Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Geopolitica America Latina.

Brasile. La difficile lettura della storia. Il 31 marzo.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-09.

2018-1-23__Bolsonaro__001

Tutti gli umani accadimenti possono essere letti da punti di vista differenti, anche opposti.

Per gli italiani l’irredentista Cesare Battisti era un eroe, per gli austriaci un disertore, e come tale lo fucilarono.

Il generale Michail Nikolaevič Tuchačevskij fu fucilato il 12 giugno 1937 come traditore della patria: ma nel 1957 fu riabilitato da Nikita Khruščёv.

Se questa ambivalenza di giudizio vale per le persone fisiche, a maggior ragione vale per i sommovimenti politici di una nazione.

A suo tempo, tutti i partiti comunisti inneggiavano alla presa di potere a Cuba di Fidel Castro, mentre tutti i paesi occidentali lo definivano come fosse un dittatore.

Anche se possa sembrare cinicamente amaro, si deve ammettere che la storia la scrivono i vincitori, almeno fino a tanto che sono in grado di esercitare il potere.

Per anni Vidkun Quisling fu onorato come provvidenziale capo di governo, ed il 24 ottobre 1945 fu fucilato per alto tradimento.

*

Queste scarne considerazioni, esemplificazioni storiche, rendono ragione del perché gli archivi segreti degli stati si aprano alle ricerche degli storici molto tempo dopo gli avvenimenti ai quali si riferiscono: usualmente un centinaio di anni. La loro apertura comporta immancabilmente una lunga serie di riscontri al limite del credibile, quali per esempio, una lunga serie di tradimenti passati sotto silenzio.

Ma spesso nemmeno questo lasso di tempo è sufficiente per placare l’animosità degli animi. Si pensi come la prima storia abbastanza obiettiva della rivoluzione francese sia stata scritta dal Gaxotte nel 1928 e solo negli ultimi anni il libro sia di facile accesso, boicottato in ogni modo e maniera da talune fazioni tuttora esistenti e potenti.

Così la Rivoluzione di Ottobre è vista da alcuni come una delle peggiori iatture che il mondo abbia dovuto tollerare, mentre altri la riguardano come l’apice della liberazione umana.

*

Il problema consisterebbe nel fatto che si dovrebbero rispettare sia le persone che la vedono in un modo sia quelle che la vedono all’opposto. Fatto salvo il rispetto umano, poi sulle idee sostenute si potrebbe, e si dovrebbe, discutere. Ma spesso la foga induce a scotomizzare anche i fatti accaduti.

Estendendo il ragionamento ai nostri tempi di recente passati, se è vero che molti vedono in Francisco Franco un dittatore, sarebbe altrettanto vero constatare come molti altri lo indichino come colui che ha saputo bloccare l’espansione del comunismo sovietico in Spagna e, quindi, in Europa.

Stesso discorso potrebbe essere fatto per Salazar, ma anche per Maduro: se il comunismo ritornasse in auge ed in potenza, Maduro sarebbe considerato essere un eroe.

*

Questi ragionamenti, se rettamente intesi, ci consentono di valutare al meglio quanto accade ora in Brasile.

«Alle presidenziali del 1961, con una campagna elettorale basata sulla lotta alla corruzione e forte del malcontento della popolazione più debole e povera, venne eletto Jânio Quadros con quasi il 50 per cento dei voti.

La politica di Quadros si rivelò però fallimentare, poco incisiva e populista: rifiutò il blocco di Cuba, decorò il guerrigliero comunista Che Guevara, promise di replicare la riforma agraria cubana anche in Brasile, cercò l’appoggio dei progressisti, ma venne ben presto abbandonato sia dai partiti moderati e conservatori che dall’opinione pubblica. E venne ostacolato anche dal Congresso, che propose di chiudere per governare da solo minacciando di rinunciare al mandato. Poiché nessuno lo sostenne, dopo soli 207 giorni di governo si dimise davvero.

Le dimissioni di Quadros aprirono una profonda crisi politica. Teoricamente sarebbe toccato al vicepresidente Goulart assumere la guida del governo ma al momento dell’abbandono di Quadros, Goulart si trovava in Cina per incontrare Mao Tse Tung. In sua assenza, crebbe l’ostilità delle forze armate brasiliane e di quei partiti politici, appoggiati da banchieri e latifondisti, che vedevano in Goulart una “minaccia comunista” a causa della sua vicinanza a lavoratori e sindacati. Si cercò dunque di impedire il suo insediamento e fu imposto al Congresso di trasformare il sistema politico brasiliano da presidenzialista a parlamentarista, pur di indebolirlo. ….

Il presidente Goulart, tornato ad avere pieni poteri e appoggiato dall’opinione pubblica, avviò la riforma agraria e quella dell’istruzione, difese i diritti sindacali dei lavoratori e in un celebre discorso del 13 marzo 1964, durante una manifestazione di circa 100 mila persone, annunciò la nazionalizzazione delle compagnie petrolifere. ….

Tra il 31 marzo e il primo aprile del 1964 i carroarmati dell’esercito brasiliano ricevettero l’ordine di dirigersi verso Brasilia e Rio de Janeiro. Il presidente decise di non reagire, fu deposto e fuggì in Uruguay. Il 3 aprile del 1964 il presidente del Congresso dichiarò vacante la presidenza. Il 15 aprile il maresciallo Humberto de Alencar Castelo Branco divenne presidente del Brasile. ….

Il Partito Comunista del Brasile organizzò una guerriglia sulle rive del fiume Araguaia e diversi movimenti in suo sostegno iniziarono a finanziare la guerriglia con rapine in banca e rapimenti» [Fonte]

*

Anche in questa occasione il mondo si divise.

Per molti la presa di potere dei militari e la lotta alla guerriglia fu una dittatura, per molti altri invece fu la necessaria reazione per bloccare l’ascesa al potere di un regime comunista in Brasile. Era anche l’epoca della guerra fredda.

Il Brasile celebrò la data del 31 marzo fino a quando i socialisti di Lula non arrivarono al potere. Di lì a poco tale festività fu soppressa.

Ma il tempo passa inesorabile. Mr Lula è al momento in carcere e colei che lo sostituì fu destituita dalla carica presidenziale, ora ricoperta da Mr Bolsonaro, che ha ripristinato la commemorazione.

Tutte le componenti liberal socialiste ancora al potere hanno severamente condannato questo fatto, ed affermano che il governo dei militari fu una dittatura.

* * * * * * *

Da veramente da pensare come il plauso politico sia transitorio.

Aggiungiamo una ultima considerazione.

L’atto di Mr Bolsonaro non sarebbe stato possibile se i liberal socialisti fossero ancora al governo degli Stati Uniti, e meno zoppicanti nella Francia e nella Germania. È uno dei tanti segni della loro devoluzione.

*


Brazil rejects U.N. appeal not to revise history by denying 1964 military coup

The government of Brazil’s right-wing President Jair Bolsonaro has rejected an appeal by a United Nations expert not to revise Brazilian history by denying a military coup occurred in 1964.

In a letter to the U.N. human rights commission in Geneva made public on Thursday, the government said it “repudiates the baseless allegations” of the U.N. expert who criticized Bolsonaro’s decision to commemorate the 1964 military uprising as an attempt to condone rights violations.

“President Bolsonaro has reiterated his understanding that the 1964 movement was necessary to stave off the growing threat of a communist takeover of Brazil and to ensure the preservation of national institutions in the context of the Cold War,” the letter said.

According to Bolsonaro, the overthrow of an elected leftist government was not a coup d’etat, but a legitimate movement backed by the country’s Congress and judiciary, as well as the majority of Brazilians, the letter said.

Brazil’s armed forces on Sunday paid tribute to the 1964 coup that lead to a two-decade military dictatorship at the behest of Bolsonaro, who reversed an eight-year-ban on celebrations.

The move stirred debate and underscored Bolsonaro’s support for a military government that executed hundreds, tortured thousands, shuttered Congress and left most Brazilians with dark memories of the period.

Two days earlier in Geneva, Fabian Salvioli, the U.N. expert who wrote the letter and a human rights lawyer and professor, called on the Bolsonaro government to reconsider the commemoration.

“Attempts to revise history and justify or condone gross human rights violations of the past must be clearly rejected by all authorities and society as a whole,” Salvioli said.

Bolsonaro, a former Army captain, has long praised the 1964-85 military government and often said its biggest mistake was not killing enough leftists.

Pushing the U.N. appeal aside, his government is moving ahead with rewriting history.

Education Minister Ricardo Velez said in an interview published on Wednesday that school history books will be edited to give a “broader” view of what happened in 1964.

He told Valor Economico newspaper that there was no coup and the military regime that followed was not a dictatorship.

Annunci