Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Economia e Produzione Industriale, Senza categoria, Unione Europea

Germania. Ordini Industria -4.2%, -8.4% a/a.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-04.

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«- February 2019 (provisional): new orders in manufacturing

-4.2% on the previous month (price, seasonally and calendar adjusted)

-8.4% on the same month a year earlier (price and calendar adjusted)»

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«Based on provisional data, the Federal Statistical Office (Destatis) reports that price-adjusted new orders in manufacturing had decreased in February 2019 a seasonally and calendar adjusted 4.2% on the previous month»

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«Domestic orders decreased by 1.6% and foreign orders fell by 6.0% in February 2019 on the previous month»

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«New orders from the euro area were down 2.9%, new orders from other countries decreased 7.9% compared to January 2019»

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«The manufacturers of capital goods showed decreases of 6.0% on the previous month»

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«For consumer goods, a decrease in new orders of 3.5% was recorded.»

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La Germania è entrata in una fase recessiva dalla quale non riuscirà ad uscirne se non quando si sarà liberata di Frau Merkel.

L’industria tedesca, una volta fiore all’occhiello di quel paese, sta agonizzando sotto un cumulo di leggi, regolamenti e normativi che godono tutti della comune caratteristica di essere contrari al più comune buon senso.

Ma se fosse solo per questo, si andrebbe ancora bene. Commerzbank e Deutsche Bank sono sull’orlo del fallimento.

Siamo perfettamente consci che tale terminologia non rientra nel politicamente corretto, ma la fuga dalla Germania alla quale stiamo assistendo ricorda quella dei tedeschi incalzati dall’Armata Rossa.

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Destatis. 2019-04-04. Manufacturing in February 2019: New orders -4.2% seasonally adjusted on the previous month

Pressrelease #132 from April 4, 2019.

– February 2019 (provisional): new orders in manufacturing

-4.2% on the previous month (price, seasonally and calendar adjusted)

-8.4% on the same month a year earlier (price and calendar adjusted)

– January 2019 (revised): new orders in manufacturing

-2.1% on the previous month (price, seasonally and calendar adjusted)

-3.6% on the same month a year earlier (price and calendar adjusted)

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WIESBADEN – Based on provisional data, the Federal Statistical Office (Destatis) reports that price-adjusted new orders in manufacturing had decreased in February 2019 a seasonally and calendar adjusted 4.2% on the previous month. For January 2019, revision of the preliminary outcome resulted in a decrease of 2.1% compared with December 2018 (provisional: -2.6%). Price-adjusted new orders without major orders in manufacturing had decreased in February 2019 a seasonally and calendar adjusted 2.7% on the previous month.

Domestic orders decreased by 1.6% and foreign orders fell by 6.0% in February 2019 on the previous month. New orders from the euro area were down 2.9%, new orders from other countries decreased 7.9% compared to January 2019.

In February 2019 the manufacturers of intermediate goods saw new orders fall by 0.9% compared with January 2019. The manufacturers of capital goods showed decreases of 6.0% on the previous month. For consumer goods, a decrease in new orders of 3.5% was recorded.

Turnover -1.1% seasonally adjusted on the previous month

The price-adjusted turnover in manufacturing in February 2019 was down a seasonally and calendar adjusted 1.1% on the previous month. In January 2019, the corrected figure showed an increase of 0.9% to December 2018 (provisional: +0.6%).

The data shown here on new orders and turnover are based on the volume index of manufacturing, seasonally and calendar adjusted by means of X13 JDemetra+. (The underlying mathematical-statistical method is not fundamentally different from the previously applied method X-12-ARIMA.)

New orders and turnover are covered and evaluated in accordance with the Classification of Economic Activities, 2008 edition (WZ 2008). New orders are covered only in selected economic branches of manufacturing.

Detailed data and long time series are available from the GENESIS-Online database (indices of new orders 42151 and indices of turnover 42152).

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Sole 24 Ore. 2019-04-04. Germania, crollano gli ordini all’industria. Stima Pil 2019 tagliata a +0,8%

Dalla Germania arrivano nuovi, pesanti segnali di frenata, con gli ordini industriali in pesante flessione e le stime di crescita per il 2019 aggiornate al ribasso dai cinque principali istituti economici.

Gli ordini sono crollati inaspettatamente a febbraio, segnando un -4,2% congiunturale, il ribasso più forte da due anni, smentendo le attese di un incremento dello 0,3%. Su base annua si è registrata una flessione dell’8,4%, che è la più pesante in dieci anni. Il ministero dell’Economia tedesco ha osservato che l’attività manifatturiera, già in frenata del 2,1% a gennaio, «continuerà ad essere debole nei prossimi mesi, in particolare per la scarsa domanda estera». I dati hanno infatti rilevato un calo del 6% degli ordini dall’estero.

Un’altra doccia fredda, seppure meno inattesa, è arrivata dalla revisione al ribasso delle stime di crescita per il 2019 da parte dei principali istituti di ricerca tedeschi. Ifo, Ivw, Diw, IfW e Rwi hanno tagliato le previsioni allo 0,8%, meno della metà dell’1,9% stimato a settembre. In questo caso va detto tuttavia che lo stesso governo aveva già ridimensionato le attese, indicando a gennaio un incremento stimato del Pil pari all’1%, così come il Consiglio degli esperti economici tedeschi, che a febbraio aveva fatto previsioni analoghe a quelle di oggi.

A pesare sulla maggiore economia dell’Eurozona sono soprattutto le tensioni commerciali e la Brexit, considerando che Stati Uniti e Gran Bretagna sono due dei principali partner di Berlino; si aggiugono inoltre le incertezze sull’andamento dell’economia cinese. «Le difficoltà della produzione interna e la portata del rallentamento dell’economia globale sono stati sottovalutati» si legge nel report pubblicato oggi, ma i rischi di una «recessione pronunciata» sono bassi purché non si intensifichino le turbolenze politiche.

Anche il report punta dunque il dito sulle difficoltà della produzione industriale, già evidenti nella seconda metà del 2018 e confermate dal dato di oggi sugli ordini.

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