Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Economia e Produzione Industriale, Unione Europea

Unione Europea. Immatricolazioni auto cinque grandi costruttori -9.6% .

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-19.

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«Le immatricolazioni di auto nell’Unione Europea più Efta (Svizzera, Norvegia e Lussemburgo) sono state a marzo 1.770.849, il 3,6% in meno dello stesso mese del 2018»

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«Il primo trimestre chiude con 4.032.881 auto vendute, in calo del 3,2%»

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«L’andamento peggiore nella pattuglia dei cinque grandi mercati dell’area lo ha fatto registrare il mercato italiano, che è in calo in marzo del 9,6%»

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«Nel primo trimestre le immatricolazioni di vetture con questo tipo di alimentazione[diesel]  sono infatti calate del 26,1%»

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«tutti i 5 Major Markets cedono il passo: -9,6% dell’Italia, -4,3% della Spagna, -3,4% del Regno Unito, -2,3% della Francia e -0,5% della Germania.»

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«Prosegue anche la flessione delle immatricolazioni di auto diesel, a -17% nei cinque maggiori mercati nel mese (-16,6% nel trimestre), con variazioni negative a due cifre in tutti i Paesi»

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L’Unione Europea sta evidenziando, in termini medi, una stagnazione economica di vasta portata: la produzione industriale è in calo costante da mesi ed il portafoglio ordini è sconsolatamente sempre più ridotto.

Il settore dell’autotrazione costituisce una struttura portante del sistema economico europeo, sia per il numero e la qualità degli addetti alla produzione, sia ancor di più per tutto l’indotto, che va dalle officine meccaniche per manutenzione e riparazioni alle carrozzerie. Poi, chi dispone di un’automobile, la usa. Sempre che ciò sia loro permesso e concesso.

Se sicuramente la situazione economica non invoglia a rinnovare l’autovettura od il veicolo ad uso commerciale, altrettanto sicuramente il cumulo di leggi, norme e regolamenti che gravano sul settore stanno strozzando quella che un tempo era la gallina dalle uova di oro.

Basti pensare alla fuga della Fiat: non è andata dove il costo del lavoro fosse minimo. Se ne è andata negli Stati Uniti, ove le leggi sono ragionevoli, la burocrazia è scarna e lapressione fiscale ragionevole.

Ma riducendosi la produzione industriale si riducono le denuncie dei redditi e, di conseguenza, il prelievo fiscale. Gli stati si trovano ad introitare sempre meno, proprio mentre aumentano le richieste di aiuti e sussidi.

Si faccia grande attenzione.

Un istante prima di morire il paziente era ancora vivo.


Ansa. 2019-04-17. Immatricolazioni auto UE, marzo in calo del 3,6%

Fca perde l’11,7%. Promotor: ‘Mese in rosso, ma non malissimo’. Unrae: ‘Contrazione per i 5 major markets’. Anfia: ‘Per i diesel, – 17%’.

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Le immatricolazioni di auto nell’Unione Europea più Efta (Svizzera, Norvegia e Lussemburgo) sono state a marzo 1.770.849, il 3,6% in meno dello stesso mese del 2018. Il primo trimestre chiude con 4.032.881 auto vendute, in calo del 3,2%. I dati sono dell’Acea, l’associazione dei costruttori europei dell’auto.

Il gruppo Fca ha immatricolato a marzo 106.680 auto nei mercati dell’Europa più Efta, l’11,7% in meno dello stesso mese del 2018. La quota è del 6%. Nei primi tre mesi dell’anno il gruppo ha venduto 259.733 vetture, con una flessione del 10,6% e una quota pari al 6,3%.  Tra i marchi di Fca – si sottolinea in ambienti industriali vicini al gruppo – Jeep aumenta sensibilmente le vendite a livello europeo rispetto all’anno scorso e resta sopra la soglia dell’1% del mercato. Significativi i valori di crescita del brand in Germania e Spagna, con aumenti in entrambi i casi decisamente migliori rispetto a quelli del mercato. Crescono le vendite di quasi tutti i modelli, in particolare di Cherokee e Wrangler: quest’ultima raddoppia le immatricolazioni rispetto allo stesso mese del 2018. Alfa Romeo ottiene un risultato molto positivo in Spagna, dove chiude marzo in crescita di quasi l’87%. Tra i modelli del marchio Fiat 500 e Panda sono le più vendute del segmento A. Fiat, con i due modelli insieme, detiene sia a marzo sia nei tre mesi una quota superiore al 30% nella categoria. Un altro risultato record per Lancia che anche in marzo aumenta le vendite e nel trimestre è il brand che incrementa di più le immatricolazioni. In Spagna – mercato che nel progressivo annuo perde quasi il 7% – Fca chiude il trimestre in controtendenza e migliora la quota.

Promotor: mese in rosso ma non malissimo. Lievi segnali positivi 

“Male, ma non malissimo, il mercato europeo dell’auto in marzo”. E’ il commento di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor. “Dai dati statistici diffusi oggi e dal contesto economico – spiega – scaturisce un quadro del mercato europeo dell’auto penalizzato dall’effetto congiunto di fattori di freno specifici, come la demonizzazione del diesel, o comuni all’intera economia come il quadro congiunturale e, per il Regno Unito, anche la Brexit”. L’andamento delle immatricolazioni in Europa è influenzato dai risultati dei cinque maggiori mercati in cui complessivamente nel primo trimestre 2019 le vendite hanno costituito il 72,1% dell’area Ue+Efta. L’andamento peggiore nella pattuglia dei cinque grandi mercati dell’area lo ha fatto registrare il mercato italiano, che è in calo in marzo del 9,6% e nel primo trimestre del 6,5%. Sul mercato italiano pesa tuttavia, come, e più che negli altri mercati europei, la penalizzazione del diesel. Nel primo trimestre le immatricolazioni di vetture con questo tipo di alimentazione sono infatti calate del 26,1% a vantaggio soprattutto delle auto a benzina (+21,6%) e delle auto ibride ed elettriche la cui quota rimane tuttavia modesta. Un po’ meglio dell’Italia ha fatto la Spagna che accusa un calo del 4,3% in marzo e del 6,9% nel primo trimestre.

Unrae: contrazione per i 5 major markets

 La contrazione delle immatricolazioni nel mese di marzo ha riguardato la maggior parte dei paesi dell’Europa dei 28+EFTA e, in particolare, tutti i 5 Major Markets cedono il passo: -9,6% dell’Italia, -4,3% della Spagna, -3,4% del Regno Unito, -2,3% della Francia e -0,5% della Germania. Per questi Paesi (che nel mercato Europeo coprono in questo primo trimestre oltre il 70% delle vendite) lo stesso trend di flessione è riscontrabile anche nei risultati del I trimestre, ad eccezione della Germania i cui livelli di vendita rimangono in linea con lo scorso anno. “Tra i 5 Major Markets è proprio l’Italia a registrare il calo peggiore – afferma Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case Automobilistiche estere – e questo non può che metterci in allarme. L’avevamo anticipato a dicembre al Governo e lo abbiamo ribadito ieri in un incontro con il Vice Ministro dello Sviluppo Economico On. Dario Galli, al quale abbiamo avuto modo di esprimere i nostri timori sulla necessità di un più accelerato rinnovo del nostro parco circolante, uno dei più vecchi d’Europa. Per questa ragione è sempre più urgente la definizione di una visione strategica della mobilità che accompagni la transizione verso le nuove motorizzazioni elettriche con un piano chiaro e ben definito”.

Anfia: ‘Nuovo passo indietro, – 17% per le vetture diesel. Prossimi mesi non facili’

“La domanda di auto nuove in Ue fa nuovamente un passo indietro a marzo dopo il risultato negativo di gennaio (-4,6%) e una leggera inversione di tendenza a febbraio (-0,9%)”. Lo afferma Paolo Scudieri, presidente dell’Anfia. “Tutti e cinque i maggiori mercati che, insieme, pesano per il 76% del totale immatricolato e risultano in ribasso del 3,5% nel mese – spiega – presentano un segno negativo a marzo, con l’Italia in testa (-9,6%), seguita dalla Spagna (-4,3%), dal Regno Unito (-3,4%), dalla Francia (-2,3%) e dalla Germania (-0,5%)”. Prosegue anche la flessione delle immatricolazioni di auto diesel, a -17% nei cinque maggiori mercati nel mese (-16,6% nel trimestre), con variazioni negative a due cifre in tutti i Paesi tranne la Germania che, per il terzo mese consecutivo, registra un aumento (+2,7%). “Questo fenomeno – ha prodotto, nel 2017, per la prima volta da quando è incominciata la rilevazione, un incremento delle emissioni medie complessive di CO2 delle nuove auto vendute (+0,4% secondo la European Environment Agency) dovuto alle accresciute vendite di auto a benzina – maggiori rispetto alle immatricolazioni di auto ad alimentazione alternativa – che hanno livelli emissivi di CO2 più alti rispetto alle versioni diesel. La chiusura del primo trimestre è quindi negativa, con diminuzioni delle vendite in tutti i maggiori mercati tranne la Germania, che resta sui livelli del primo trimestre 2018. Difficile fare previsioni sull’andamento del mercato per i prossimi mesi, anche se le tensioni che caratterizzano lo scenario internazionale ed europeo in questo momento, insieme al rallentamento dell’economia mondiale, lasciano presagire mesi non facili”. 

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