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Def. Entrate a 579.3 miliardi ed uscite a 638.6.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-23.

Bomba ad Orologeria 001

«Entrate a 579,3 miliardi quest’anno, uscite a 638,6»

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«Più spesa per interessi, meno per investimenti»

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«In sostanza le entrate totali dello Stato, esclusa la restituzione dei debiti, dovrebbero passare da 578 miliardi e 490 milioni di euro a 579 miliardi e 306 milioni nel 2019, con un progresso di appena lo 0,1% soprattutto a causa del rallentamento dell’economia»

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«un incremento che è concentrato nelle spese correnti (quelle non in conto capitale), +2,8%, e ancora di più nella loro componente riguardante gli interessi sul debito, che salgono del 4,7% (più di 3,5 miliardi)»

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Sono ben pochi i commenti da farsi, e sembrerebbe essere inutile il ripetersi.


Def in cifre: la folle corsa della spesa pubblica.

Entrate a 579,3 miliardi quest’anno, uscite a 638,6. Più spesa per interessi, meno per investimenti

La tabella qui sopra rappresenta l’andamento dei conti pubblici nel 2018 e soprattutto quello previsto nei prossimi anni. Come sempre include una proiezione piuttosto realistica per il primo anno, il 2019, in cui vi sarà un deciso peggioramento dei numeri, cui dovrebbe seguire un miglioramento, che però essendo lontano sarà tutto da verificare.

La crescita del debito pubblico

Il grafico è molto semplice ed è diviso in 4 schede: le previsioni di spesa suddivise per macroaree, le previsioni di entrata sempre divise per macroaree, la somma dei valori di tutte le entrate e di tutte le uscite e, ultima scheda, il saldo, ovvero, la differenza tra entrate e uscite. Nel grafico qui sotto gli stessi numeri sono espressi in percentuale e mostra l’andamento anno per anno.

In sostanza le entrate totali dello Stato, esclusa la restituzione dei debiti, dovrebbero passare da 578 miliardi e 490 milioni di euro a 579 miliardi e 306 milioni nel 2019, con un progresso di appena lo 0,1% soprattutto a causa del rallentamento dell’economia. D’altra parte il nostro debito pubblico ha superato da anni la soglia dei 2mila miliardi come, peraltro, altri tre Paesi in Europa, come Truenumbers ha scritto in questo articolo. A crescere saranno solo le entrate tributarie, ovvero quelle relative alle tasse, che progrediranno del 1,7%, mentre quelle extra-tributarie, che comprendono proventi di imprese pubbliche, o incassi di crediti, o vendite di beni patrimoniali, saranno in crollo, del 10,7%. Nel 2020 e 2021 dovrebbero esserci maggiori introiti. Si dovrebbe andare oltre i 60 miliardi, con una crescita del 4,5% tra 2020 e 2019 e del 1,9% tra 2021 e 2020. Anche qui praticamente solo per le entrate tributarie.

Parliamo delle spese: il 2019 è l’anno in cui dovrebbero aumentare maggiormente, come mostra il secondo grafico: più 2,6% passando da 622 miliardi e 332 milioni a 638 miliardi e 642 milioni. Con un incremento che è concentrato nelle spese correnti (quelle non in conto capitale), +2,8%, e ancora di più nella loro componente riguardante gli interessi sul debito, che salgono del 4,7% (più di 3,5 miliardi).

La spesa per investimenti

Le spese in conto capitale, ovvero gli investimenti dello Stato, aumenteranno pochissimo, appena dello 0,7%; è vero che nel 2020 la spesa finale salirà dell’1,5%, mentre addirittura diminuirà del 0,5% nel 2021, ma solo grazie, appunto, al crollo del 7,5% della spesa in conto capitale.

Di conseguenza il saldo netto finale, che altro non è il deficit dello Stato, aumenterà quest’anno del 35,3%, a 59 miliardi e 335 milioni, per poi scendere nel 2020 ai livelli del 2018 e ancora più in basso nel 2021. Sempre che le previsioni siano rispettate.

Come si vede, ogni anno tra qui e il 2021, il bilancio pubblico diventa sempre più imponente: nel 2019 l’Italia spenderà 846,5 miliardi che saliranno fino ad arrivare agli 889,9 miliardi nel 2021. La “colpa” maggiore è da attribuire alla spesa per il rimborso dei debiti che non aumenterà solo quest’anno ma anche i prossimi. Fino a raggiungere i 326 miliardi e 187 milioni, 32 miliardi e 317 milioni in più di oggi. Cosa che porterà l’incremento di spesa complessiva nel 2021 a 43 miliardi e 316 milioni. Risultato: quasi tre quarti dell’aumento della spesa dello Stato sarà dovuto alla restituzione del debito contratto con i nostri creditori.

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