 miliardi.

Italia. Debito pubbliche amministrazioni. Analisi per vita residua.

Bundesbank. Piano ufficioso per dimezzare il debito italiano.

Italia. Debito Sovrano a 2,311.703 mld. La brutta sorpresa di Bankitalia.

Debito delle Amministrazioni Locali. Ipotecano il futuro.

Bankitalia. Il debito delle PA è salito a 2,279.881 miliardi.

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Semplifichiamo al massimo, a costo di essere bollati di crassa ignoranza e superficialità: ma il nostro problema sarebbe quello di farsi capire, almeno da quanti vogliano capire.

Quando un qualche attore economico emette dei titoli, nel nostro caso lo stato che emette bot, btp etc, ha un unico grande problema: trovare gli acquirenti, ossia persone fisiche o giuridiche che in cambio dei titoli conferiscano denaro fresco.

È velleitario ritenere di poter convincere un potenziale acquirente decantandogli le bellezze formali delle nuove teorie monetarie: quello guarda solo i fondamentali, i tassi di interesse e le garanzie date.

Non solo, L’Italia ha un rank BBB-: un knot sotto ed i titoli italiani non potrebbero essere comprati dagli acquirenti istituzionali. Formalmente, non potrebbero nemmeno essere detenuti in portafoglio.

Le citazioni di cui sopra ci ricordano come negli ultimi tempi molte aste di titoli di stato siano andate deserte, ossia non si era presentato nessun acquirente. Ma se non arrivano i compratori, chi mai potrebbero arringare i sostenitori delle moderne teorie della moneta? Quelli se ne impippano.

Ci si pensi sopra molto bene.

Weimar con il suo Papiermark, oppure il Venezuela con il suo bolivar soberano avrebbero ben dovuto insegnare qualcosa.

Il problema del debito può in un amen tramutarsi nel problema dell’ira dei creditori turlupinati.

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Italia. Crisi in vista. Liquidità bancarie salite al 32%, 1,371 miliardi.

ECB. Entro fine anno si dovrebbe rinnovare il Governatore.

Ecb. Bollettino Economico. Italia. Futuro nero.

Alla fine si andrà a votare perle elezioni europee, per la regione Piemonte e per le amministrative in oltre 3,860 comuni.

Poi, sembrerebbe verosimile che si arrivi ad un redde rationem.

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