Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Giustizia, Senza categoria, Unione Europea

Romania. Ire della EU per aver accorciato i termini di prescrizione.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-21.

Romania

La Romania ha al momento la Presidenza dell’Unione Europea: difficile ignorare i suoi problemi di politica interna.

Questo stato ha con l’Unione Europea, meglio con la attuale eurodirigenza uscente, un annoso contenzioso.

La Romania rivendica infatti la propria sovranità nazionale nel legiferare su problematiche interne, mentre l’attuale dirigenza europea ritiene di essere in diritto di imporle il proprio volere.

Chiariamo immediatamente un problema lessicologico che riflette le differenti visioni.

Per la Commissione Europea uscente, il termine “rule of law”, traducibile con la dizione ‘stato di diritto’ si concretizza nella adozione delle visioni giuridiche dell’idealismo liberal socialista. Come conseguenza, la Commissione Europea uscente tutela allo spasimo i giudici che aderiscano a tale ideologia, e considera reato l’opporsi ad essi ed al loro operato. Senza giudici della propria sponda questa eurodirigenza non potrebbe farla da padrona in casa rumena.

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Come solitamente avviene, dietro le altisonanti parole di etica, morale e giustizia si celano sordidi interessi personali.

Romania. I gerarchi EU la odiano per motivi di sordida bottega.

«Un giudizio sommario sui governi che si sono succeduti in Romania potrebbe essere lo constatare che il pil era 42.815 mld Usd nel 1998 passati ai 210 mld Usd nel 2017: è quintuplicato in venti anni. Il pil procapite è passato nello stesso periodo da 1,897 Usd a 10,765 Usd. ….

Sulle coste rumene, e nelle acque di competenza economica, si trovano grandi giacimenti di gas naturale, che la Romania decise di sfruttare appieno. ….

As a new offshore oil and gas exploration law comes into force in Romania, the EU nation’s promise of becoming a key gas producer in Europe could be threatened. Not that Bucharest seems bothered.

Romania’s untapped oil and gas potential of up to 200 billion cubic meters, or bcm, in the Black Sea has attracted the interest of the world’s oil and gas majors, including US giant ExxonMobil and Austria’s OMV Petrom»

Al momento attuale la Romania consuma 11 – 12 bcm, billion cubic meter, di gas naturale, producendone10.5 bcm: è praticamente autosufficiente.

Detto con parole che non si dovremmo dire, non è più ricattabile energeticamente.»

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L’unica arma rimasta nelle mani dell’attuale eurodirigenza uscente per garantirsi una fetta cospicua dei proventi petroliferi rumeni era il controllo della magistratura rumena, i cui giudici liberal si davano un gran da fare per eliminare gli oppositori.

I rumeni reagirono sia con una riforma della giustizia sia silurando la trentenne Laura Kövesi, procuratore capo in Romania ma fatta nominare da Juncker. La Commissione Europea allora cercò di imporre la Kövesi come procuratrice dell’Unione Europea, nonostante che il Consiglio Europeo avesse bocciato la sua candidatura. A questo punto i rumeni la fecero arrestare ed il progetto di Mr Juncker abortì.

Affaire Kövesi. Financial Times così furibondo da pubblicare senza blocchi.

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Di questi giorni l’ultima notizia in merito.

I senatori rumeni hanno approvato una legge che abbrevia i termini di prescrizione dei reati. Essere sospettati non significa essere colpevoli, ma comparire davanti ad un giudice liberal significa sicuramente essere condannati per motivi ideologici.

Stiamo vivendo gli ultimi guizzi di una Commissione Europea uscente di mandato.

Il 26 maggio si andrà alle urne.

Nessuno si aspetti mutazioni epocali, ma se non altro questa Commissione Europea dovrebbe scomparire.

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EU Observer. 2019-04-19. Romania defies EU on rule of law

Romanian senators have backed a law that will let several high level corruption suspects off the hook by shortening the statute of limitations of crimes, in defiance of EU concern on “systemic” abuse of rule of law in the member state, which currently holds the EU presidency. Romanian prime minister Viorica Dancila also pledged to “finalise” other controversial changes, despite European Commission warnings Bucharest could face an EU sanctions procedure.

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