Pubblicato in: Cina

Cina. 130 milioni hanno viaggiato all’estero.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-29.

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How Chinese tourists are changing the world

«135 million travellers a year, spending US$261 billion – numbers that will soon be smashed: Chinese tourists are having a huge impact on destinations everywhere, which welcome the money they pay but not always their ways»

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«While much public discourse in the U.S. focuses on things like steel prices and cheap manufactured goods, the really dominant theme in Chinese economics is the power of consumer spending and services»

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«According to the United Nations World Tourism Organization, Chinese outbound tourism expenditure grew to $261 billion in 2016 (21 percent of the world market), an increase of 12 percent from 2015 and 11 times of the amount spent a decade earlier.»

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Ricapitoliamo.

135 milioni di cinesi si sono mossi all’estero per turismo, spendendo 261 miliardi di dollari americani. La spesa media è di 1,933 dollari a testa. Una famiglia di padre, madre e due figli ha speso 7,733 Usd.

Questo significa che le famiglie cinesi guadagnano a sufficienza da avere un surplus di quasi 8,000 Usd l’anno, e potersi permettere di spenderlo in un viaggio turistico all’estero.

Un po’ più del dieci per cento della popolazione totale può permettersi una tale spesa nonché di assentarsi dal lavoro per una – due settimane.

Il turismo cinese copre il 21% dell’intero mercato turistico mondiale.

Un grande risultato, tenendo conto che nel 1990, ventinove anni fa, il pil procapite cinese era 349 Usd.

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Ci si domanda stupiti per quale motivo i media occidentali dipingano la Cina come un paese illiberale, quando una simile quota di loro Cittadini ha libertà e mezzi per recarsi all’estero. Ed a viaggio terminato, se ne ritorna contenta a casa propria.


Ansa. 2019-03-17. 130 milioni i turisti cinesi nel mondo

Cina supera Italia come arrivi internazionali, Pechino 2/o hub.

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A poche ore dalla visita in Italia del leader cinese XI Jinping e nel mezzo dell’infuocato dibattito sul memorandum per la Via della Seta, non si può non considerare anche l’enorme potenza turistica della Cina, tenendo conto del fatto che una persona su 5 al mondo è cinese: sono oltre 130 milioni, infatti, i cinesi che annualmente si recano all’estero per turismo o per lavoro. Di questi circa il 13% arriva in Europa e solo una piccola parte – tra i 500 e i 600 mila – degli 1,4 milioni che visitano il nostro paese arriva direttamente in Italia. Esattamente, secondo i dati Istat, dalla Cina si registrano 3 milioni 77 mila arrivi e poco più di 5 milioni di presenze.

Dall’altra parte è enorme anche la potenzialità del Paese del Dragone come meta turistica: “La Cina – spiega all’ANSA Damiano De Marchi, ricercatore del Ciset – Centro internazionale di studi sull’economia turistica – ha superato l’Italia per arrivi internazionali di turisti (60 milioni contro i 58,3 del Belpaese) e Pechino è diventato il 2/o aeroporto al mondo, una situazione fino a 20 anni fa impensabile. Per non parlare del turismo domestico del Paese, su cui il governo sta molto spingendo, che ha toccato i 3 miliardi di arrivi. L’Italia continua a essere nella mente dei turisti cinesi, ma non sempre questo sogno diventa realtà, perché la scelta si basa anche sulla facilità di raggiungimento e la politica dei visti e l’assenza di voli diretti penalizzano moltissimo”.

“Provenendo dal settore turistico conosco il comparto – spiega il ministro Gian Marco Centinaio – e in particolare qualche settimana fa sono andato in Cina per parlare con il mio omonimo che mi ha riferito di come l’Italia e la Cina siano due super potenze mondiali nel settore del turismo, fuori dal nostro Paese ci vedono così. Abbiamo ottomila chilometri di costa, i siti Unesco più importanti al mondo, le città d’arte che sono dei musei a cielo aperto, abbiamo paesaggi rurali invidiati da tutti e la gente fa migliaia di chilometri per vederli e noi tutto questo lo diamo per scontato. Abbiamo la storia d’Italia che nessun Paese oltre i nostri confini possiede”.

Tutti i paesi europei rappresentano destinazioni potenziali del mercato cinese – emerge da uno studio di Cst-Confesercenti – e la loro modalità di visita è itinerante: 2-3 città per nazione e ripartono verso una nuova meta. L’Italia è il terzo paese più visitato e Roma è la seconda città più scelta, con arrivi in continuo aumento, assieme a Venezia (1 cinese su 5 pernotta in Veneto), Firenze e Milano. Le 10 destinazioni preferite sono state in ordine di visitatori: Francia, Germania, Italia, Spagna, Russia, Gran Bretagna, Svizzera, Grecia, Repubblica Ceca e Ungheria. Le prime 10 città per numero di visitatori sono Parigi, Roma, Praga, Mosca, la svizzera Interlaken, Vienna, Firenze, Venezia, Budapest e Barcellona.

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