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Ong (ngo) hanno a cuore i giovani migranti perché poi se li scopano.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-11.

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Mamafrica “sfrattata”: “Siamo stati presi in giro dalle istituzioni”

Mama Africa Onlus presenta il calendario della solidarietà

«L’associazione Mama Africa Onlus – fondata da Enzo Liguoro e che da oltre vent’ anni aiuta e sostiene concretamente i bambini del Togo –  presenta  per la 20sima edizione: il calendario della solidarietà promosso quest’ anno dal nome “ Liberazione”. Questa sera, 1 dicembre alle ore 18. 30 presso il Plesso scolastico Piazza Donizetti inizierà la kermesse a cui seguirà il tour in tutti i comuni del vesuviano per il lancio del calendario, che consentirà di raccogliere fondi da destinare ai bambini orfani di Togo Ville.  Il programma della serata prevede anche testimonianze di chi è stato in Togo, un’esibizione di musica etnica a cura dei Gunà Percussion, la proiezione del nuovo video realizzato a Togoville e a Vogan dai ragazzi dell’ Associazione.»

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Certo che la ogn, ngo, Mamafrica aveva a cuore i poveri bambini di Togo Ville.

Li importavano dall’Africa e poi se li scopazzavano a piacere.

Ed il tutto utilizzando il denaro del Contribuente.

«La minaccia, nei confronti del giovanissimo ospite della casa famiglia in Africa, era di allontanarlo dalla struttura di accoglienza»

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«Avrebbe costretto più volte, dal 2007 al 2014, un ragazzino ospite di una casa famiglia a Togoville (Togo) a rapporti sessuali, dietro la minaccia di allontanarlo dalla struttura di accoglienza»

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«È l’accusa mossa dagli inquirenti nei confronti di un 72enne del Napoletano, fondatore e presidente di una Onlus all’epoca dei fatti impegnato in attività umanitarie in Africa»

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«La squadra mobile di Napoli l’ha oggi messo agli arresti domiciliari in applicazione di un’ordinanza emessa dal Tribunale di Nola»

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«Le indagini avrebbero consentito di “delineare un grave, univoco e concordante quadro indiziario ai danni della persona indagata“»

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Questa è la amara realtà delle ong, ngo: strepitano per ottenere finanziamenti pubblici, elargiti da conniventi, utilizzandoli poi per importare clandestinamente ed illegalmente la carnina della quale si compiacciono.

Questa gente ci fa apprezzare la chiara onestà dei negrieri portoghesi.

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Fondatore Onlus arrestato: avrebbe costretto un minorenne togolese a rapporti sessuali

La minaccia, nei confronti del giovanissimo ospite della casa famiglia in Africa, era di allontanarlo dalla struttura di accoglienza.

Avrebbe costretto più volte, dal 2007 al 2014, un ragazzino ospite di una casa famiglia a Togoville (Togo) a rapporti sessuali, dietro la minaccia di allontanarlo dalla struttura di accoglienza.

È l’accusa mossa dagli inquirenti nei confronti di un 72enne del Napoletano, fondatore e presidente di una Onlus all’epoca dei fatti impegnato in attività umanitarie in Africa.

La squadra mobile di Napoli l’ha oggi messo agli arresti domiciliari in applicazione di un’ordinanza emessa dal Tribunale di Nola.

Le indagini avrebbero consentito di “delineare un grave, univoco e concordante quadro indiziario ai danni della persona indagata“. La minaccia, nei riguardi del giovane africano al tempo minorenne, era di allontanarlo dalla struttura di accoglienza, facendogli quindi perdere ogni forma di assistenza, compreso l’alloggio, i due pasti al giorno ed il diritto allo studio.

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Il caso di Enzo Liguoro arrestato: le accuse al fondatore di MamAfrica, tutto quello che sappiamo

Questione da esaminare con attenzione, soprattutto dopo la proliferazione di diversi post social

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Ci sono alcune informazioni che dobbiamo assolutamente riepilogare per quanto riguarda il caso di Enzo Liguoro arrestato, in quanto il fondatore di MamAfrica in queste ore è protagonista di un vero e proprio caso dopo la notizia diffusa dall’ANSA nella giornata di ieri. L’accusa è questa di violenza sessuale nei confronti di un bambino africano nel Togo. La fonte, a dirla tutta, si limita a fornire le iniziali di battesimo dell’uomo, vale a dire V. L. Tuttavia, ci sono pochi dubbi sull’associazione tra questa figura e quella finita al centro di tantissimi post di sdegno sui social, come si potrà notare anche dalla pagina “Chi Siamo” della Onlus (qui potete trovare maggiori informazioni in merito).

Fondamentale, come sempre avviene in questi casi, fare un po’ di ordine per evitare che venga alimentata disinformazione. Se da un lato è vero che molte fonti autorevoli parlino dell’arresto del fondatore di MamAfrica, e che al contempo ci sia il sito ufficiale a dire che tale figura sia Enzo Liguori, allo stesso tempo è importante precisare che il giustizialismo social in casi del genere non sia mai corretto. A maggior ragione con un processo eventuale all’orizzonte.

Allo stesso tempo gravi accuse vengono rivolte a MamAfrica, per una sorta di responsabilità oggettiva di cui nessuna testata parla. In realtà secondo le prime ricostruzioni disponibili, sarebbe stata proprio la denuncia di un volontario a far partire le indagini. La pagina Facebook della onlus al momento non è più disponibile, ma prima della rimozione era apparso un post in cui venivano preannunciate prese di posizione ufficiali tramite alcuni legali.

Probabile che la scelta sia scaturita dai tanti messaggi giunti alla stessa pagina, ma anche qui l’invito agli utenti social volge verso la prudenza. Staremo a vedere se e come Enzo Liguoro saprà chiarire la propria posizione, fermo restando che ad oggi qualsiasi sentenza su Facebook sarebbe troppo affrettata.

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Storie di immigrazione ed integrazione sotto il Vesuvio. Ecco gli angeli vesuviani che “amano i colori”

Vesuvio: ultimo approdo di un viaggio lungo un continente. Nuova patria per chi dal suo paese scappa, desiderando l’alba di una nuova vita, lontana dagli orrori della guerra e più vicina alle dolci carezze di chi gli permette ancora di sognare.

Vesuvio: terra di accoglienza e di umanità. Gigante buono; luogo d’origine di “angeli” che dedicano la loro vita alla solidarietà verso i più deboli, offrendogli pasti caldi, un tetto sulle loro teste, amorevoli cure e percorsi di integrazione.

PAPA’ ENZO E LA SUA (MAMA)AFRICA. Si chiama Enzo Liguoro, ma per i cittadini di Pollena Trocchia, e per i suoi ragazzi africani è “Papà Enzo”, il fondatore di Mama Africa Onlus: un’associazione che ha scelto la linea del volontariato come realtà operativa a costo zero. “Niente buonismo!- ribadisce più volte il dottor Liguoro – Si vuol restituire, almeno in parte, ai giovani africani depredati dal vecchio e nuovo colonialismo, quanto loro spetterebbe di diritto. Consapevoli che la solidarietà è solo il mezzo, il fine è la giustizia“.

Docente di geografia politica per oltre 35 anni, e viaggiatore “incallito”, a seguito di una esperienza in Congo, ha deciso di sposare la causa della gente africana: “Dopo aver visto la sofferenza delle popolazioni africane – dice “il professore” – sarebbe stato disumano decidere di non fare qualcosa di concreto”.

 E così ha ospitato in Italia, presso la sua casa, “quella in cui non si può entrare se si è razzisti”,- recita così il cartellone all’ingresso della sua abitazione – ben 8 ragazzi: 6 dal Congo, 2 dal Togo, dove, da Giugno 2006, con il suo pensionamento, ha potuto dedicarsi alla nascita di una casa-famiglie per bambini orfani nel villaggio di Togoville. Adesso vive quasi stabilmente in Africa anche se costretto a ritornare in Italia per curarsi dai continui attacchi di malaria. Ci parla di un vesuviano solidale. Per nulla incline al razzismo, sebbene qualche singolo episodio di “bullismo” accaduto, e la legge Bossi-Fini “che vede come una minaccia l’extracomunitario”.

LA VULCANICA ANNA SCHETTINI: DAL POSTO FISSO E DALLA SEZONE DI PARTITO AL PRECARIATO E ALLA DENUNCIA DELLE TRATTE DI DONNE. Se Mama Africa e la mission di “Papà Enzo” rappresentano forse l’emblema di un Vesuviano multirazziale e contento di esserlo; la vulcanica Anna Schettini e la sua Cooperativa Shannara di Portici, nata nel ‘99 ispirandosi ai principi di pace, libertà, giustizia e solidarietà sociale e con finalità di promozione, prevenzione ed intervento su situazioni di disagio sociale e di emarginazione, costituiscono il simbolo dell’accoglienza a 360 gradi per minori e rifugiati politici.

Dopo una giovinezza dedicata al volontariato, e dopo i viaggi in Nord Italia e in Germania, Anna, nel ‘96, ha maturato l’idea di una casa-famiglie per minori a rischio: “Smantellai la mia sezione di Partito, e lasciai il posto fisso come dipendente delle ferrovie dello Stato. Ad oggi la mia cooperativa ha ospitato oltre 170 ragazzi tra Italiani e stranieri. Questi ultimi tutti inseritesi alla grande nella cultura napoletana e nel mondo lavorativo. Sono perlopiù nigeriani. Spesso donne, impiegate in passato nella tratta della prostituzione. In Italia difficilmente riscontrato problemi legati al razzismo. Forse solo una volta a San Giorgio. Ricordo che allora richiesi l’aiuto dell’Amministrazione comunale che non tardò ad arrivare. Poi nulla più. Noi napoletani siamo un popolo vicino alle sofferenze dei migranti”.

E così addio al posto fisso e alle logiche partitiche per poter aiutare il prossimo. Nonostante il precariato, la burocrazia lenta e difficile e i vari “momenti di difficoltà” affrontati, Anna non si è mai pentita della scelta fatta: “Ci sono stati momenti davvero bui per poter mandare avanti la mia azione. Tutta colpa della complessità e lentezza della costosa burocrazia italiana. Ma, ad oggi, posso dire che il peggio è passato. E sono orgogliosa di quanto riuscito a fare. Ancora oggi resto in contatto con tutti i ragazzi di cui mi sono presa cura. Quella che mi è impressa maggiormente nel cuore è una ragazza rumena che ha avuto il coraggio di denunciare un sistema criminale che ha le sue basi in Romania, ma opera anche in Italia”

GIUSEPPE CIRILLO E LA SUA “MISSION” D’ACCOGLIENZA CON EMERGENCY NEL DESERTO CIVILE DI CASTEL VOLTURNO. Non solo accoglienza e integrazione, ma anche assistenza sanitaria: Giuseppe Cirillo, medico pediatra porticese, volontario per Emergency, gestisce da circa un anno e mezzo un ambulatorio in quella che è considerata la nuova Scampia campana, Castel Volturno. “La scelta di dedicarmi a questa missione è nata anche per continuare quella che è la mia professione. Dopo aver lavorato 25 anni in ospedale; esser stato Direttore del Centro studi sociosanitari del Comune di Napoli e dell’Asl Na1, e tra i principali promotori del programma Adozione Sociale, un progetto della Regione Campania su cui hanno lavorato 500/600 persone dal 2009 al 2012, riguardante metà della popolazione minorile regionale, e non più finanziato pur se richiesto da un accordo di Partenariato tra Regione e Comunità Europea, ho deciso di trasferire le mie competenze nel campo del volontariato”.

Giuseppe ci descrive il suo ambulatorio come uno spazio libero di accoglienza e di amore verso il prossimo, nonostante la lentezza della burocrazia che complica l’operato dei volontari, in un deserto civile, abbandonato al completo degrado, dove i bambini extracomunitari soffrono per lo più di patologie alimentari come l’obesità, e di malattie del sangue come la tubercolosi: “Tutto è cominciato con la richiesta di un bus, poi trasformato in un ambulatorio stabile. Adesso noi medici di Emergency svolgiamo un’attività medica specialistica, andandoci spesso anche a sostituire a molti servizi sanitari pubblici a cui gli extracomunitari del luogo non potrebbero mai avere accesso. Probabilmente andrebbe fatto ancora di più. Ma questa è un’altra storia…“.

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